quando il gatto dorme, i ........ ballano il rock

quando i gatti dormono i topi ballano
Qualcuno ha voluto farci credere che questa metafora signfichi che "l’assenza di autorità produce anarchia".
Niente di più errato e inappropriato!
Invece il significato vero è quello che la gente comune può finalmente sbizzarrirsi quando il potere va in catalessi, in tilt, in ozio, in default!!!

la corruzione non va mai in ferie

la corruzione non va mai in ferie

Ero indeciso sul titolo di questo post. Avevo pensato ad un titolo un po' diverso: la corruzione non va mai in vacanza.
tratto da Il Sole 24 ore

L'inesorabile ma evitabile distruzione dell'ecosistema del pianeta Terra

L'inesorabile ma evitabile distruzione dell'ecosistema del pianeta Terra

Mi rendo conto che il titolo di questo post sia presuntuoso ma mi è venuto in mente oggi pomeriggio spiaggiato al mare (stessa sabbia, stesso mare) e assorto nei miei pensieri più profondi per cui non potevo rinunciare a trascrivere lo scorrere di quelle riflessioni che hanno poi preso il titolo di cui all'oggetto di questo post. 


zappatori senza padrone

Nell’aprile del 1977 due ragazzi, fanno un sopralluogo a Ca’ Pian Baruzzoli, detta anche ‘Pianbaruccioli’ e poi soprannominata "Pianba"
La storia di Pian Baruccioli è nata come un’avventura: volevamo tornare alla terra, fare gli  agricoltori  [...]  Per  vivere,  mica  per guadagnarci!  Andammo  così  a  vivere  in  mezzo  alla   natura, in posti anche molto isolati. Ci piaceva stare là, lontano, anche dover fare molta  strada  a  piedi  per  i  sentieri  per  arrivare  in  cima  al  monte,  godersi  la  vista  e  poi  scendere. 
Lo facevamo forse proprio perché era difficile e anche perché eravamo giovani.  [...] Non  capivo proprio che senso avesse fare come gli altri. Non capivo, cercavo sempre esperienze  diverse. Tornavamo alla terra perché eravamo convinti che dato che la gente nasce da lì,  questo fosse il modo migliore per poter vivere, ognuno col proprio orto, la propria terra. ‘Un  giorno saremo in tanti’, si pensava.
[da "L’Acquacheta: breve storia di un territorio ai margini dell’urbanesimo" di Alessandro Mengozzi, SCIENZE DEL TERRITORIO 1/2013 pag. 417 (pdf)]


"Da Piazza Navona agli Appennini, dagli Appennini a Piazza Navona”- cronaca, storia, documentazione, testimonianza, immagino della dantesca valle dell’Acquacheta a cura del collettivo “Zappatori senza padroni G. Winstanley” della cui lettura devo ringraziare Marcello Baraghini, mitico editore di Stampa Alternativa.

1977, Aprile. Arrivano Rino e Gianbardo a visitare Pian Baruzzoli. Le case sono circondate sino alle soglie da sterpi, ortiche e rovi. All’interno, al primo piano, qualcuno si è portato via un intero camino. I tetti sono disastrati, le tracce di umido denotano infiltrazioni di acqua. Una delle poche stanze abitabili è completamente nera di fumo; è stata usata per far seccare le castagne. La sorgente ed il relativo serbatoio (il “pozzo”) è otturato ed all’interno si trova una pecora morta (…)


 Maggio. Arrivano Jerri, Vitalino e Massimo reduci dall’ennesimo tentativo di comune agricola vicino a Modigliana. Ci si da fare per allargare lo spazio abitabile, si raccoglie legna secca, si inizia a costruire uno steccato intorno ai due orti in quanto Jerri porta con se la capra “Cipollina”, che sin da piccola lo segue come un cagnolino. Si accelerano i tempi e pur in ritardo si semina tutto il possibile. Il lavoro è duro, la terra è bassa; e si deve anche fare dell’artigianato per rimediare i soldi necessari per l’alimentazione e le zappe. Si progetta di costruire letti di legno e nel frattempo si portano sù per l’Arrabbiata alcuni materassi. L’entusiasmo è grande, come quando ci si mette a dissodare terre vergini(…)

