lunedì 16 novembre 2009

Piazza bella piazza ... alla ricerca di un centro di gravità permanete

Castrocaro e Terra del Sole sono due località dello stesso Comune che da qualche decennio sono costantemente alla ricerca di "un centro di gravità permanente".
Ovvero mancano di una Piazza che sia degna di tale ruolo!
La Piazza o Agorà è uno dei luoghi più importanti all'interno del percorso urbano di una comunità è il luogo di incontro e scambio socio-culturale dei cittadini, centro di scambi economici e di rapporti sociali!
Il luogo per eccellenza deputato ad ospitare tutte le manifestazioni della vita cittadina, dalle feste civili a quelle religiose, ai mercati ma anche teatro all'aperto, spazio per lo svago.
La piazza è l'invenzione urbanistica della democrazia, il luogo della socialità e del dialogo tra diverse generazioni e popolazioni, sede delle assemblee cittadine e dei dibattiti politici.
Negli ultimi decenni in questo Comune le piazze sono divenute parcheggi e i parcheggi piazze!

Partiamo da Terra del Sole che vanta una piazza di impronta rinascimentale!

Uno spazio urbano pianificato.
Una "piazza d'armi" posta al centro della città-fortezza.
Un "centro di gravità permanente" su cui si affacciano gli edifici del potere e in cui si svolge per secoli tutta la vita cittadina.
Luogo emblematico e luogo fisico!
Spazio reale di centralità e di equilibrio urbanistico e sociale!
Oggi diventato il luogo di sosta temporanea per le automobili di avventori temporanei dei pochi pubblici esercizi che vi si affacciano o che vi gravitano nelle sue vicinanze!

Si dice che questo sia il prezzo da pagare alla modernità e ai cittadini, residenti o ospiti, non resta che prenderne atto e accontentarsi!

D'altronde ormai la socialità si svolge nel chiuso delle proprie abitazioni seduti e in silenzio davanti a un televisore o nel migliore dei casi sulla piazza virtuale del web.

















(continua)

venerdì 13 novembre 2009

NARCOTEST ANCHE X BERLUSCONI ? MAGARI !

NARCOTEST: VIALE, ANCHE BERLUSCONI DEVE SOTTOPORSI

13/11/2009 - 13.13 (IRIS) - ROMA, 13 NOV - "Mi stupisce che l'Onorevole Silvio Berlusconi non abbia ancora seguito l'esempio di alcuni parlamentari della sua maggioranza che hanno proposto e prontamente eseguito il test sulle droghe" Silvi Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, al congresso dei Radicali, sollecita il Presidente del Consiglio a sottoporsi al narcotest. "Nei mesi scorsi si è molto parlato delle relazioni sessuali estemporanee del nostro Presidente, con polemiche su prostituzione e altro, ma si è un po' glissato sulla presunta presenza di cocaina alle sue feste" aggiunge Viale. "A differenza del caso di Marrazzo, quando si parlo di cocaina nelle feste di Berlusconi nessuno propose il test per i parlamentari, ma mi sorprende che Berlusconi non abbia ritenuto di doverlo fare o almeno di commentarlo. Non vorrei che Gasparri, Alemanno & Co. avessero erroneamente pensato che la chioma di Berlusconi non fosse idonea al test, dimenticandosi della prorompente virilità del nostro Presidente a cui dovrebbe corrispondere una foresta pilifera adeguata" conclude.

In effetti leggendo questi articoli qualche dubbio che il legame "Berlusconi-Tarantini- escort-cocaina" possa esserci ...

L’estate di Tarantini :
«Droga e affari nella mia villa»

I verbali: in Sardegna con cocaina nella cassaforte


Tarantini: ecco il mio sistema
Escort e droga, tutto in 5 interrogatori


Tarantini: il premier e quelle 30 ragazze Diciotto serate e 1000 euro a chi restava


Ecco i verbali di Tarantini
"Mille euro a chi restava la notte"


Tarantini: così fornivo escort a Berlusconi
Rimborsi spese o 1000 euro a prestazione


Escort e cocaina: arrestato l’imprenditore Tarantini


Inchiesta Tarantini I pm accelerano su escort e droga


Tarantini: Ho procurato 30 ragazze per Berlusconi






martedì 29 settembre 2009

Il problema è che in Italia, sfortunatamente, è pieno di italiani.

Il problema è che «... In Italia, sfortunatamente, è pieno di italiani.
Il cittadino italiano si è evoluto in questi anni.
Lo ha fatto nel senso letterale del termine, ovvero si è “adattato” all’habitat che lo circondava.
Ha capito che per sopravvivere deve adattarsi ad un sistema fatto di raccomandazioni e scambio di favori, di nepotismo, mazzette e ricatti.
Che per salire qualche gradino della scala sociale deve affinare l’italianissima arte della prevaricazione, della furberia, dell’egoismo.
Che deve imparare a curare minuziosamente i propri particolarissimi interessi, dimenticando la comunità.
Che per avanzare in carriera deve ingraziarsi il proprio superiore ridendo ad ogni sua battuta (quando basta).
Ha capito che non conta chi sei, ma chi conosci.

In qualche caso questa metamorfosi, questa mutazione, è avvenuta inconsciamente, altre volte scientemente.
Ogni italiano ha in se il gene modificato.
Ognuno di noi ce l’ha.
E se ci facciamo un attento esame di coscienza, onesto, ce ne renderemo conto.
Alcuni cercano di soffocarlo autosomministrandosi cultura e informazione critica in dosi massicce, recitando mantra a base di senso civico, onestà intellettuale, etica e moralità.
Ma non è facile, solo pochi riescono a debellarlo.
In genere si emigra.
L’aria di Paesi più civili pare che aiuti a neutralizzare l’azione devastante del gene mutante.
Davanti a questa mutazione così profonda come si può sperare che una persona qualunque, un non politico per intenderci, che parla di merito, di laicità, di bioetica, di energie rinnovabili e risparmio energetico, di flessibilità protetta, di formazione continua, di diritti di donne, omosessuali, immigrati, di rispetto delle libertà individuali, di democrazia partecipativa, di centralità dei circoli e della base nella vita di un partito, di informatizzazione per un più diretto e rapido coinvolgimento di tesserati e non, possa avere qualche speranza di vittoria.
Come si può pensare che abbia anche una sola possibilità se si considera che quando parla di questi temi non lo fa in modo fumoso, generico, di principio, ma lo fa in modo puntuale, dettagliato, preparato, con risposte asciutte, chiare, nette.
Con proposte concrete pure. .. »

Ah scusate ... il testo non è farina del mio sacco (è di un certo Massimo Marini) e si riferisce a Ignazio Marino candidato alla segreteria del PD ... (Ecco perché Marino non diventerà segretario del PD)

