Che strano! Io avevo detto "
che vinca il migliore" e loro hanno scritto "
pervinca il maglione".
E' andata così.
Una
domenica mattina, per "smuovere le acque dello stagno del
centro-sinistra", il quotidiano Corriere Romagna di Forlì, a mia
insaputa mi candida a Sindaco per Castrocaro.
Rispondo, inviando "nero su bianco", che la cosa non è realistica.
Contemporaneamente
ricevo messaggi di incitamento da quanti, devo ammetterlo, tanti, hanno
creduto invece che mi fossi veramente candidato alle elezioni comunali
di Castrocaro terme e Terra del Sole .
L'invito a candidarmi mi
viene sollecitato da parte di tanti concittadini che si auspicano un
cambiamento politico reale, dal basso, con e per i cittadini, senza
eccessive ingerenze dei partiti.
In tanti sperano che possa ancora esserci la possibilità che il centro-sinistra riesca ad aprirsi alle istanze dei cittadini.
In
tanti mi confessano e si augurano che la politica riesca a cogliere le
esigenze di un elettorato stanco e demotivato difronte all'eccessiva
invadenza dei partiti.
Per me è stata una settimana difficile.
Percepisco,
sento, registro che bisogna tentate di fare qualcosa per rinnovare i
modi di fare politica ma sono anche frenato dalla diffidenza nei
confronti di un sistema, quello dei partiti politici attuali, ingessato
su posizioni di comodo, apparentemente aperto ma chiuso dentro se
stesso, ostico nei confronti di un cambiamento politico più partecipato.
L'articolo del Corriere aveva scatenato un vero putiferio!
Ma torniamo a prima di quell'articolo.
La
settimana precedente gli "ultimi" attivisti della lista civica
Partecipazione democratica si erano interrogati sulla concrete possibilità di una continuità
dell'esperienza politica.
Alcuni avrebbero voluto continuare,
fermo restando il carattere di indipendenza, per altri invece la lista
si sarebbe dovuta "sciogliere" lasciando ai singoli libertà di azione.
Nel
frattempo però alcuni esponenti del PD avevano palesato l'opportunità
di offrire alla lista un "posto a tavola" nella nascente coalizione di
centro-sinistra.
Dopo un mio iniziale totale rifiuto ad
ogni compromesso con i partiti, con questi partiti, negli ultimi tempi
mi ero anche convinto che si sarebbe potuto giocare la carta del "peso
politico" che la lista aveva conquistato sul campo in cinque anni di
attività amministrativa critica ma anche costruttiva.
Mi ero via
via convinto che l'occasione si sarebbe potuta anche cogliere così da
influire nella formulazione del programma elettorale introducendo quei
metodi della democrazia diretta e partecipata che consentono ai
cittadini di tornare ad essere protagonisti attivi della vita politica
del proprio Comune.
E' così stata analizzata l'idea di proporsi al
"tavolo del centro-sinistra" ma, in coerenza con il mandato elettorale
ottenuto, si è deciso di rinunciare a formare coalizioni annunciando il
proprio scioglimento, così da lasciare agli "attivisti" libertà
d'azione.
Nella settimana seguente la pubblicazione dell'articolo del Corriere Romagna l'IDV presenta il proprio candidato locale.
Vado all'incontro.
C'è
poca gente del posto, alcuni della Pro loco di Castrocaro dove "milita"
il giovane Gianni Piolanti e molti "forestieri", presumo forlivesi (non
li conosco) visto che si presenta anche Biserna (vice-sindaco di
Forlì).
Ascolto, prendo nota delle indicazioni della
bozza del "programma di coalizione" senza riscontrare novità di rilievo
rispetto alle vecchie formulazioni del passato. Qualche coraggiosa
incursione in tema di "turismo ambientale" quale futura alternativa
rispetto a quello termale (tutto da dimostrare dato che il nostro
territorio ha ben poche emergenze di particolare eccellenza o unicità) e
qualche suggerimento sui beni storico-architettonici che, in questo
caso mi trovano perfettamente d'accordo visto che sono beni decisamente
"tangibili", unici e di grande valore, ma scarsamente valorizzati.