Giugno-Luglio. Arrivano Ulisse, Adria no, Maurizio e Franchino da una comune vicino Vercelli (…)

Nel 1982 un gruppo di giovani, molti di essi sono lombardi, emiliani e veneti, si spostano a La Greta. Hanno qualche anno in meno dei primi. Il rudere viene risistemato; dapprima la occupano e verso la fine degli anni novanta la casa viene acquistata dalla coppia che  ancor oggi rimane nel fondo. Dal nucleo originario, dopo la prima fase pionieristica, si creano coppie, si formano nuovi nuclei che gradualmente si spostano in case più vicine al paese; così come è avvenuto a Pianba. La posizione della Greta orienta i suoi abitanti verso San Godenzo e la frazione di Castagneto. ... 

Nel 1985, nella piana dei Romiti, viene organizzato un Rainbow gathering internazionale, una festa-raduno en plein air di diversi giorni; in quelle occasioni ci sono varie attività, alcune anche di confronto creativo; alcuni abitanti ne escono con l’intento di costituire l’associazione “Arcobaleno per l’Acquacheta” che, dal 1986, si propone il ripopolamento della valle secondo i principi della tutela della natura, la divulgazione di pratiche e tecniche ecologiche e l’educazione ambientale. Vogliono promuovere intese con gli enti locali per iniziative culturali ed eco-turistiche. [da "L’Acquacheta ..." cit.]

Due Decreti del 23 dicembre 2004 cancellano dal registro delle imprese quindici società cooperative della provincia di Forli-Cesena ... fra queste la “Cooperativa zappatori senza padroni G. Winstanley – Società cooperativa a r.l.” di Portico e San Benedetto"  [da Rassegna di provvedimenti di interesse agricolo-ambientale-previdenziale-fiscale pubblicati sulla Gazzetta ufficiale n 4 del 7 gennaio 2005 - qui]

linkografia utile:

Gli Zappatori dell’Acquacheta

I semi dell’Acquacheta

I semi dell’Acquacheta, parte II

I semi dell’Acquacheta parte III

I semi dell’Acquacheta, parte IV

I semi dell’Acquacheta, parte V

Alla ricerca del “popolo degli elfi”

Trent’anni dopo all’Acquacheta


Elfi si diventa, Elfi si rimane


Biscotti detto Gianni 

Coi teepee in piazza

Cosa sono i Rainbow Gatherings?
 


 

ALTRI MONDI

In Italia sono circa un decimo dei sei milioni di titolari di azienda gli imprenditori extracomunitari. 
I dati provengono da uno studio di Unioncamere-Infocamere sui dati del registro delle imprese.
La quota più rilevante (il 63%) è costituita da titolari di imprese individuali, la forma giuridica più semplice e ancora la più diffusa - anche tra gli italiani - per operare sul mercato.

Quasi 142.000 ricoprono invece una carica di amministratore. Le donne rappresentano il 25% degli imprenditori extracomunitari. Solo l'8% del totale ha meno di 30 anni. Sono quasi 600.000 le persone nate al di fuori dell'Unione europea titolari di un'impresa in Italia (568.749), per quasi due terzi (il 63%) a capo di un'impresa individuale.

Il settore nel quale la presenza è più forte è il commercio con circa 200.000 imprenditori mentre altri 98.000 sono impegnati nelle costruzioni.

Quasi la metà del totale (280.000 persone) ha la propria attività nel Centro Nord (123.000 nella sola Lombardia).

I più rappresentati sono gli extracomunitari provenienti dal Marocco (78.342 persone tra amministratori, titolari e soci) seguiti dai cinesi (74.244 persone). Al terzo posto l'Albania seguita da Svizzera e Bangladesh. Insieme, le prime cinque nazionalità rappresentano quasi la metà del totale delle persone con cariche nate fuori dall'UE.
[clicca su Continua a leggere ... per visionare le tabelle con i tutti i dati]


raccontami una storia

C'era una volta un Re
seduto sul sofà
che disse alla sua serva
raccontami una storia
e la serva incominciò:
C'era una volta un Re
seduto sul sofà ...