sabato 5 settembre 2009

IL PONTE SULLO STRETTO

Oggi, sabato 5 settembre 2009, dopo la "sperimentazione" d'agosto dell'isola pedonale castrocarese, il presidente della Pro loco termale ha distribuito un "numero unico" de "il Campanone", riesumazione del campanilistico antiseniano di inizio Novecento, nel quale lo stesso presidente firma un'articolata proposta urbanistica finalizzata a creare permanentemente un'isola pedonale nell'area compresa fra l'ingresso delle terme e la Chiesa parrocchiale, per la quale prevede la realizzazione di una nuova viabilità con tanto di costruzione di un terzo ponte di attraversamento sul fiume Montone. (clicca sulla mappa per vedere in dettaglio grafico la proposta e i punti critici)
Quando si dice che la fantasia non ha limiti e che le idee non hanno il copyright e, come le bugie, hanno le gambe corte o il naso lungo!
Fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni novanta del Novecento, il Comune di Castrocaro e Terra del Sole, sperimentò, negativamente, la prima amministrazione di centro-sinistra con una infausta coalizione PCI-DC (miseramente commissariata dopo appena due anni).
Nel programma elettorale della DC erano presenti due proposte progettuali assolutamente ridondanti e impraticabili sia in termini tecnici che economici: una viabilità di attraversamento del centro storico castrocarese tramite una galleria sotto la fortezza e la costruzione di un terzo ponte carrabile accessibile dal Viale Marconi difronte al Cimitero con sbocco sulla circonvallazione.
Due proposte inattuabili, si è detto, sia per motivi tecnici che economici ma anche decisamente politici!
Tralasciando le motivazioni tecniche contrarie al tunnel (comprensibili e ovvie) ricordiamo solo quelle relative alla costruzione di un terzo ponte sul fiume Montone.
La soluzione prospettata (ripresa in tutto e per tutto nella attuale ri-proposta) si prefiggeva di liberare l'area a ridosso del plesso termale dal passaggio di auto e mezzi pesanti, in particolare camion e trattori per il trasporto sia dei prodotti agricoli che di quelli artigianali.
La soluzione infatti non teneva conto che a monte di Castrocaro si svolge un'intensa attività agricola (seconda voce nell'economia locale) che necessita di raggiungere sia la pesa pubblica sia il Consorzio agrario posti in prossimità della Porta Fiorentina di Terra del Sole.
Così come non considerava le tante attività artigianali (piccole e grandi) insediate proprio dentro al tessuto urbano dei due centri principali.
Fra l'altro, per sopperire all'attraversamento dei centri abitati ai mezzi in transito, il territorio comunale da oltre 30 anni è dotato di una circonvallazione scorrevole e agevole posta sul lato destro del fiume Montone.
Negli anni recenti il Comune si è anche dotato di un piano della viabilità che è stato redatto sulla base di un'indagine accurata sul reale traffico automobilistico e che non ha prodotto soluzioni particolarmente significative se non quello di riconfermare un progetto "sulla carta" già dalla fine degli anni Novanta, ovvero di una nuova viabilità da realizzarsi "a monte" di Terra del Sole.
Infine, il Piano Strutturale Comunale di recente approvazione, in merito alla viabilità cap. (3.1 Il sistema delle infrastrutture della Relazione - clicca sulla mappa) riconferma rispetto al Piano Regolatore vigente, un intervento strategico che riguarda la realizzazione di un asse viario che, passando a monte della fortezza di Terra del Sole, bypassi questo centro storico oltre, parzialmente, all’abitato di Castrocaro Terme rendendo possibile ipotizzare un utilizzo della viabilità attuale di attraversamento dei due centri di Castrocaro Terme e di Terra del Sole per un traffico molto limitato ed a servizio delle strutture ricettive e pubbliche per lo più pedonalmente.
Questo consentirà anche di poter progettare interventi di arredo urbano che possano qualificare il centro abitato ed interessare ed attirare, per una permanenza più prolungata, turisti provenienti anche dai Comuni vicini per dare maggior peso al comparto turistico che deve di più essere valorizzato non dimenticando che Castrocaro Terme e Terra del Sole presentano due centri storici contigui, uno rinascimentale ed uno medievale, quale aggregazione forse unica nella nostra Regione.
Sono stati previsti, nel P.S.C., due interventi viari di collegamento con la S.S. n.67: il primo verso Forlì ed in vicinanza del centro storico di Terra del Sole e in adiacenza dell’attuale via Ladino, al fine di rendere più facilmente raggiungibile pedonalmente tale centro a chi utilizzerà spazi di parcheggio ipotizzabili in vicinanza della S.S. n.67; il secondo nella zona della Sorgara, nella parte sud – ovest del territorio urbanizzato verso Dovadola, per collegare direttamente alla S.S. n.67 la viabilità a servizio di zone agricole per evitare l’attraversamento delle strette vie della zona da parte di mezzi agricoli più lenti ed ingombranti rispetto ad altri mezzi di locomozione. Per tali interventi la priorità attribuita dall’Amministrazione Comunale è media mentre lo stanziamento è da reperire ed il progetto è da redigere. (...)
Lo stesso Piano Triennale prevede altri interventi importanti sulla viabilità con creazione di una zona pedonale a Terra del Sole con opere di arredo urbano nella piazza d’Armi, la realizzazione di un asse viario di collegamento a via Matteotti, per decongestionare via Conti con istituzione del senso unico d’ingresso in via Conti dalla S.S. n.67 e conseguente riordino delle relative intersezioni.
Nell'articolo di Elio Caruso (il presidente della pro loco castrocarese) dell'attuale numero unico de "il Campanone" si legge che la proposta progettuale di isola pedonale e conseguente nuova viabilità è condivisa anche dalla maggioranza comunale!
Le considerazioni che Caruso avanza a giustificazione della proposta, non potendo avvalersi di nessun elemento tecnico ed economico, sono pertanto da considerarsi meramente politiche e come tali dovranno essere motivo di discussione e confronto tanto più che sono appunto condivise anche dall'attuale amministrazione comunale!
Non si capisce fra l'altro da quali presupposti nasca una tale provocazione visto che la sperimentazione attuata nel mese di agosto dell'isola pedonale del sabato sera non sembra abbia minimamente incrementato l'attrattiva turistica della cittadina termale che non riesce a emergere rispetto al recente passato!

sabato 8 agosto 2009

ALDROVANDI, MERCURIALI, BIANZINO, ALES, ... E POI ANCORA ... ???

ALDROVANDI, MERCURIALI, BIANZINO, ALES, OLTRE AD ALTRI, TANTI, TROPPI, COMUNQUE VITTIME DI UN SISTEMA CHE HA ABBANDONATO IL SENSO CIVICO PER RISOLVERE TUTTO CON LA REPRESSIONE

la vicenda??? qualcosa di simile a quella di Alberto Mercuriali ... i pesci piccoli fanno grandi gli squali
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1243/

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03852

Ministero destinatario:

* MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/07/2009

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03852
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 29 luglio 2009, seduta n.211

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, la notte del 27 luglio 2009, nella casa circondariale di Rovereto (Trento), si è tolto la vita, impiccandosi con le lenzuola, Stefano Frapporti, un artigiano trentino di 50 anni, persona arrestata il giorno prima e ubicata nel reparto osservazione del predetto istituto di pena;

Stefano Frapporti, individuo privo di una mano persa durante un brutto incidente sul lavoro, è stato fermato dai carabinieri mentre andava in bicicletta; sottoposto a perquisizione gli è stato trovato in tasca circa un etto di hashish, quantitativo destinato, secondo quanto riferito sul momento dallo stesso indagato, al consumo personale;

il grave problema dei suicidi all'interno delle strutture penitenziarie deve essere tenuto in alta considerazione da parte del Ministero della giustizia, atteso che la vita, la salute e, più in generale, il benessere fisico e psichico delle persone che si trovano in stato di privazione della libertà personale sono elementi che meritano una specifica attenzione ed un costante impegno giusto quanto disposto dallo stesso ordinamento penitenziario;

ed invero la situazione attuale è particolarmente allarmante posto che nel corso di tutto il 2008 si sono registrati 42 suicidi, mentre nei primi sette mesi del 2009 già si sono tolte la vita 39 persone; sicché si teme che entro il dicembre 2009 possa essere raggiunto il picco del 2001 con 69 casi e, quindi, un tasso di suicidio del 124 per 100 mila detenuti (quello relativo alla popolazione italiana è di 8 per 100 mila);

presenze dei detenuti all'interno degli istituti di pena italiani hanno quasi toccato quota 64mila: il 52,2 per cento dei detenuti si trova dietro le sbarre in custodia cautelare, mentre, tra i condannati, circa 9mila persone devono scontare pene inferiori ad un anno; a ciò occorre aggiungere che metà dei carcerati è affetto da epatite, il 30 per cento e tossicodipendente; il 10 per cento malato di mente e il 5 per cento ha l'Hiv; inoltre, il ritmo di crescita della popolazione penitenziaria in tempi recenti si incrementa di 1000 detenuti ogni mese;

una politica di fermezza verso il crimine non esclude certo la realizzazione di un sistema carcerario che, dovendo essere costituzionalmente finalizzato al recupero ed al reinserimento del detenuto, deve poter offrire una condizione minimale di vivibilità, soprattutto nei confronti di quei gruppi vulnerabili al rischio suicidario (malati mentali, tossicodipendenti, cittadini extracomunitari, e, in genere, persone provenienti dall'area del disagio sociale);

il direttore generale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dottor Sebastiano Ardita, ha indirizzato, in data 18 dicembre 2008, una circolare a tutti i provveditori regionali dell'amministrazione penitenziaria avente ad oggetto «prevenzione dei suicidi e tutela della vita e della salute delle persone detenute e/o internate», sollecitando tutti gli operatori ad un maggiore impegno teso a scongiurare situazioni di criticità;

il sostanziale fallimento della organizzazione del lavoro per la popolazione detenuta, che genera insopportabili e lunghi periodi di ozio, è quasi certamente una concausa importante nella esplosione di atti anticonservativi -:

se sul suicidio avvenuto nella casa circondariale di Rovereto siano stati effettuato gli opportuni accertamenti e quali ne siano eventualmente gli esiti;

se il Governo non intenda farsi promotore di una completa rivisitazione della legge n. 49 del 2009, detta Fini-Giovanardi, legge che sta avendo un impatto pesantemente negativo sulla situazione penitenziaria e che sta portando rapidamente al riprodursi di quel fenomeno di sovraffollamento che, in modo emergenziale, si è tentato di affrontare in epoca recente;

considerato l'alto tasso di suicidi in carcere, che dipende dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno, se il Governo non ritenga di prendere in considerazione eventuali iniziative finalizzate alla promozione di un provvedimento di clemenza;

se il Governo non ritenga che l'avvio di una seria e generalizzata politica di organizzazione del lavoro per la popolazione detenuta sia elemento di rilevante importanza per contenere il triste fenomeno dei suicidi all'interno degli istituti di pena;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei suicidi in carcere.
(4-03852)


poi questa lettera della CGIL !!!


FUNZIONE PUBBLICA CGIL Trentino 38100 TRENTO VIA MUREDEI 8
CONDOMINIO ZETA TEL. 0461-303942 FAX 0461-303941 fp@cgil.tn.it



Spett. Redazione di Rovereto
Quotidiano Trentino


In merito alla tragica vicenda di Stefano Frapporti, suicidatosi in carcere a Rovereto, s’intende ribadire il corretto operato del personale della Casa Circondariale.
Un evento di questa portata lascia sempre ed inevitabilmente strascichi ma è bene sottolineare che questo episodio non sembra avere i contorni del giallo.
Il personale in servizio la sera della tragedia ha operato in base alle procedure previste dalle vigenti norme di legge e dai regolamenti.
Al povero Frapporti era stato chiesto se volesse avvalersi della possibilità di avvisare la famiglia tramite l’Istituto ma lo stesso avrebbe rifiutato.
Sopperendo ad una carenza dell’Amministrazione, che non offre un adeguato supporto psicologico, il personale di Polizia Penitenziaria si assume il compito di rassicurare, con i mezzi che ha, le persone che arrivano dalla libertà; questo anche nel caso in discussione.
Non vi è stato nessun segnale che potesse far immaginare, al personale presente in istituto, le intenzioni che di lì a poco avrebbero trovato tragica concretezza.
Per questo una rapida inchiesta -che è atto dovuto- sull’individuazione di eventuali responsabilità, anche a tutela dello stesso personale di Polizia Penitenziaria, è il minimo che si possa auspicare.
Chi decide di farla finita con la vita in genere non lo sbandiera ed è di conseguenza difficilissimo prevenire, soprattutto in assenza di specialisti della materia (alla CC di Rovereto, ad esempio, lo psicologo ha un contratto di poche ore alla settimana). Inoltre, i metodi scelti sono sconsolatamente efficaci e spesso risulta improduttivo qualsiasi tempestivo intervento.
Se una persona alla disperazione decide di tagliarsi le vene e mettersi sotto le coperte, sarà impossibile accorgersene. Legarsi al collo un pezzo di lenzuolo o una t_shirt strappata e legare l’altro capo ad una sbarra oppure un termosifone e lasciarsi cadere è un metodo orrendamente efficace ed il gesto si consuma in pochi secondi.
Se responsabilità si vogliono trovare si ricerchino nell’inadeguatezza delle strutture detentive, nella carenza di spazi, nel sovraffollamento assurdo, nella ormai cronica carenza di personale di ogni profilo professionale ma soprattutto della Polizia Penitenziaria, nei drastici tagli alle risorse economiche oppure nella malata e dilagante cultura che vuole necessariamente delinquente a vita chi entra in carcere anche per un solo miserabile giorno.