Sollecito
maggior coraggio, suggerisco argomenti che facciano la distinzione
rispetto alle consuete e stantie promesse, auspico che Gianni possa
misurarsi con i candidati del PD alle primarie facendo leva sulla sua
giovane età e sull'appartenenza ad una formazione politica che a livello
nazione si contrappone alla logica della "grossa coalizione".
Poi,
sabato notte (3 marzo), in chat con diversi amici mi persuado dell'idea
di rompere gli induci, accettare le sollecitazioni e propormi come
candidato indipendente per il centro-sinistra locale.
Domenica
mattina (4 marzo) telefono a William mettendolo al corrente della mia
decisione, mi suggerisce di contattare Patrizia per farmi dare i fogli
per le candidature.
Chiedo anche di poter ricevere la loro bozza
di programma per poterla conoscere e capire in che modo posso
contribuire ad arricchirla. La riceverò solo il venerdi mattina
successivo dopo l'ennesima e-mail di richiesta.
Incrocio anche
Pieraccini (il segretario del PD locale) e gli comunico della mia
decisione, mi risponde ironicamente "spero sarà una singolar tenzone"!
Dalle 9,30 alle 14,30 raccolgo oltre 50 sottoscrizioni!
Nel pomeriggio faccio un comunicato stampa che invio sia agli altri candidati del centro-sinistra sia ai giornali locali.
Dato
che durante la settimana precedente avevo raccolto e già sintetizzato
alcune della tante proposte indicate e suggerite dalla gente, elaboro un
mio volantino così da mettere "nero su bianco" alcune indicazioni
politiche che avrebbero dovuto caratterizzare la mia candidatura.
Titolo il volantino
AAA ELETTORI CERCASI
inserendo quattro, cinque punti significativi di come intendo la
politica, quella nuova che può tornare a far avvicinare i cittadini alla
gestione della "cosa pubblica".
- Il
punto fondamentale che motiva la mia partecipazione a questa "tornata
elettorale" è la possibilità concreta di adoperasi come coalizione di
centro-sinistra per poter «Restituire quella sovranità popolare
che per diritto costituzionale compete e spetta ai cittadini
introducendo nello Statuto comunale i Referendum abrogativi, di
rettifica, di conferma e di iniziativa.»
In sostanza, sinteticamente, si tratta di prevedere "l'introduzione nello statuto comunale di metodi e strumenti di
democrazia diretta per consentire ai cittadini una più ampia e attiva partecipazione alla vita politica del nostro Comune."
Fra
l'altro, non esiste più nessuna limitazione giuridica affinché possa
essere prevista l'introduzione negli statuti comunali dello strumento
dei referendum propositivi-deliberativi!
- La riforma della
legge 142/1990 integrata dalla Legge 3 agosto 1999, n. 265, approvata in via
definitiva dal Senato il 22 luglio 1999 (A.S. 1388, A.C. 4493), ha toccato
pure il comma 3 dell'articolo 6, ed ora il comma 3 dell'art. 3
(partecipazione popolare) della Legge 3 agosto 1999 n. 265,
recita: «Nello statuto devono essere previste forme di
consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di
istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a
promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e
devono essere altresì determinate le garanzie per il loro tempestivo
esame. anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini Possono
essere altresì previsti »
- In
sostanza, è stato soppresso l'aggettivo «consultivi» e quindi,
implicitamente, si sono ammessi anche i referendum deliberativi,
abrogativi o costitutivi.
La
mia opinione e motivazione sulla introduzione di metodi e strumenti di
partecipazione e di democrazia diretta si fonda sulla seguente
riflessione:
- Gli amministratori pubblici (Sindaco, assessori
e consiglieri comunali) sono i delegati della volontà popolare per
gestire, nell'interesse collettivo, beni e risorse dell'intera comunità
locale.
- Le risorse economiche che l'Ente locale
gestisce sono dei cittadini, pertanto i loro delegati pubblici sono
tenuti ad amministrarle secondo le reali esigenze della collettività.
- La
stessa regola è applicabile anche alle risorse naturali, ambientali,
storiche, culturali e sociali, pertanto i delegati pubblici sono tenuti
ad attuare ogni azione tesa a tutelare l'interesse della collettività
stessa.
- Nella pratica amministrativa tutto questo si
traduce in scelte che dovranno essere assunte dai cittadini nella
consapevolezza delle disponibilità e degli obiettivi comuni.