Nel centro medievale di Portico sorgerà la scuola per formare i moderni cantastorie ... la prima accademia di storytelling
La Repubblica on-line del 6 Giugno scorso ci informa di questa interessante iniziativa dedicata appunto allo storytelling. Una sorta di moderna versione dell'antica arte dei cantastorie nostrani. 
L'8 Giugno di quest'anno si svolgerà la seconda edizione dello Storytelling Night
L'iniziativa nasce dall'intuizione dei gestori del Vecchio Convento di Portico di Romagna che da tempo propongono tramite l'Accademy Olmo corsi e workshops su questo genere d'arte popolare. 
Occorre però capire meglio di cosa si tratta. Dal cantastorie allo storytelling.
Sui cantastorie esiste una vastissima bibliografia, storica e etno-antropologica. Se ne sono occupati nel tempo eminenti storici, ricercatori e divulgatori.
L'eredità di questa antica arte popolare è tutt'ora patrimonio delle associazioni (il Treppo; AICA; i nuovi cantastorie; rivista il cantastorie; il cantastorie) che conservano la memoria storica e l'archivio degli ultimi novellatori del '900. Fra tutti Lorenzo de Antiquis e Piazza Marino, che in Romagna hanno girato in lungo e in largo per borghi e paesi per narrare col canto musicale storie d'attualità e di fantasia.

evolution storytelling
evolution storytelling
Lo storytelling invece è di origine anglossane e nella versione per così dire contemporanea lo si trova utilizzato in ambito terapeutico (ad esempio come terapia non farmacologica per l'assistenza dell'Alzheimer) ma anche in ambito politico e imprenditoriale. Tanti gli eventi dedicati, come ad esempio il Festival Internazionale di Storytelling Raccontamiunastoria.
Lo Storytelling è simile all’arte oratoria della recitazione e della propaganda politica per coinvolgere, emozionare e convincere lo spettatore pubblico. 
Tecnica questa ultimamente utilizzata anche nel marketing aziendale per creare dei contenuti emozionali (il cosidetto marketing virale) per "narrare" e raccontare con una storybord  i plus, i valori, l'identità di un'azienda, i know-how operativi (il sapere, il saper fare, e il saper essere) o le caratteristiche etiche e sociali dei prodotti di consumo.


• video in Rai-Teche Uno degli ultimi cantastorie pavesi, Adriano Callegari: esibizione in piazza  
http://www.teche.rai.it/1978/10/uno-degli-ultimi-cantastorie-pavesi-adriano-callegari-esibizione-in-piazza/
"Siamo alla fine degli anni 70, e questo filmato mostra l’ultimo dei cantastorie pavesi, Adriano Callegari, durante un suo spettacolo in piazza. Circondato da un nutrito gruppo di gente ( un “treppo”, in gergo) dapprima si esibisce con la sua orchestrina suonando il sax eseguendo(“Romagna mia”  e dopo racconta la storia di un bambino figlio di un operaio milanese, colpito da paralisi ed abbandonato da una madre snaturata (“Mamma perché non torni)."








Castrocaro, il termalismo, il fallimento gestionale del privato, l'incapacità del pubblico

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena ha recentemente pubblicato il Rapporto sull'economia del 2015 della Provincia in cui, nel settore del Turismo si evidenzia (pag 140) che: "Analizzando i dati comunali, sia di Bagno di Romagna che Bertinoro hanno chiuso il 2015 con un bilancio di presenze nel complesso positivo: rispettivamente +0,4% e +1,8%. 
Bertinoro, con lo stabilimento termale di Fratta Terme, ha attirato il 2,1% di turisti italiani in più rispetto al 2014 mentre Bagno di Romagna ha registrato una flessione dell'1,6% di turisti stranieri.  