Trento 29 luglio 2009


p. Fp_Cgil del Trentino
Giampaolo Mastrogiuseppe

venerdì 31 luglio 2009

Il punto sul Piano CASE, a Cese appartamenti quasi pronti

Il punto sul Piano CASE, a Cese appartamenti quasi pronti
E' una corsa contro il tempo quella dei cantieri del piano CASE, se si vorrà mantenere la promessa fatta da Governo e Protezione civile di consegnare entro l'anno a patire da metà settembre, una casa ad almeno a 12mila sfollati. Facciamo dunque il punto della situazione.

I lavori devono ancora iniziare nei siti di Coppito, Arischia, Roio, Gignano, Paganica2, Assergi.

Lavori avviati e piastre antisismiche in alcuni casi già collocate, a Sant'Antonio, Collebrincioni, Camarda, Paganica sud, Tempera.

Lavori in stato avanzato invece Bazzano e Sant'Elia, e soprattutto a Cese di Preturo, che è attualmente è il fiore all'occhiello del piano CASE. Qui i lavori, affidati alla azienda altoatesina Wolf Haus, Orceana Cstruzioni e ed ETS Engineering, sono cominciati l'11 luglio, e già i primi 100 appartamenti sono quasi pronti e a settembre saranno i primi ad essere consegnate a chiavi in mani. Nella vicina Sassa ieri gli operai della Wolf Haus, hanno cominciato i lavori per altri 200 appartamenti, e nella prima giornata sono state posate le pareti per le prime 25 abitazioni. Oltre alla tempistica questi cantieri hanno un altro indubbio pregio rispetto ad altri: gli appartamenti in legno che crescono a vista d'occhio sono di ''classe energetica A'' e realizzati infatti secondo avanzati canoni di bio-edilizia. Consentono cioè un risparmio di energia fino al 90%, e grazie la speciale parete isolante multistrato Megawand, con un'ora di riscaldamento a 22°, la temperatura si mantiene immutata per nove ore.

Nel servizio intervista al direttore della Wolf Haus, Kurt Schoepfer.


29/07/2009 13:53

A Cese di Preturo gli avveniristici appartamenti della Wolf Haus

A Cese di Preturo gli avveniristici appartamenti della Wolf Haus



Abbiamo visitato il cantiere di Cese di Preturo, dov'è a lavoro l'azienda alto-atesina Wolfhouse per la realizzazione delle case antisismiche che ospiteranno i terremotati.

Interviste a:

Kurt Schoepfer - Direttore Case Wolf Haus
Pierluigi Zola - Orceana Costruzioni
Luca Begnis - ETS Engeneering

venerdì 10 luglio 2009

Nella nuova squadra di Balzani c'è anche un docente inglese

Autentiche sorprese sono quelle che emergono dalla composizione della nuova giunta comunale che accompagnerà il sindaco di Forlì Roberto Balzani per il suo mandato.

Forlì, ecco la giunta Balzani

E' pronta la nuova giunta di Forlì, capitanata da Roberto Balzani. Ecco l'esecutivo: Giancarlo Biserna, vice sindaco (Lavori pubblici), Alberto Bellini (Ambiente), Emanuela Briccolani (Bilancio), Davide Drei (Welfare), John Patrick Leech (Cultura), Maria Maltoni (attività produttive), Paolo Rava (Urbanistica), Valentina Ravaioli (Politiche giovanili e sport), Gabriella Tronconi (Istruzione), Katia Zattoni (Decentramento e partecipazione).

Nessun rapporto col passato. Nessun componente della precedente giunta comunale è stato confermato. E nessuno dei consiglieri eletti è stato designato assessore. I nomi sono dieci (due in meno della giunta Masini), cinque uomini e cinque donne. Dei nuovi assessori cinque sono iscritti a partiti, gli altri cinque no. I professori universitari sono tre, col sindaco diventano quattro. "Molti di voi immaginavano che questo non potesse accadere, ma è avvenuto col consenso delle forze politiche e del Pd: si è portato a compimento un laboratorio politico", spiega Balzani.


Fra tanti volti nuovi l'unica stonatura è la nomina di Biserna che incassa la mancia della spartizione!

mercoledì 8 luglio 2009

PROMOZIONE E TURISMO TORNANO IN AUGE I DEBITI PUBBLICI DI SOCIETA' INUTILI GESTITE DA PROFESSIONISTI DELLA POLITICA DEL TUTTO INCAPACI

Di Promozione e Turismo, la società forlivese legata a filo doppio con l'aeroporto Ridolfi gestito dalla Seaf ne avevamo già parlato, in termini generici e indiretti, in un altri post di questo blog:

Nella casta degli intoccabili anche l'ex sindaco di Castrocaro

da parcheggiato a parcheggiatore

NEL CENTRO SINISTRA SE LA CANTANO E SE LA SUONANO

per completezza di informazione inseriamo anche alcuni link tratti dalla stampa sul web:

Forlì, l'aeroporto perde il suo 'braccio commerciale': addio a Promozione Turismo

Forlì, aeroporto. E' ufficiale: "Promozione e turismo" in liquidazione

di seguito i link di ciò che si trova sul sito del Comune di Forlì (evidentemente non aggiornato, forse perché ormai Promozione e Turismo è un cancro da evitare):
con allegati:

Bilancio 2007

Relazione Collegio sindacale - Bilancio 2007


Inoltre, troviamo, sempre nel sito del Comune di Forlì la seguente:
  • Deliberazione n. 25 COMUNE DI FORLI’ CONSIGLIO COMUNALE Seduta del 23 Febbraio 2009
a pagina 10, si legge:

"PROMOZIONE E TURISMO Soc. Cons. p.A.
Sede Legale: Forlì, Via Fontanelle, n. 60
Data costituzione: 05/04/2004
Inizio partecipazione 28/05/2004
Capitale sociale € 695.474,00
Patrimonio netto € 364.039,00
Quota di partecipazione 51,24%
E’ in corso la liquidazione della Società

Oggetto sociale:
La Società ha per oggetto lo sviluppo e la promozione dei territori della Romagna e di quelli attigui, anche tramite iniziative tese allo sviluppo del sistema aeroportuale Forlivese.
Per perseguire tale scopo la società potrà, a titolo esemplificativo ma non limitativo, svolgere:
- lo sviluppo, la gestione e la promozione commerciale e di marketing del sistema aeroportuale forlivese; - la cura di relazioni commerciali e di rapporti con operatori turistici nazionali ed esteri anche attraverso l’integrazione con albergatori, società di trasporto persone, pubbliche amministrazioni, enti di promozione turistica ed associazioni di categoria; - la gestione, l’integrazione e lo sviluppo di sinergie e relazioni con compagnie aeree nazionali ed estere, nonché l’espletamento di connessi servizi di agenzia e promozione atti a favorire l’insediamento, il potenziamento e l’incremento del trasporto e di collegamenti aerei ivi compresi i servizi accessori legati all’intermodalità, come trasporti collettivi ed individuali e gestione aree di sosta funzionali al servizio; - la cura e la gestione di prenotazioni, vendite e distribuzione dei prodotti turistici (agenzia viaggi) per conto di network nazionali ed esteri, nonché lo sviluppo e la titolarità di diretti rapporti con operatori economici professionali del settore turistico e di trasporto passeggeri; - lo sviluppo e la gestione di attività orientate alla vendita per conto proprio o per conto terzi di spazi pubblicitari, servizi promozionali, merchandising ed altre forme di vendita di beni o servizi collegabili all’oggetto sociale.

Presupposti per mantenimento della partecipazione: Nell’Assemblea straordinaria del 17 dicembre è stata determinata la cessazione dell’attività della società, ritenendosi esaurito lo scopo societario, in quanto le funzioni di promozione turistica sono state riassunte dalla Società di gestione dell’Aeroporto. Il Consiglio Comunale, con delibera n. 109 del 9/12/2008, ha disposto la partecipazione all’assemblea straordinaria del 17/12/2008, con indicazione di approvare la messa in liquidazione della società.

Motivazioni di carattere normativo: Sviluppo del territorio e, in particolare, lo sviluppo, la gestione e la promozione commerciale e di marketing del sistema aeroportuale forlivese.

Motivazioni della costituzione/partecipazione di carattere strategico: In data 4 marzo 2004 si è costituita la società “PROMOZIONE E TURISMO S.r.l “, a cui il Comune di Forlì ha aderito in data 28/5/2004, in adempimento della deliberazione consiliare n. 36 del 5/4/2004. Si era ritenuto che, attraverso l’avvenuta costituzione del nuovo soggetto giuridico ed il concreto avvio della sua operatività, che affianca ed integra le funzioni tradizionalmente svolte dalla Società S.E.A.F. - S.p.A., si potesse ulteriormente rafforzare il processo di sviluppo della struttura aeroportuale forlivese."

poi si trova anche questo link aggiornato:
con allegati:
(vale la pena aprire qui una parentesi sulle Società e consorzi partecipati dal Comune di Forlì - così tanto per dare un'occhiata)

Torniamo sull'argomento perché è notizia di oggi (pubblicata pare solo dal Corriere di Romagna) del lodo arbitrale del 30 giugno u.s. fra la Jetx islandese e la società Promozione e Turismo che si è conclusa con esito negativo per la società forlivese (C'è da pagare un altro milione di euro - da il Resto del Carlino online del 16 ottobre 2008 - Forlì, aeroporto: nuova tegola da 1,1 milioni di euro - dal sito Romagnaoggi.it del 16 ottobre 2008).