- Attraverso
consultazioni pubbliche (urban conference), sui grandi temi di
interesse collettivo (in particolare bilancio ed urbanistica) e per la
gestione di beni e risorse pubbliche, si forniscono ai cittadini
informazioni complete e comprensibili così che gli stessi possano
discutere su come indirizzare e orientare le scelte amministrative del
Comune ... ai delegati pubblici il compito di assumere decisioni
(delibere consiliari) che, attraverso queste procedure sarebbero
condivise da tutta la comunità locale, così da evitare conflittualità
sociali, politiche ed economiche a seguito di scelte impopolari o
parziali.
- In questo modo l'Ente pubblico e di
conseguenza i delegati politici di tutta la Comunità locale evita
bocciature referendarie o elettorali future.
Altri Comuni hanno percorso questa strada con grande soddisfazione per la cittadinanza.
Tornando
alla cronologia dei fatti è successo che lunedi mattina (5 marzo) il
carlino di Forlì pubblica un'articolo mettendo in evidenza le foto dei
candidati e, sorpresa .... mi ritrovo rappresentato con un'immagine
assolutamente "originale" scaricata dall'album personale del mio account
facebook.
Il
confronto con gli altri candidati è ovviamente impietoso. La foto mi è
stata scattata lo scorso settembre in occasione della Marcia per la Pace
Perugia Assisi. Era una giornata particolarmente calda e afosa e dopo
già oltre 10 km di marcia ero decisamente accaldato, stanco e sudato.
Ho
interpretato quella scelta fotografica da parte del carlino come una
evidente provocazione rappresentandomi con un'immagine denigrante della
mia persona.
Ho protestato con la capocronista del carlino.
Ci siamo scambiati un paio di email che non sono ovviamente servite a chiarire i miei dubbi.
D'altronde
non posso pensare di essere un "personaggio pubblico", così come forse
lo intende la capocronista, altolocato, reverenziato, stimato al punto
da dover essere preventivamente interpellato. Era già successo da parte
del Corriere Romagna! Tant'è!
In tutti i modi, leggendo
quell'articolo, ho avuto l'impressione che il tentativo, oltre a quello
di screditarmi, fosse anche quello di far passare le primarie del
centrosinistra come una battaglia fra "primattori".
Ho ritenuto doveroso mandare una replica spiegando ancora una volta il mio punto di vista.
Torrenzieri: "Le primarie non sono uno scontro tra primattori"
La
mia ingenuità è tale da credere veramente in quello che penso e speravo
che anche gli altri candidati si esprimessero in quel senso. Ma
ovviamente ... silenzio stampa. Silenzio che continuerà anche nei giorni
successivi. Forse perché stavano "affilando le armi" per lo scontro
finale "all'arma bianca" con me.
Poi la Lega nord fa il colpaccio.
Francesca Metri “no”. La Lega Nord contraria ad un secondo mandato
Dopo
che Francesca Metri, sindaco comunale "uscente", aveva dichiarato la
sua disponibilità a ricandidarsi per il centro-destra, la Lega se ne
esce con un secco divieto nei suoi confronti.
La capocronista del carlino torna sull'argomento di Francesca con un suo commento dal titolo:
Le domande dei cittadini
Mi è venuto spontaneo commentare ...
«Il
caso sollevato da questa mamma anonima è drammaticamente sintomatico
di come i partiti si siano impossessati della politica e di come questa
sia diventata pratica distante dai cittadini. Il caso di Francesca
Metri (a cui va sinceramente la mia solidarietà) è il sintomo, ma anche
purtroppo la causa, della disaffezione verso la gestione della cosa
pubblica. Il giudizio sulla sua gestione amministrativa, in condizioni
di democrazia vera, dovrebbe essere lasciato ai cittadini e non alle
segreterie dei partiti.»
A tutt'oggi credo di
essere stato l'unico da averlo fatto! Chissà poi perché gli "esponenti
politici" del centro-sinistra continuano a mantenere questo silenzio
stampa e questo profilo così basso? Possibile che siano solo interessati
al loro tornaconto elettorale? La persona non vale di più di ogni altro
interesse materiale? Capisco che se il centro-destra dimostra debolezza
se ne avvantaggia l'avversario del centro-sinistra ... ma questo è solo
cinismo e neanche tanto strategia politica!