A Castrocaro Terme e Terra del Sole si è invece registrata, rispetto allo scorso anno, una flessione negli arrivi del 9,3% e nelle presenze pari al 9,5%".

http://www.turismo.fc.it/_vti_g7_AP.aspx?rpstry=71_
E' questa una situazione economica che si protrae da diversi anni senza sosta che dimostra come il termalismo, la maggior industria del Comune, considerando anche l'indotto, è gestito da un'azienda privata incapace di inverire la tendenza negativa e che l'Ente pubblico è totalmente assente con proposte politiche propositive tali da favorire e sostenere il settore.
A questa situazione economica, sociale e culturale, estremamente grave e preoccupante, si deve aggiungere che l'Ente locale, spalleggiato dalla Regione Emilia-Romagna, anch'essa incapace di porre in essere soluzioni positive ed alternative al declino, sta per cedere al gestore privato le proprie quote azionarie della società termale dopo anni di "svendite" e dismissioni discutibili di parti consistenti di patrimonio pubblico di rilevanza ambientale e storica.

Qualcuno dei soliti noti politici e imprenditori locali proverà ad obiettare che questa riflessione non sia obiettiva in quanto la situazione castrocarese è figlia di un settore che registra da decenni una crisi profonda!
Ma è proprio vero che il termalismo regionale in Emilia-Romagna è in crisi profonda?
Sembrerebbe invece il contrario da quanto pubblica il Corriere della Sera in un recente articolo (4 Aprile 2016) significativamente intitolato "La crisi del modello termale - Stabilimenti in difficoltà divisi tra cura e divertimento": Le terme in Emilia-Romagna sono in crisi? Secondo le statistiche e gli addetti ai lavori, per i 26 centri distribuiti in 19 località della regione, le cose non starebbero proprio così. Nel 2015 l’andamento turistico del comparto ha registrato un incoraggiante +7,3% alla voce arrivi rispetto all’anno precedente, col totale di persone che hanno effettuato soggiorni termali salito da 356.000 a 382.00 ... In aumento anche le presenze (le notti in strutture ricettive): +2,9%, ovvero da 1.472.000 a 1.515.000, con un incremento del 22% di componente straniera (163.000 nel 2014, 199.000 nel 2015) (...) con «un indotto per il territorio di circa 700 milioni» (...) «Il comparto delle terme dell’Emilia-Romagna contribuisce al 25% dei ricavi del settore di tutta Italia» ... nel corso del decennio si è registrato un leggero incremento degli occupati a tempo indeterminato, dovuto alle realtà che hanno optato per l’apertura annuale» (...) le terme rappresentano anche una fonte di reddito per almeno 14.000 persone con attività di vario genere sul territorio. «Ci sono località che vivono quasi esclusivamente di questo» continua il presidente di Coter, facendo l’esempio di Bagno di Romagna, isola felice con tre centri termali e quasi 80.000 arrivi nell’ultimo anno, almeno stando a Elias Ceccarelli, presidente di Terme Sant’Agnese spa, unica società pubblica (al 96%) del trio. Eppure gli affari non vanno benissimo ovunque. Basta spostarsi alle terme di Salsomaggiore e Castrocaro, dove ci sono due uniche società proprietarie degli stabilimenti con partecipazione regionale — rispettivamente del 23,43% e del 10,2% — per riscontrare perdite da oltre 5 milioni negli ultimi due anni. Tanto che viale Aldo Moro è da mesi a lavoro per cedere le proprie quote. Nel giro di un anno, assicura Corsini, la Regione sarà fuori dalla compagine salsese, mentre per Castrocaro, dove attualmente il rilancio sembrerebbe funzionare — grazie alla società di gestione Longlife Formula spa, della holding Gvm Care & Research — «si spera anche prima».


Conclusioni? Che la vicenda castrocarese sia ormai di lunga data lo sanno tutti, cani e porci, e che le responsabilità siano da ricercare nelle "alte sfere politiche", regionali e locali del partito di maggioranza è altrettanta cosa nota ma, l'esito di questa situazione, a poco meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, sarà quello di un totale depauperameto di risorse che getterà il Comune termale forlivese nella più profonda crisi politica degli ultimi 150 anni!