La vicenda ha chiaramente innescato malumori politici che avranno ripercussioni sulla gestione futura delle società partecipate dal Comune di Forlì (vedi in proposito alcuni esempi significativi: Aeroporto di Forlì - Errori gravi eppure loro sono sempre gli stessi!

Torneremo sull'argomento

anche perché stiamo cercando di trovare altra documentazione tipo:

2008 318 26/08/2008 PROMOZIONE E TURISMO SOC. CONS. P.A. - ASSEMBLEA DEL 10 SETTEMBRE 2008 PER COMUNICAZIONI IN MERITO ARBITRATO JETX - PARTECIPAZIONE 02/09/2008
17/09/2008
26/08/2008


Per ora riportiamo per intero la delibera del Comune di Forlì relativa alla cessazione dell'attività:

COMUNE DI FORLI’
VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE IN SESSIONE ORDINARIA DI PRIMA CONVOCAZIONE DEL GIORNO 09 DICEMBRE 2008
(vedi anche l'atto di deliberazione n. 189)
SEDUTA PUBBLICA ALLE ORE 15,35

OGGETTO N. 170
PROMOZIONE E TURISMO SOC. CONS. P.A. - ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 17 DICEMBRE 2008 PER CESSAZIONE ATTIVITA'.
Entrano i Conss. Nervegna e Zambianchi: Presenti n. 23.
Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 1^
Commissione consiliare, farei fare una breve illustrazione al vice Sindaco.

Entra il Cons. Aprigliano: Presenti n. 24.
Vice Sindaco CASTRUCCI: Come ho avuto modo di illustrare nella
Commissione consiliare, anche con il supporto del Presidente Fussi presente
alla riunione, il 17 dicembre prossimo è stata convocata l’assemblea dei soci
di Promozione Turismo per deliberare la cessazione dell’attività di
Promozione Turismo, società che è stata costituita nella primavera 2004,
con l’obiettivo di promuovere i voli low cost sull’aeroporto di Forlì e quindi
conseguentemente di promuovere il territorio, una società di cui il Comune
di Forlì detiene oltre il 50% del capitale e che, con un cambiamento rispetto
al momento della costituzione, è rimasta sempre in orbita pubblica, nel
senso che oltre al Comune di Forlì gli altri soci erano la Camera di
Commercio di Forlì-Cesena, la Provincia di Forlì-Cesena, il Comune di
Cesenatico, alcuni enti della Provincia di Ravenna come il Comune di
Ravenna, la Camera di Commercio di Ravenna e il Comune di Cervia, e una
parte privata che è rimasta minoritaria, rappresentata peraltro dalle
associazioni di categoria. A questi si aggiungevano poi, con quote del 10%,
gli altri soci che potremmo definire parapubblici, quali E-Bus e Seaf.
I motivi della cessazione dell’attività sono sostanzialmente due, il
primo motivo è che non è riuscito il tentativo, da parte degli organi societari,
di un coinvolgimento degli operatori privati. Come dicevo la parte privata,
rappresentata dal mondo associativo, è rimasta sempre minoritaria e il
tentativo fatto dal primo Consiglio, presieduto da Raffaele Schiavo, e
dall’attuale Consiglio di amministrazione presieduto da Maurizio Fussi, non
è riuscito nel coinvolgimento, malgrado ripeto più tentativi fatti sia sul
territorio ravennate che sul territorio forlivese e cesenate, di coinvolgere
operatori privati, coinvolgimento che dovrebbe essere anche l’occasione per
un cambio di passo della società, società su cui peraltro hanno pesato anche
due eventi negativi, che in qualche modo hanno condizionato la vita della
società, soprattutto per quanto riguarda la gestione finanziaria e mi riferisco
al primo rapporto accordo concluso con la società islandese ?GTX?, che ha
avuto vita breve, pochi mesi di vita, dando luogo peraltro a un arbitrato che
si è concluso negativamente, almeno in questa prima fase, per la società
Promozione Turismo, con una sentenza favorevole alla società GTX, lodo
peraltro che è stato impugnato dall’assemblea dei soci e quindi la partita è
ancora tutta aperta.
L’altro evento negativo che ha inciso e condizionato come ricordavo
negativamente l’attività della società sono stati i voli conclusi in base a un
accordo con la società Win Jet, i voli per la Germania che non hanno sortito
l’effetto sperato, eventi questi che complessivamente hanno complicato dal
punto di vista finanziario l’attività della società e che hanno portato nel
2006 anche a una riconversione della società con il suo passaggio alla forma
di società consortile a responsabilità limitata, anche per in qualche modo
contingentare sostanzialmente quelli che erano i mezzi a disposizione, ma al
contempo questo fatto sapete tutti qual è il funzionamento delle società
consortili, poi è chiaro che d’altra parte il rovescio della medaglia è stata la
disponibilità di mezzi limitati per promuovere la società.
Ve la faccio breve, perché siamo arrivati alla decisione, presa
dall’assemblea dei soci del 06 ottobre scorso e condivisa chiaramente da
tutti i soci, di mettere in liquidazione la società per le ragioni che ricordavo.
Va peraltro sottolineato che, nonostante la mission o comunque gli obiettivi
non siano stati raggiunti, questo credo vada da sé, nel momento in cui si
decide di chiudere una società sicuramente qualcosa – lo dicevo in
Commissione ai membri del Consiglio presenti – è chiaro che qualcosa non
è andato rispetto a quelle che erano le previsioni. È stato però costruito un
sistema di relazioni, di collaborazioni, in particolare tra i comuni
dell’entroterra e i comuni della costa, che credo possa essere un patrimonio
importante da valorizzare, soprattutto anche nella fase di ripensamento di
tutto quello che è il sistema di promozione che ruota intorno all’aeroporto,
che credo potrà passare direttamente da Seaf, con un coinvolgimento diretto
degli operatori privati, quindi tentativo che credo non vada in qualche modo
lasciato cadere, non vada disperso.
So che, com’è stato richiesto dalla Presidente della Commissione
consiliare Burnacci, è stato distribuita ai membri del Consiglio Comunale
anche una tabella, che riporta l’impegno finanziario del Comune di Forlì
nell’ultimo triennio e quelli che sono i risultati di bilancio della società,
sempre nell’ultimo triennio, questo a compendio chiaramente delle
informazioni date in Commissione e delle informazioni che ho testé
riportato. Sono poi a disposizione degli eventuali chiarimenti che dovessero
essere richiesti dai Consiglieri.
Cons. RONCHI: Voterò questa deliberazione come ho già detto in
Commissione, perché ritengo che sia corretto il ragionamento che si fa
dietro a un ripensamento della promozione e allo sviluppo del nostro
aeroporto. Tra l’altro come Gruppo consiliare l’avevamo chiesto già in altre
occasioni, quando si andavano a ripianare i debiti di questa società, quindi
non possiamo che vedere favorevolmente questa decisione.
Non condividiamo le parole che sono nel testo della deliberazione, che
sostanzialmente attribuiscono alla società solo successi, perché se fosse così
non sarebbe necessario chiudere, si dovrebbe cercare al limite nuove forme
di finanziamento per la società. Crediamo piuttosto che l’operazione per
diversi motivi sia stata fallimentare, quindi riteniamo che la chiusura sia
corretta e sia corretto che queste mansioni e queste attività tornino in capo a
Seaf, che si dovrà occupare chiaramente anche degli accordi commerciali
con le altre città europee.
Escono gli Ass. Marchi, Galassi e Buffadini.
Cons. BURNACCI: Sarò categorica, non ripeterò le cose che
abbiamo già detto in Commissione. Su questa questione abbiamo sempre
avuto una posizione rettilinea, abbiamo detto che la società… c’è quasi un
clima pre elettorale, un po’ nervoso, anche se le elezioni sono tanto lontane!
Sarà che ci è presa un po’ di frenesia fuori luogo un po’ a tutti.
Detto questo, noi eravamo contrari a che questa società si formasse,
l’abbiamo detto prima che si formasse, abbiamo osservato l’attività di
questa società per un lungo periodo, abbiamo tutte le volte in cui si è votato
su questa questione abbiamo detto che era ora di chiudere l’attività, votiamo
a favore naturalmente della chiusura dell’attività, anche se non vediamo di
buon occhio che nella premessa della deliberazione si sia scritto che
l’attività di Promozione Turismo è risultata efficace etc. etc., chiudiamo un
occhio anche su questo purché questa attività si chiuda e riconosciamo al
Presidente attuale l’onestà intellettuale di avere tratto le conseguenze di una
situazione che non poteva durare.
Escono i Cons. Ragazzini, Avellone, Nervegna, Sbaragli ed entrano i
Conss. Farneti, Castagnoli, Manucci e il Sindaco: Presenti n. 24.
Per la votazione dell'immediata esecutività dell'atto esce il Cons.
Matteucci: Presenti n. 23.

giovedì 2 luglio 2009

scatta o scappa alle terme

"Scatta alle Terme" concorso fotografico indetto dal Grand Hotel Terme di Castrocaro

I dati ufficiali che la Provincia di Forlì-Cesena dichiara per Castrocaro fanno emergere una tendenza positiva nei flussi turistici per il periodo gennaio-giugno 2009:
+ 14,35 % di arrivi e + 5,91 di presenze

La cosa è interessante perché anche il trend 2008 sul 2009 era stato di crescita (contenuta ma costante) positiva.