La pensiamo diversamente! Tanto diversamente che quando compare un'altro commento della capocronista del carlino dal titolo
L'arte del civismo evito di mandare un mio commento ulteriore ma almeno "clicco" sul "mi
piace" di un post di un lettore (che si firma Fede).
«Io licenzierei
i politici. I cittadini sono stanchi di rappresentanti della politica
fuori dalla realtà! Non c'è bisogno di tirar fuori sempre e solo gli
interessi personali, la cosa grave e' che prima di tutto non c'è da
parte loro l'interesse pubblico, la vera missione della politica. Oggi
si cercano i "civici" perché hanno senso pratico, sono orientati alla
risoluzione dei problemi con la massima velocità! E soprattutto non
hanno condizionamenti..... ma questo per i partiti e' troppo!
Castrocaro e' l'esempio che l'interesse pubblico e' secondario rispetto a
quello della politica. Una gran tristezza»
E'
curioso, mi dico, i commenti della capocronista del carlino mi piacciono
anche! Cavolo!!! Scrive delle cose assolutamente condivisibili e
facilmente comprensibili dalla gente comune! Chissà perché ha dimostrato
tanto livore nei miei confronti?
Per tornare
invece ai fatti e al loro sviluppo si arriva a venerdi (9 marzo).
Siccome non ho ancora ricevuto la bozza del programma del centro
sinistra la richiedo per e-mail di prima mattina. Finalmente me la invia
William. Me la stampo, me la leggo. Ma trovo ben poco di nuovo da
sottolineare o evidenziare. Anzi la sensazione è che sia una sorta di
copia-incolla del lenzuolo di 5 anni fa emendato qui e la! Mi dico che
sicuramente è colpa della mia incapacità di cogliere le sfumature o
della mia diffidenza a rapportarmi con un testo prolisso (ben 8 pagine
in formato A4), molto politichese, vago e poco concreto.
Venerdi
sera alle 21,00 con il mio malloppo di 130 sottoscrizioni mi reco, per
la seconda volta nella sede elettorale del centro sinistra.
Devo
ammettere a me stesso che mi ripresentavo consapevole di dover sostenere
una battaglia piuttosto vivace visto che il primo incontro con loro -
il mercoledi sera in effetti era andata un po "così cosi" - si era
risolto con molte, troppe domande e distinguo nei confronti dei
cosiddetti cinque punti politici che avevo scritto e divulgato.
Ammetto anche che i cosiddetti cinque punti erano (sono) stati scritti con un linguaggio sintetico.
Lo spazio che mi ero concesso era un mezzo A4. Non potevo fare un romanzo come sto facendo ora!
Dovevo
essere diretto così che la gente capisse che andavo al sodo senza
troppi "mezzi termini". Son dell'idea che le cose sintetizzate siano più
comprensibili e tali da poter essere sviscerate nel confronto
dialettico, ampliate e poi condivise. La sintesi serve a fare
"sottotitolo", a fare traccia di lavoro.
Ma mi ero sbagliato! Ho
scoperto mio malgrado che se anche scrivi poco ... gli altri poi leggono
ancora meno e si soffermano ben prima della fine della punteggiatura e
pretendono di discutere (o meglio contestarti) solo le parti che fanno
loro comodo (o scomodo).
E dire che alla mattina avevo
rimandato una email a tutti i personaggi politici del tavolo della
coalizione in cui "svisceravo", spiegando con riferimenti ed esempi
anche normativi, le cose su cui ritenevo si potesse far leva per
movimentare la scena politica locale.
E venerdi sera è andata esattamente come volevano loro che andasse.
Io
non sono potuto entrare nel merito della loro bozza di programma perché
per due ore non si è fatto altro che farmi l'esame e correggermi il
compito.
In sostanza ogni punto è stato menomato di tutti quegli
aggettivi o termini che facessero riferimento alla democrazia diretta,
alle forme e ai metodi della partecipazione, alla bioedilizia da
"premiare", al vantaggio economico per la comunità locale nella
trattativa con il gestore delle terme ... così che l'esito finale
risultava una banalizzazione di concetti privi di sostanza.
Mi
sono sentito dire che sulla questione delle terme si deve "volare
alto"! Si deve sorvolare? Evidentemente! Mi è stato spiegato che c'è una
sorta di accordo con il gruppo di centro-destra che stabilisce di
evitare di entrare nell'argomento durante la campagna elettorale! Per
evitare speculazioni politiche.