Lettera al Sindaco di Forlì sugli inceneritori di rifiuti e le industrie insalubri

Egr. S.re Sindaco Comune di Forlì

E p.c. Assessore all’ambiente

Oggetto: vicenda inceneritore forlivese di rifiuti sanitari



Con la presente comunicazione, non a titolo personale ma in nome e per contro del Forum No Inceneritori Forlì-Romagna, inoltro le osservazioni e le richieste che riteniamo debbano essere prese in considerazione dal Comune di Forlì in conseguenza della recente vicenda relativa alla pratica autorizzativa per l’impianto forlivese di incenerimento rifiuti sanitari di proprietà Mengozzi spa ma anche per l’altro impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani di gestione Hera spa.

Premesso che siamo a conoscenza e condividiamo le “osservazioni” del 22 c.m. redatto dal Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF), ci preme innanzitutto evidenziare che le INDUSTRIE INSALUBRI DI PRIMA CLASSE [Allegato parte I del Decreto Ministeriale del 5 settembre 1994 (G.U. n. 220 del 20.09. 1994, s.o. n. 129)Elenco delle industrie insalubri di cui all' art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie] devono essere “collocate lontano dalle abitazioni e isolate nelle campagne”.

Per cui, a tutela della salute pubblica e della protezione ambientale, si chiede prioritariamente che venga fatta rispettare tale norma e si dia immediata applicazione al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE di derivazione comunitaria [art. 191, COMMA 2 Trattato FUE], ritenuto applicabile ai sensi dell’art. 1, l. n. 241 del 1990 e comunque recepito dall’art. 301 del Codice dell’Ambiente [D.l. 03/04/2006 n° 152, G.U. 14/04/2006] "in forza del quale per ogni attività che comporti pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione" (Principio di precauzione: il Consiglio di Stato ribadisce i presupposti per l’operatività della tutela preventiva - Consiglio di Stato, Sez. V, decisione 27 dicembre 2013, n. 6250 - Presidente Torsello, Estensore Poli - vedi Sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 27.12.2013]
In base a quanto fino ad ora espresso, appare utile ogni azione che l'amministrazione Comunale ma anche la Regione potranno assumere sia a difesa del principio di precauzione sia a tutela della salute pubblica.
Ci preme inoltre far notare che “La legittimità costituzionale dell’imposizione di misure di cautela che incidono restrittivamente su libertà fondamentali, come l’iniziativa economica privata, non può trovare fondamento che nell’esigenza di tutela di altri diritti fondamentali, come la salute, che possono prevalere nel relativo bilanciamento fra interessi costituzionali. Ciò significa allora che la garanzia di alcuni valori costituzionali, come la tutela della salute o dell’ambiente esige, o perlomeno consente, in certi casi l’adozione di un livello precauzionale di protezione, tale da giustificare il sacrificio di altri diritti costituzionali” [“Il principio di precauzione nellagiurisprudenza costituzionale”, prof, STEFANO GRASSI , dott. ANNA GRAGNANI - Università di FIRENZE].

Pertanto, si chiede:
1) che l’Amministrazione comunale si doti di un elenco completo esaustivo ed accessibile al pubblico di tutte le INDUSTRIE INSALUBRI DI PRIMA CLASSE presenti sia nel territorio comunale sia in quello provinciale e dell’Unione dei Comuni del Forlivese, Enti che le presiede.
Tale elenco dovrà essere anche strumento tecnico conoscitivo delle sostanze inquinanti che tali industrie possono produrre al fine di poterne monitorare l’attività produttiva. 
2) che il Comune e gli Enti pubblici territoriali, nel rispetto dei dettami degli articoli 216 e 217 (Regio decreto 27 luglio 1934, n.1265), sia per gli impianti di incenerimento di rifiuti sia per tutte le altre industrie insalubri di classe prima presenti nel territorio forlivese-provinciale, si dotino di mezzi, strumenti e modalità per la verifica costante e puntuale del rispetto sulla tollerabilità o meno delle loro lavorazioni al fine di tutelare la salute pubblica;