Questo dovrebbe dimostrare che la crisi economica in Italia non esiste perché se aumentano i turisti-termali a Castrocaro significa proprio che ci stiamo fasciando la testa per niente!

La cosa curiosa è che di turisti negli alberghi fino a poche settimane fa non se ne sono visti!

Gli alberghi sono stati praticamente chiusi e solo recentemente alcuni hanno aperto la porta e si è visto qualche sporadico forestiero in giro per il paese!

Il concorso fotografico lanciato dal Grand Hotel è l'ultima novità creativa in ordine di tempo nella cittadina termale e il successo dell'inziativa potrebbe confermare il trend turistico positivo in corso.

La penultima novità era stata quella di rendere gratuito l'ingresso al parco termale!

La nota stampa recitava che «novità dell'apertura gratuita del Parco (di proprietà privata), dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 20, la domenica dalle 9,30 alle 20.»

Si direbbe che la novità maggiore sia questa fra parentesi dato che il patrimonio immobiliare delle terme di Castrocaro è di proprietà pubblica (51%) e quindi non privata!


Ma si sa ... ciò che è del popolo è del Principe!

martedì 30 giugno 2009

IL GIORNO IN CUI LA NOTTE SCESE DUE VOLTE - 9 LUGLIO 2009

video

"il giorno in cui la notte scese due volte" potrebbe essere il titolo di un serial televisivo statunitense, ultimamente tanto di moda, con una trama del tipo "un'eclisse totale di sole, imprevista e inaspettata, come un fulmine a ciel sereno, sorprese a metà giornata la consueta esistenza di un piccola e periferica comunità locale di provincia.

Come in un presagio infausto si verificò una battuta d'arresto nello scorrere quotidiano degli eventi che fece precipitare nello sconcerto la mente e il cuore di quanti dovettero appuntare nel loro calendario, per non dimenticare, il giorno in cui la notte scese due volte.

Non una rivoluzione astronomica ma una rivoluzione culturale modificò la scansione dei ritmi sociali della piccola comunità locale.

Accadde il primo giorno, proprio quello dedicato alla luna, della seconda settimana del settimo mese del settimo anno dall'inizio del ventunesimo secolo ..."

Oppure la tematica di una trasmissione televisiva d'investigazione giornalistico-poliziesco del tipo "blu notte" o "telefono giallo" di quelle che si occupano "degli altri, diversi ma uguali" di quelli che "spariscono improvvisamente" e che destano tanto interesse da parte di spettatori alla ricerca del "sensazionale". Potrebbe anche essere uno speciale di "chi l'ha visto", la nota trasmissione televisiva osservatorio delle trasformazioni antropologiche del nostro Paese.

Potrebbe infatti essere una puntata dedicata al mistero, psicologico e sociologico, dell'identità di un noto personaggio pubblico, o forse più opportunamente di quella di un famoso autore di testi letterari drammatici del genere "horror psicologico", molto popolare nell'ambiente dei lettori del fantasy.

Si certamente "il giorno in cui la notte scese due volte" si presta come titolo per narrare l'improvvisa scomparsa di Ian e Clive Bailey, autori de "il regno dell'ombra", il famoso horror letterario che indaga l'impenetrabile alla luce della ragione e della scienza, dove i morti uccidono i vivi e mostri orribili emergono dalle viscere della terra. Così, come in un rovesciamento di ruoli, gli autori potrebbero essere stati vittime essi stessi, di mostruosi eventi simili a quelli immaginati nelle loro serie letterarie.

Oppure il titolo di un telefilm del genere giallo, noir, legal thriller, del tipo "Criminal Minds" tratto da un noto romanzo italiano dell'ultima generazione.

Purtroppo, "il giorno in cui la notte scese due volte" non è niente di tutto questo perché invece è ... il racconto di una storia di vita vera, reale, drammaticamente reale con una trama possibile "tra l'indagine giornalistica e il racconto narrativo ... dove il protagonista principale non compare direttamente nella vicenda che è invece narrata da vari testimoni come fossero delle "voci fuori campo".

Una istantanea del protagonista è l'unico indizio che traspare fra un'alba e un tramonto, come nella visione del celebre "impero della luce" di Magritte.

Il volto composto è ripreso nel momento in cui il protagonista affronta con intensità, così come si deduce dalla sua espressione, nel momento della sua massima aspirazione personale e professionale, durante la discussione della sua tesi di laurea in agronomia.

L'ultima istantanea prima di quel giorno in cui la notte scese due volte!

giovedì 18 giugno 2009

L 'attacco finale alla democrazia è iniziato!

Ricevo e inoltro:

È passato l'emendamento D'Alia.

L 'attacco finale alla democrazia è iniziato!

Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l 'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".

Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se
all'estero.

Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.

La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.

Vi rendete conto?

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet?

Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.

Fate girare questa notizia il più possibile.

È ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani.

È in gioco davvero la democrazia!!!

Per sapere cosa si dice sul web ... vedi anche:
Emendamento D'Alia è censura web

Per sapere meglio di cosa si tratta, dal sito del Senato della Repubblica:
50.0.100 (testo 3)

D'ALIA

Approvato

Dopo l'articolo 50, inserire il seguente:

«Art. 50-bis.

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».

quando un po di gossip guasta la digestione

L'INTERVISTA

«Il premier? Non ha mai pagato le donne»

Parla Ghedini, il legale del Cavaliere

Nic­colò Ghedini (La Presse)
Nic­colò Ghedini (La Presse)
ROMA — La frase è involuta e anche inopportuna: «Ancorché fos­sero vere le indicazioni di questa ra­gazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai pe­nalmente punibile...». Parole che si riferiscono a una donna e quindi capaci di provocare più di un grat­tacapo all’avvocato-deputato Nic­colò Ghedini. Come sempre, però, il consigliere del presidente Silvio Berlusconi non si tira indietro da­vanti all’ennesimo match.
Scusi, avvocato, ma come le è venuto in mente di parlare di «uti­lizzatore finale» quando c’è di mezzo una donna?
«Il termine 'utilizzatore finale' era riferito a una domanda di natu­ra tecnico giuridica. Il codice utiliz­za in materia varie dizioni — tra cui prostituzione, pornografia, ma­teriale pornografico — tutte conno­tate da disvalore giuridico e riferite a norme che distinguono con gran­de chiarezza diverse responsabili­tà. Ecco, si trattava dell’esemplifica­zione di uno schema giuridico».
Certo. Ma, a rileggere la sua fra­se, si ha l’impressione che la don­na sia assimilata a una bottiglia di champagne che si porta quan­do si va a cena da qualcuno.
«Non è così, assolutamente. Mi spiace ma il linguaggio tecnico è quello: colui che riceve è l’utilizza­tore finale. Può essere un linguag­gio crudo ma è così».
Notizie dalla procura di Bari, ne ha?
«Mi pare che la procura prospet­ti che c’è un’indagine: nei confron­ti del Tarantini mica di Berlusconi. Il presidente non c’entra nulla».
Patrizia D’Addario sostiene di essere andata alle cene a palazzo Grazioli, dopo aver chiesto e otte­nuto 2.000 euro per il disturbo.
«Secondo lo schema disegnato dalla D’Addario, che a noi non ri­sulta corretto, Berlusconi sarebbe soggetto inconsapevole. Se io vado a casa del presidente e per far bella figura, presentandomi con una bel­la donna, pago un’accompagnatri­ce è difficile che lui possa saperlo».
E se l’accompagnatrice si trat­tiene dopo cena?
«Se una di queste persone doves­se avere rapporti con lui, continue­rebbe a non sapere e quindi non può avere né una implicazione di natura giuridica né morale».
Qualora la storia fosse in que­sti termini, la responsabilità è pe­nale di chi ti porta la ragazza?
«Non c’è alcuna possibilità che ci sia un collegamento tra il presi­dente e questa indagine».
Che idea si è fatto di Patrizia D’Addario?
«Dice cose prive di fondamento, a quanto mi è dato sapere. Non de­sta in noi alcuna preoccupazione se non il fastidio di doverci occupa­re di queste cose. La situazione è ri­sibile: il presidente Berlusconi, che è dedicato al lavoro h24, è uomo ricco di denari e ricco di simpatia e di voglia di vivere...».
Quindi?
«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia biso­gno di pagare 2.000 euro una ragaz­za, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis. Eppoi, Berlusconi ha grande rispet­to per il mondo femminile e nessu­na attitudine a pagare una donna per avere rapporti con lui».
La D’Addario si aspettava favo­ri dall’entourage del presidente?
«Se fosse stata nell’entourage di Berlusconi non avrebbe preso 7 vo­ti con una lista civica. Dalla rappre­sentazione che dà di sé, non ne esce un profilo edificante».
Azioni legali?
«Valuteremo. Il presidente si oc­cupa di cose serie. Lo faremo quan­do ne avrà il tempo».

Dino Martirano
18 giugno 2009

un po di gossip non guasta

Il racconto

«Incontri e candidatura
Ecco la mia verità»

Patrizia D’Addario in lista alle Comunali

Patrizia D’Addario
Patrizia D’Addario
DAL NOSTRO INVIATO
BARI — Patrizia D’Addario è candidata nelle li­ste di «La Puglia prima di tutto», schieramento inse­rito nel Popolo della Libertà alle ultime elezioni co­munali a Bari. Ha partecipato alle prime settimane di campagna elettorale al fianco del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e degli altri politici in corsa per il Pdl. Ma adesso ha deciso di rinunciare perché vuole raccontare un’altra verità. La D’Addario ha cercato il Corriere e registriamo, con la massima cautela e il beneficio d’inventario, la sua versione, trattandosi di una candidata alle am­ministrative.