Così che, nel caso il problema
venisse fuori, si "volerà alto" facendo dichiarazioni di intenti sulla
tenuta dell'occupazione, sulla tutela delle cure classiche, sulla
esigenza di collaborare per ottenere un'indotto utile per il turismo ...
per poi decidere quando si sarà in maggioranza! Mah! Io stento a
capire!
Sulla questione della possibilità di consentire
ai cittadini di approvare o bocciare (tramite referendum) qualsiasi
delibera consigliare su temi importanti (e perché no anche su temi per
così dire meno importanti?) significherebbe che gli amministratori
pubblici si ridurrebbero a fare i servi esecutori!
Ho fatto notare
che non a caso si chiamano "amministratori" (di beni e risorse - anche e
soprattutto economiche - collettive) "pubblici" (quindi non privati- un
Comune non è un'impresa che spende del suo, che investe e rischia di
suo - abbiamo dimenticato fondi pubblici destinati all'ambiente e
utilizzati per il festival? - abbiamo dimenticato i titoli di borsa
trash?).
Lo ammetto faccio un'enorme fatica a capirli!
Anche sul punto in cui propongo di investire in Cultura! Lo dico con più
chiarezza! Non spettacoli di intrattenimento, festival musicali o
pseudo tali, feste di piazza o simili! Intendo Cultura per favorire e
incentivare azioni e interventi formativi per la nostra scuola pubblica
(da noi si tratta poi di nido, materna, elementari e medie ... non tanto
altro ... ma almeno queste!). Intendo far uscire dal margine sociale
una biblioteca pubblica che sappia promuovere e stimolare la lettura e
il confronto. Intendo rendere più popolare gli incontri con gli autori!
Intendo un maggior attivismo museale! Intendo cose che rendano i nostri
giovani concittadini più coscienti e responsabili del valore dei nostri
beni storici e di conseguenza culturali! Valorizzare i beni
architettonici non significa solo recuperare brani di mura della
fortezza di Terra del Sole ma avere il coraggio di elaborare e
realizzare un progetto di fruizione delle stesse. Non è sufficiente
restaurare, e basta, il Palazzo Pretorio ma progettarne un'uso
confacente! La stessa questione investe il tema del vivere bene nei
centri storici e non nel consideralo solo un'appendice urbana con gravi
deficienze! Ci vuole del tempo? Bene e quando incominciamo a fermare
l'emorragia culturale?
Mi sono anche sentito dire che
gli elettori (ma non sono tutti i giorni i nostri concittadini?),
attraverso la democrazia rappresentativa danno un mandato gestionale
agli "eletti" (senza aureola o corona) i quali gestiscono poi la
macchina comunale. Ma la costituzione non dice che i politici smettono
di essere "rappresentanti" di qualcuno (i partiti) e diventano i
delegati di tutti i cittadini?
Infine ho chiesto quale fosse il criterio di proporzionalità per la formazione della lista dei candidati alle elezioni comunali.
Ho
portato come esempio il caso in cui alle elezioni primarie, per assurdo
fossi arrivato secondo, magari con un solo voto di preferenza in meno
rispetto al "candidato vincente".
Mi è stato risposto che il
vincitore alle primarie ha la facoltà di nominare due candidati di lista
a sua discrezione perché gli altri otto sono riservati e ripartiti fra i
quattro partiti della coalizione.
Allora ho rifatto la stessa
domanda. La risposta è stata: niente e nessuno, né per il candidato
perdente né altri perché i posti in lista sono già attribuiti ai
partiti!
E dire che questa mattina sul carlino ho letto
che io non avrei accettato le regole di una sorta di codice
deontologico! Ma chi l'ha visto questo codice? E poi che deontologia è
mai questa?
Ho preso atto dell'equa distinzione che
intercorre nel centro sinistra fra idee e consenso e dell'iniqua
spartizione fra iscritti ai partiti e cittadini indipendenti!
Mi
sono dichiarato estraneo ad una logica del genere! Me ne sono andato
senza neanche farmi sbattere la porta in faccia o buttare fuori a calci
in culo! In questo sono stati democratici!
Andandomene, un po stizzito ho detto "
che vinca il migliore" e loro hanno scritto "
pervinca il maglione".