3) che il Comune e gli Enti pubblici territoriali nel rispetto del D.L. 33/2013 [14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” (13G00076) (GU n.80 del 5-4-2013 )] adottino da subito modalità di “accessibilità totale” di tutte informazioni (dati, rilievi, resoconti, etc.) relative a tutta la questione della gestione dei rifiuti sia urbani domestici e assimilati speciali e pericolosi oltre alle attività delle altre industrie insalubri di classe prima presenti nel territorio forlivese-provinciale;

4) che il Comune e gli Enti territoriali, sempre nel rispetto del D.L. 33/2013, si dotino di mezzi, strumenti e modalità di comunicazione pubblica diffusa, completa e comprensibile in modo tale da rendere informati puntualmente tutti i cittadini.
5) che il Comune e gli Enti territoriali, compresa la Regione Emilia-Romagna, nei confronti di tutti impianti di incenerimento di rifiuti sia quelli ricompresi nel territorio forlivese sia quelli regionali e nei confronti di tutte le "industrie insabribi di classe prima", diano immediata applicazione al principio di precauzione (come sopra esposto) adottando ogni misura volta ad assicurato un alto livello di protezione per la salute umana e per l’ambiente.


Forlì, lì 25 marzo 2016

Per il Forum No Inceneritori Forlì-Romagna

Claudio Torrenzieri

PERVINCA IL MAGLIONE

Che strano! Io avevo detto "che vinca il migliore" e loro hanno scritto "pervinca il maglione".
E' andata così.
Una domenica mattina, per "smuovere le acque dello stagno del centro-sinistra", il quotidiano Corriere Romagna di Forlì, a mia insaputa mi candida a Sindaco per Castrocaro.
Rispondo, inviando "nero su bianco", che la cosa non è realistica.

Claudio Torrenzieri, candidato a Sindaco dal Corriere Romagna

Contemporaneamente ricevo messaggi di incitamento da quanti, devo ammetterlo, tanti, hanno creduto invece che mi fossi veramente candidato alle elezioni comunali di Castrocaro terme e Terra del Sole .
L'invito a candidarmi mi viene sollecitato da parte di tanti concittadini che si auspicano un cambiamento politico reale, dal basso, con e per i cittadini, senza eccessive ingerenze dei partiti.
In tanti sperano che possa ancora esserci la possibilità che il centro-sinistra riesca ad aprirsi alle istanze dei cittadini.
In tanti mi confessano e si augurano che la politica riesca a cogliere le esigenze di un elettorato stanco e demotivato difronte all'eccessiva invadenza dei partiti.
Per me è stata una settimana difficile.
Percepisco, sento, registro che bisogna tentate di fare qualcosa per rinnovare i modi di fare politica ma sono anche frenato dalla diffidenza nei confronti di un sistema, quello dei partiti politici attuali, ingessato su posizioni di comodo, apparentemente aperto ma chiuso dentro se stesso, ostico nei confronti di un cambiamento politico più partecipato.
L'articolo del Corriere aveva scatenato un vero putiferio!

Ma torniamo a prima di quell'articolo.
La settimana precedente gli "ultimi" attivisti della lista civica Partecipazione democratica si erano interrogati sulla concrete possibilità di una continuità dell'esperienza politica.
Alcuni avrebbero voluto continuare, fermo restando il carattere di indipendenza, per altri invece la lista si sarebbe dovuta "sciogliere" lasciando ai singoli libertà di azione.
Nel frattempo però alcuni esponenti del PD avevano palesato l'opportunità di offrire alla lista un "posto a tavola" nella nascente coalizione di centro-sinistra.

Dopo un mio iniziale totale rifiuto ad ogni compromesso con i partiti, con questi partiti, negli ultimi tempi mi ero anche convinto che si sarebbe potuto giocare la carta del "peso politico" che la lista aveva conquistato sul campo in cinque anni di attività amministrativa critica ma anche costruttiva.
Mi ero via via convinto che l'occasione si sarebbe potuta anche cogliere così da influire nella formulazione del programma elettorale introducendo quei metodi della democrazia diretta e partecipata che consentono ai cittadini di tornare ad essere protagonisti attivi della vita politica del proprio Comune.
E' così stata analizzata l'idea di proporsi al "tavolo del centro-sinistra" ma, in coerenza con il mandato elettorale ottenuto, si è deciso di rinunciare a formare coalizioni annunciando il proprio scioglimento, così da lasciare agli "attivisti" libertà d'azione.