«Mi hanno messo in lista — afferma — perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che co­sa è successo prima che decidessi di tirarmi indie­tro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più».

Cominciamo dall’inizio. Quando sarebbe anda­ta a palazzo Grazioli?
«La prima volta è stato a metà dello scorso otto­bre ».

Chi l’ha invitata?
«Un mio amico di Bari mi ha detto che voleva far­mi parlare con una persona che conosceva, per par­tecipare a una cena che si sarebbe svolta a Roma. Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovu­to pagarmi e ci siamo accordati per 2.000 euro. Allo­ra mi ha presentato un certo Giampaolo».

Qual era la proposta?
«Avrei dovuto prendere un aereo per Roma e lì mi avrebbe aspettato un autista. Mi dissero subito che si trattava di una festa organizzata da Silvio Ber­lusconi ».

E lei non ha pensato a uno scherzo?
«Il mio amico è una persona di cui mi fido cieca­mente. Ho capito che era vero quando mi hanno consegnato il biglietto dell’aereo».

Quindi è partita?
«Sì. Sono arrivata a Roma e sono andata in taxi in un albergo di via Margutta, come concordato. Un au­tista è venuto a prendermi e mi ha portato all’Hotel de Russie da Giampaolo. Con lui e altre due ragazze siamo entrati a palazzo Grazioli in una macchina con i vetri oscurati. Mi avevano detto che il mio no­me era Alessia».

E poi?
«Siamo state portate in un grande salone e lì ab­biamo trovato altre ragazze. Saranno state una venti­na. Come antipasto c’erano pezzi di pizza e champa­gne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi».

Lei lo aveva mai incontrato prima?
«No, mai. Ha salutato tutte e poi si è fermato a parlare con me. Ho capito di averlo colpito perché mi ha chiesto che lavoro facessi e io gli ho parlato subito di un residence che voglio costruire su un terreno della mia famiglia. Ci ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette.

Lei è tornata subito a Bari?
«Era notte, quindi sono andata in albergo e Giam­paolo mi ha detto che mi avrebbe dato soltanto mil­le euro perché non ero rimasta».

C’è qualcuno che può confermare questa sto­ria?
«Io ho le prove».

Che vuole dire?
«Che quella non è stata l’unica volta. Sono torna­ta a palazzo Grazioli dopo un paio di settimane, esat­tamente la sera dell’elezione di Barack Obama».

Vuol dire che la notte delle presidenziali degli Stati Uniti lei era con Berlusconi?
«Sì. Nessuno potrà smentirmi. Ci sono i biglietti aerei. Anche quella volta sono stata in un albergo, il Valadier. Con me c’erano altre due ragazze. Una la conoscevo bene. È stato sempre Giampaolo a orga­nizzare tutto».

E che cosa è accaduto?
«Con l’autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c’erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito piani­sta. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere».

Si rende conto che lei sostiene di aver trascor­so una notte a palazzo Grazioli?
«Ho le registrazioni dei due incontri».

E come fa a dimostrare che siano reali?
«Si sente la sua voce e poi c’erano molti testimo­ni, persone che non potranno negare di avermi vi­sta ».

Scusi, ma lei va agli incontri con il registrato­re?
«In passato ho avuto problemi seri con un uomo e da allora quando vado a incontri importanti lo por­to sempre con me».

E lei vuol far credere che non è stata controlla­ta prima di entrare nella residenza romana del premier?
«È così, forse sono stata abile. Ma posso assicura­re che è così».

E può anche provarlo?
«Berlusconi mi ha telefonato la sera stessa, appe­na sono arrivata a Bari. E qualche giorno dopo Giam­paolo mi ha invitata a tornare. Ma io ho rifiutato».

A noi la sua versione sembra poco credibile...
«Lo dicono i fatti. Berlusconi mi aveva promesso che avrebbe mandato due persone di sua fiducia a Bari per sbloccare la mia pratica. Non ha mantenuto i patti ed è da quel momento che non sono più volu­ta andare a Roma, nonostante i ripetuti inviti da par­te di Giampaolo. Loro sapevano che avevo le prove dei miei due precedenti viaggi».

E non si rende conto che questo è un ricatto?
«Lei dice? Io posso dire che qualche giorno dopo Giampaolo ha voluto il mio curriculum perché mi disse che volevano candidarmi alle Europee».

Però lei non era in quella lista?
«Quando sono cominciate le polemiche sulle veli­ne, il segretario di Giampaolo mi ha chiamata per dirmi che non era più possibile».

Quindi la candidatura alle Comunali è stata un ripiego?
«A fine marzo mi ha cercato Tato Greco, il nipote di Matarrese che conosco da tanto tempo. Mi ha chiesto un incontro e mi ha proposto la lista 'La Pu­glia prima di tutto' di cui era capolista lo zio. Io ho accettato subito, ma pochi giorni dopo ho capito che forse avevo commesso un errore».

Perché?
«La mia casa è stata completamente svaligiata. Mi hanno portato via cd, computer, vestiti, bianche­ria intima. È stato un furto molto strano».

Addirittura? Ma ha presentato denuncia?
«Certamente. Ma ho continuato la campagna elet­torale. È andato tutto bene fino al giorno in cui Ber­lusconi è arrivato a Bari per la presentazione dei can­didati del Pdl. Io lo aspettavo all’ingresso dell’Hotel Palace. Lui mi ha guardata, mi ha stretto la mano ed è entrato nella sala piena. Io ero in lista, quindi l’ho seguito. Ma all’ingresso della sala sono stata blocca­ta dagli uomini della sicurezza e del partito che mi hanno impedito di partecipare all’evento».

È il motivo che adesso la spinge a raccontare questa storia?
«No, avrei potuto continuare a fare campagna elettorale e trattare con loro nell’ombra. La racconto perché ho capito che mi hanno ingannata. Avevo chiesto soltanto un aiuto per un progetto al quale tengo molto e invece mi hanno usata».

Fiorenza Sarzanini
17 giugno 2009(ultima modifica: 18 giugno 2009)

domenica 10 maggio 2009

Italia, Ue vede Pil 2009 a -4,4%, debito/Pil a 113%

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE54309K20090504?sp=true

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le proprie stime sulla crescita italiana di quest'anno e il prossimo, correggendo invece al rialzo le cifre relative a disavanzo e debito pubblico.

Il peggioramento evidenziato dalle previsioni primaverili di Bruxelles non sorprende e non riguarda solo l'Italia. Per l'Europa l'esecutivo comunitario parla della "recessione più profonda e diffusa dell'era post-bellica", ma segnala anche a fine 2009 l'avvio di una ripresa globale destinata a consolidarsi nel 2010.

Il Pil italiano dovrebbe contrarsi del 4,4% quest'anno secondo Bruxelles, che per il complesso dell'area euro stima invece una riduzione del prodotto del 4%. Nel 2010 tuttavia l'Italia dovrebbe vedere un'espansione dello 0,1% contro una media Uem ancora negativa (-0,1%), a riflesso dei segni meno attesi per Francia, Spagna e paesi più piccoli come l'Irlanda.

"Le prospettive per la prima metà del 2009 sono fortemente sfavorevoli", scrive la Commissione nelle pagine dedicate all'Italia. "Il Pil reale dovrebbe registrare un'altra forte contrazione nel primo trimestre 2009 continuando a flettere per gran parte dell'anno pur muovendo verso una stabilizzazione".

"Nel 2010 l'attività economica è vista stabilizzarsi a livelli modesti" in scia a una timida ripresa di consumi ed esportazioni, mentre agli investimenti servirà più tempo per ripartire.

PER UE DEBITO/PIL 2010 A 116,1%, RISCHIO SALGA PER BANCHE

Per quanto riguarda i conti pubblici, come la quasi totalità dei paesi dell'euro, l'Italia supererà il limite del 3% con un deficit/Pil pari al 4,5% quest'anno e al 4,8% il prossimo (a politiche invariate). In gennaio le stime erano 3,8% e 3,7%.

Appesantito dalla caduta del Pil e dall'erosione dell'avanzo primario, il debito dovrebbe balzare al 113% del Pil e salire al 116,1% nel 2010. A questo proposito Bruxelles sottolinea che, a seconda dell'ampiezza del ricorso delle banche ai meccanismi di ripatrimonializzazione disponibili, il debito potrebbe aumentare ancora fino a un punto percentuale di Pil.

Le ultime previsioni del governo - contenute nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (Ruef) della scorsa settimana - segnalano per quest'anno e il prossimo un deficit pubblico al 4,6% del Pil. Il Tesoro stima che il debito salirà al 114,3% del prodotto interno nel 2009 arrivando al 117,1% nel 2010. Sulla crescita le cifre di Via XX Settembre sono -4,2% per il 2009 e +0,3% per il 2010.

Le stime del governo non si discontano eccessivamente da quelle di Bruxelles mentre peggiori sono alcune delle previsioni del Fondo monetario internazionale che ha indicato un debito al 121% del Pil nel 2010. Il deficit italiano si tiene peraltro al di sotto della media Uem, indicata dalla Commissione al 5,3% del Pil quest'anno e al 6,5% il prossimo.

La "relativa solidità del sistema bancario e la prudente risposta di finanza pubblica al rallentamento congiunturale hanno limitato finora l'impatto della crisi sui conti" quest'anno, osservano i tecnici della Commissione.

A questo proposito il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha espresso apprezzamento per il giudizio di Bruxelles, sottoscrivendo appieno le stime della Commissione.

"Ci riconosciamo assolutamente nei numeri della Commissione e soprattutto apprezziamo le parole del rapporto dove si parla di sana e prudente gestione di bilancio", ha detto al suo arrivo a Bruxelles per l'Eurogruppo.

DISCIPLINA PATTO UE SEMPRE IN VIGORE

Il Commissario agli Affari economici Joaquin Almunia ha avvertito che la disciplina del Patto di Stabilità è sempre in vigore, preannunciando azioni per ora limitate ai paesi il cui deficit ha infranto il limite del 3% del Pil già nel 2008.

"Nei prossimi mesi si dovrà avviare una discussione sulle misure appropriate per i paesi il cui deficit oltrepasserà il limite del 3% nel 2009", ha detto Almunia al termine dell'Eurogruppo ricordando l'appuntamento di giugno con la revisione degli obiettivi di medio termine. "Bisognerà prendere le decisioni del caso ma non c'e' dubbio sul fatto che il Patto verrà applicato".

In precedenza il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck aveva affermato che "c'è ampio consenso a sostegno di iniziative della Commissione sulle procedure per deficit eccessivo".

Per l'Italia il rapporto della Commissione segnala "il peggioramento del saldo di bilancio strutturale" tra 2007 e 2008: l'aumento del deficit/Pil a 2,7% da 1,5% ha neutralizzato in parte i decisi miglioramenti strutturali ottenuti tra 2006 e 2007.

Pur con il deficit in salita, il saldo al netto di una-tantum ed effetti del ciclo dovrebbe migliorare di 3/4 di punto di Pil nel 2009, anche grazie a minori spese per interessi, per poi peggiorare leggermente nel 2010.

Bruxelles indica per il 2009 un tasso d'inflazione armonizzato di 0,8% in Italia, in salita a 1,8% il prossimo anno. La disoccupazione calcolata secondo criteri Eurostat è vista all'8,8% quest'anno e al 9,4% il prossimo. A livello di area euro la disoccupazione arriverà all'11,5% il prossimo anno.

Le stime intermedie diffuse dalla Commissione europea in gennaio vedevano per il Pil italiano del 2009 un calo del 2% seguito da una ripresa di 0,3% il prossimo anno. Il disavanzo era visto salire al 3,8% del Pil quest'anno e arretrare marginalmente al 3,7%. Il debito saliva invece dal 109,3% di fine 2009 al 110,3% di fine 2010.

Crolla il Pil italiano, aumenta il debito pubblico

Le previsioni di primavera della Commissione Europea, stimano un calo del Pil italiano del 4,4% nel 2009, mentre la precedente stima era solo del 2%. La drastica revisione è dovuta alla congiuntura negativa dell'intera area euro, -4%, all'aumento delle spese statali, al calo dell'occupazione nei prossimi anni ed al generale contesto di crisi.

http://new.bluerating.com/mercati/170-primo-piano/6140-crolla-il-pil-italiano-aumenta-il-debito-pubblico.html


Il fabbisogno del settore statale, come comunica una nota del ministero dell’Economia, nei primi quattro mesi del 2009 è stato pari a 48.400 milioni di euro, dato nettamente superiore all’analogo del 2008 di 31.411 milioni. Questo dato sconta la concentrazione di interventi a sostegno dell’economica, rispetto all’anno precedente, quali l’erogazione del “bonus famiglia” e maggiori rimborsi fiscali da parte dei concessionari della riscossione, in gran parte dovuti a crediti d’imposta ultradecennali. Il riacquisto da parte degli enti previdenziali, come riporta il Tesoro, risulta appesantito per circa 1.700 milioni dall'operazione relativa al riacquisto da parte degli enti previdenziali degli immobili, nonché da un incremento dei prelievi dai conti della tesoreria statale da parte delle regioni.

La Commissione Europea ha rivisto ieri le stime del Prodotto Interno Lordo italiano, all’interno delle proprie previsioni di primavera: si parla di una drammatica flessione del 4,4%, ma che dovrebbe attestarsi attorno allo 0,1% nel 2010. Come riporta l’Amsa, lo scorso gennaio l'esecutivo Ue aveva previsto un -2% nel 2009 e un +0,3% nel 2010. Le nuove stime di Bruxelles sono un po' più pessimistiche di quelle del governo, che nella Relazione unificata ha indicato un -4,2% quest'anno e un +0,3% il prossimo.

Per quanto riguarda il deficit, invece, la Commissione Europea ha previsto un incremento dell’1,8% rispetto al 2008 e del 2% nel 2010, a politiche costanti. Il debito pubblico, inoltre, crescerà anch’esso nei prossimi due anni, balzando dal 105,8% del 2008 al 113% quest’anno, con un ulteriore balzo sino al 116,1% nel 2010. In sostanza, il rapporto debito-Pil è previsto ritornare agli alti livelli record di fine anni ’90. Come si legge dal rapporto della Commissione: ''Il debito potrebbe aumentare ulteriormente di circa un punto in percentuale del Pil, in base alla portata del ricorso che le banche faranno al piano di ricapitalizzazione".

Sul lavoro e l'occupazione, la Commissione si è espressa così: “Nonostante il peggioramento dell'attività economica, l'occupazione è aumentata nei primi 3 trimestri del 2008, soprattutto nel settore dei servizi. Ha iniziato a diminuire solo nell'ultimo trimestre. Il tasso di disoccupazione ha iniziato ad aumentare nel 2008 poiché le persone alla ricerca di un'occupazione, molte delle quali donne o immigrati appena registrati, sono state superiori alle nuove assunzioni. Il calo dell'occupazione previsto per il 2009 e il 2010 risulterà in un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione”.

Giulio Tremonti, a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, in seguito alle critiche del segretario del PD Dario Franceschini, come riporta wallstreetitalia, ha dichiarato: “Tali dati sono buoni per l’Italia. Il governo ha fatto bene, se avesse fatto diversamente avrebbe causato più crisi. Se Franceschini, che ha girato la Ue con il treno, fosse venuto a Bruxelles, glielo avrebbero spiegato. Sempre parlando di treni bisogna immaginare un passaggio a livello, un'auto bloccata con su una famiglia, con il treno che arriva: Franceschini e Bersani tifano per il treno, noi tifiamo per la famiglia".
Il taglio della stima Ue è dovuto “al significativo impulso negativo” scaturito nel 2008. “Nel 2009 – spiega il rapporto di Bruxelles - il Pil italiano è previsto registrare la più forte caduta annuale da parecchi decenni. La previsione per la prima metà del 2009 è fortemente sfavorevole - si legge ancora nel rapporto - gli indicatori di breve termine indicano una protratta riduzione dell'attività economica. In particolare la produzione industriale si è contratta in modo netto nei primi due mesi e a marzo dovrebbe diminuire di nuovo”.

Tuttavia, vi sono anche dei segni di ripresa: “la fiducia dei consumatori è migliorata in aprile e gli incentivi per l'acquisto di automobili più efficienti dal punto di vista energetico stanno avendo un impatto positivo. Anche la fiducia delle imprese è in ripresa in aprile dopo il crollo di marzo".

Anche Joaquin Almunia, commissario europeo agli Affari Economici e Monetari, ha sottolineato come: "Non siamo più in caduta libera, ma non si può ancora dire che stiamo uscendo dalla crisi perché siamo nel mezzo di una grave e profonda recessione”. Attualmente, però, “l'economia europea è nel mezzo della recessione più profonda ed estesa dal dopoguerra”.

Per quanto concerne la zona euro, la Commissione di Bruxelles ha stimato che il Pil calerà del 4% e resterà sotto lo zero anche nel 2010 (-0,1%). Stesse stime per l'Ue a 27, come riporta l’Amsa. Nella zona euro il dato più pesante per il 2009 è quello dell'Irlanda (-9,0%), seguita da Germania (-5,4%), Finlandia (-4,7%), Italia (-4,4%). La Spagna, secondo Bruxelles, farà registrare un -3,2%, la Francia un -3,0%.

Crisi/ Ad aprile la cassa integrazione ordinaria vola a +864%

Roma, 7 mag. (Apcom) - L'istituto di previdenza sottolinea che si tratta di una "frenata visibile", che si registra in un contesto ancora caratterizzato da un forte incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando ancora la crisi internazionale non si era ancora manifestata. Nei primi quattro mesi, sempre riferito al settore industria e artigianato, sono state autorizzate complessivamente 124,3 milioni di ore di Cigo (+669,8% rispetto ai primi quattro mesi del 2008) e 60,6 milioni di ore di Cigs (+78,78%). I settori dell'industria che hanno fatto registrare un più massiccio incremento percentuale nel ricorso alla Cigo sono stati rispettivamente il metallurgico (+5.176%), i trasporti e comunicazioni (+3.752%), il chimico (+1.433%) e il meccanico (+1.300%). In particolare le ore di Cigo autorizzate agli impiegati (sempre nell'industria) sono aumentate di quasi il 1.000% passando da 1,9 milioni nel periodo gennaio-aprile 2008 a 20,4 milioni di ore nello stesso periodo di quest'anno. Una considerazione a parte merita l'edilizia: il forte incremento di ore autorizzate (8,7 milioni di ore in aprile, +146,16% rispetto allo stesso mese del 2008) potrebbe essere fortemente condizionato dalle condizioni meteorologiche, spiega l'Inps, una delle cause più frequenti per far ricorso alla Cig nel settore. Crescita forte, ma frenata nella corsa alle autorizzazioni per la cassa integrazione. Così come aumento, ma sensibilmente ridotto nella presentazione di domande di disoccupazione. Dopo il picco di 375mila domande presentate nel mese di marzo, in aprile le richieste sono state meno di 300mila, portando complessivamente il totale dei primi quattro mesi dell'anno a poco più di un milione, il 38,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2008, quando erano state presentate quasi 760mila domande per il sussidio di disoccupazione. Nei primi tre mesi dell'anno l'incremento registrato sullo stesso periodo dell'anno precedente era stato quasi del 46%. In totale (industria, artigianato, edilizia) le ore di cassa integrazione autorizzate (Cigo più Cigs, compresa la deroga) nel primo quadrimestre dell'anno sono state oltre 205 milioni, per un valore complessivo di poco meno di 2 miliardi di euro di risorse impegnate: meno del 13% della somma di 16 miliardi di euro (12 per Cigo e Cigs, 4 per la cassa in deroga) messe a disposizione per il 2009. "La capienza pare quindi ampiamente sufficiente per sopportare l'attuale ricorso alla Cig - aggiunge l'Inps - anche perché nel 2008 il consumo reale di cassa integrazione da parte delle aziende è stato tra il 60 e l'85% del monte di ore autorizzate. Dai flussi di cassa Inps, nei primi tre mesi del 2009 (gli unici per ora disponibili), il tiraggio reale della Cig è di gran lunga inferiore alla media registrata nel 2008, attestandosi al di sotto del 40% del totale di ore autorizzate".

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=723260

giovedì 7 maggio 2009

I have a dream

5 maggio - a Forlì il candidato Sindaco uscito dalle primarie del PD (un forlivese ... noto e piuttosto popolare solo perché un uomo di cultura, docente di storia moderna, autore di saggi sul risorgimento locale, ma anche sulla storia moderna della romagna - suo un saggio che ha fatto scalpore qualche anno fa - attivista del movimento mazziniano romagnolo ... che per soli 4 voti ha avuto ragione sul sindaco uscente - creando uno scompiglio esagerato) dicevo, Roberto Balzani ha presentato alla città il progetto di adozione (per la prossima legislatura) di strumenti di democrazia partecipativa quali il piano regolatore partecipato e il bilancio partecipato oltre ad altre forme di partecipazione dei cittadini (con metodo decisionale) su temi quali integrazione sociale con i "migranti", giovani e problematiche giovanili, anziani e servizi sociali, relazioni istituzionali sui problemi infrastrutturali ed ambientali coordinate con altri Comuni del circondario ...

Insomma come detto dallo stesso Balzani sarà questa una rivoluzione politica e culturale che lascerà un segno storico nella vita di Forlì per i prossimi 5, 10, 15 anni almeno!

Di più, in collaborazione con fai notizia (sul modello del web partecipato), l'intenzione reale di attivare relazioni web efficienti e collaborative (open source e simili) con i cittadini, funzionali a dare agli stessi accessi rapidi e completi sull'attività dell'amministrazione che non dovrà essere solo trasparente ma anche "traspirante" ...

Informazione pubblica completa e comprensibile che coniughi la comunicazione istituzionale con la formazione civica.

Come dire ... "abbiamo un sogno in comune ... le democrazia partecipativa"

Il prossimo passo sarà fargli dire che introdurrà nello statuto comunale il referendum propositivo e deliberativo ... so che si può fare !!!

La credibilità del candidato sindaco non è in discussione, è credibile e convinto ma consapevole della portata della "scommessa" politica.

Il percorso è stato avviato con metodo e criterio ...

Ora segue la fase di diffusione e sperimentazione fra i cittadini ....

La fase virale è quella più delicata perché ha bisogno di misura e non di fughe troppo in avanti ...

Si tratta di calibrare bene e poco per volta ... per evitare fraintendimenti e incomprensioni ...

Dobbiamo pensare che siamo sempre in un quadro politico fatto da partiti "tradizionali" e da gente schierata o in modo ideologico e preconcetto o diffidente per mancata conoscenza (non certo per ignoranza ... di questi temi e di questi metodi se ne è praticato in anni "non sospetti" - dalla metà degli anni 80 all'inzio degli anni '90 - col decentramento amministrativo e con risultati eccellenti)

Quello che conta è che d'ora in poi e durante la campagna elettorale queste proposte vengano recepite dagli elettori come strumenti praticabili concretamente!

Questa proposta deve poter arrivare alle elezioni con la stessa dignità delle altre più consuete in modo tale che i cittadini forlivesi comprendano la loro portata innovativa in un quadro tradizionale!

per saperne un po di più:

«(6/5/2009 16:02) |

(Sesto Potere) - Forlì - 6 maggio 2009 - Queste le proposte concrete di Roberto Balzani sindaco per cambiare il rapporto tra amministrazione e cittadini nel format sulla democrazia partecipata svoltosi ieri sera, nel quale sono state illustrate le modalità concrete con cui si possono realizzare nuove forme di partecipazione da parte dei cittadini, sono state anche presentate, con interviste realizzate dai “Reporter di Balzani” alcune esperienze recenti riferite al decentramento amministrativo nelle circoscrizioni cittadine.

Nell’intervento con cui ha concluso il confronto, dopo aver risposto alle domande dei cittadini presenti ed aver rivendicato alla sua proposta la capacità di mettere in moto nuove energie partecipative, senza alcuna concessione né alle demagogia tipica della destra né all’assemblearismo fine a se stesso, Balzani ha indicato le linee concrete, lungo le quali intende muoversi in futuro:

anzitutto, la definizione – entro l’autunno – di un piano della democrazia partecipata del comune di Forlì, che preveda le forme attraverso le quali i cittadini saranno chiamati a dare liberamente il loro contributo all’attività della giunta e del consiglio;

in secondo luogo, la creazione di percorsi on line, riservati ai cittadini utenti, per validare i servizi comunali secondo il principio: “li uso, li giudico, li miglioro”;

in terzo luogo, la promozione di un’identità di quartiere, in collaborazione con le circoscrizioni e anche attraverso questionari e interviste mirate, al fine di mettere in evidenza e di risolvere i problemi più sentiti dal territorio. E’ un modo per dare omogeneità allo spazio urbano e spingere i cittadini a conoscersi meglio;

in quarto luogo, l’avvio di una stagione di urbanistica partecipata, ben organizzata e non demagogica, né populista, né funzionale all’intercettazione del consenso: una modalità – nel nostro territorio nuova – di decidere con i cittadini l’idea della città futura.

Balzani ha concluso affermando che le sue proposte non intendono certo svalutare il ruolo degli organi elettivi, quali consiglio comunale , circoscrizioni e quartiere, ma attivare nuove e più forti modalità di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Il livello della proposta sarà ovviamente correlato in termini di tempi, anche alla capacità della macchina comunale di recepire l’innovazione e ha lanciato, perciò un appello alla collaborazione da parte di tutti i dipendenti dell’ente.

In questo modo si è detto convinto di poter aprire a Forlì una nuova grande stagione di partecipazione democratica, che farà della prossima amministrazione di centrosinistra, una di quelle destinate a lasciare il segno nella città.»


«FORLI' - 6 maggio 2009 - 18.05 - Roberto Balzani, candidato sindaco del centro-sinistra, avanza le sue proposte per modificare la macchina burocratica del Comune: "Sei mesi per valutare la situazione e poi entro l'anno uso massiccio delle nuove tecnologie di internet, forum e giurie di cittadini e urbanistica partecipata": è quanto promette Balzani. Queste le proposte del candidato sindaco del Pd per cambiare il rapporto tra amministrazione e_ cittadini nel "format" di mercoledì sera.

Ecco, nel dettaglio, le proposte del candidato sindaco: "La definizione, entro l'autunno, di un piano della democrazia partecipata, che preveda le forme attraverso le quali i cittadini saranno chiamati a dare liberamente il loro contributo all'attività della giunta e del consiglio, e in secondo luogo, la creazione di percorsi on line, riservati ai cittadini utenti, per validare i servizi comunali; in terzo luogo, la promozione di un'identità di quartiere, in collaborazione con le circoscrizioni". Infine, enumera Balzani, c'è "l'avvio di una stagione di urbanistica partecipata, ben organizzata e non demagogica".»

«Il mio progetto politico è creare una democrazia partecipata moderna per dare futuro ai nostri figli. Persuasione e discontinuità della comunicazione politica per una campagna elettorale qualitativamente diversa da quella del centro destra. Essere persuasivi per i contenuti proposti, i candidati sono i terminali di questo progetto che mira alla democrazia partecipata.»







Alcune citazioni tratte da idee per un programma:
Idee programmatiche
Insieme
«Di una cosa, cara Elettrice, caro Elettore, puoi star certo: tutto quello che farò non sarà deciso fra pochi, nel chiuso di una stanza o nello studio di un professionista: sarà adottato con un processo partecipativo limpido e trasparente.»

Una nuova alleanza negli anni del cambiamento.
Programma della coalizione di centro-sinistra

«Il confronto è il nostro metodo, insieme il nostro motto. ... La verifica dei risultati, infine, viene assunta come garanzia degl’impegni nei confronti della cittadinanza. Il pubblico monitoraggio di ciò che sta avvenendo (con rapporti periodici trasferiti in rete), a livello dei progetti maggior rilievo, offre agli elettori e ai cittadini l’opportunità di rendersi conto in tempo reale delle capacità gestionali dell’amministrazione e anche della complessità dei problemi o degli ostacoli presentatisi in corso d’opera. Il bilancio partecipato costituisce un logico punto d’arrivo per questo processo, che s’intende realizzare entro il secondo esercizio di questa amministrazione.»

ASCOLTO, PARTECIPAZIONE, DECISIONE, VERIFICA, TRASPARENZA
Il cambiamento facciamolo insieme
«La democrazia partecipata è il metodo con il quale la coalizioni si propone di governare nel prossimo quinquennio la città e il territorio. Ciò non significa svilire il ruolo e lo spazio della legittima rappresentanza dei cittadini, ma incrementare la fascia delle persone coinvolte nei processi decisionali. Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, è tuttavia necessario partire dal vertice.
Passione, competenza, spirito di servizio, capacità di fare squadra sono le caratteristiche
accomunano le donne e gli uomini della nuova coalizione. Ne fanno parte tante persone libere, disinteressate, dotate di forti principi morali e democratici, che non intendono tramutarsi in professionisti della politica, servizio al quale promettono di dedicare non più di due mandati.»