Nella settimana seguente la pubblicazione dell'articolo del Corriere Romagna l'IDV  presenta il proprio candidato locale.
Vado all'incontro.
C'è poca gente del posto, alcuni della Pro loco di Castrocaro dove "milita" il giovane Gianni Piolanti e molti "forestieri", presumo forlivesi (non li conosco) visto che si presenta anche Biserna (vice-sindaco di Forlì).

Ascolto, prendo nota delle indicazioni della bozza del "programma di coalizione" senza riscontrare novità di rilievo rispetto alle vecchie formulazioni del passato. Qualche coraggiosa incursione in tema di "turismo ambientale" quale futura alternativa rispetto a quello termale (tutto da dimostrare dato che il nostro territorio ha ben poche emergenze di particolare eccellenza o unicità) e qualche suggerimento sui beni storico-architettonici che, in questo caso mi trovano perfettamente d'accordo visto che sono beni decisamente "tangibili", unici e di grande valore, ma scarsamente valorizzati.
Sollecito maggior coraggio, suggerisco argomenti che facciano la distinzione rispetto alle consuete e stantie promesse, auspico che Gianni possa misurarsi con i candidati del PD alle primarie facendo leva sulla sua giovane età e sull'appartenenza ad una formazione politica che a livello nazione si contrappone alla logica della "grossa coalizione".

Poi, sabato notte (3 marzo), in chat con diversi amici mi persuado dell'idea di rompere gli induci, accettare le sollecitazioni e propormi come candidato indipendente per il centro-sinistra locale.

Domenica mattina (4 marzo) telefono a William mettendolo al corrente della mia decisione, mi suggerisce di contattare Patrizia per farmi dare i fogli per le candidature.
Chiedo anche di poter ricevere la loro bozza di programma per poterla conoscere e capire in che modo posso contribuire ad arricchirla. La riceverò solo il venerdi mattina successivo dopo l'ennesima e-mail di richiesta.
Incrocio anche Pieraccini (il segretario del PD locale) e gli comunico della mia decisione, mi risponde ironicamente "spero sarà una singolar tenzone"!

Dalle 9,30 alle 14,30 raccolgo oltre 50 sottoscrizioni!
Nel pomeriggio faccio un comunicato stampa che invio sia agli altri candidati del centro-sinistra sia ai giornali locali.

TORRENZIERI SI CANDIDA COME INDIPENDENTE PER LA COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA DI CASTROCARO 

Sciolti i dubbi, Torrenzieri si candida alle primarie di Castrocaro

Dato che durante la settimana precedente avevo raccolto e già sintetizzato alcune della tante proposte indicate e suggerite dalla gente, elaboro un mio volantino così da mettere "nero su bianco" alcune indicazioni politiche che avrebbero dovuto caratterizzare la mia candidatura.

Titolo il volantino AAA ELETTORI CERCASI inserendo quattro, cinque punti significativi di come intendo la politica, quella nuova che può tornare a far avvicinare i cittadini alla gestione della "cosa pubblica".
  • Il punto fondamentale che motiva la mia partecipazione a questa "tornata elettorale" è la possibilità concreta di adoperasi come coalizione di centro-sinistra per poter «Restituire quella sovranità popolare che per diritto costituzionale compete e spetta ai cittadini introducendo nello Statuto comunale i Referendum abrogativi, di rettifica, di conferma e di iniziativa.»
In sostanza, sinteticamente, si tratta di prevedere "l'introduzione nello statuto comunale di metodi e strumenti di democrazia diretta per consentire ai cittadini una più ampia e attiva partecipazione alla vita politica del nostro Comune."
Fra l'altro, non esiste più nessuna limitazione giuridica affinché possa essere prevista l'introduzione negli statuti comunali dello strumento dei referendum propositivi-deliberativi!
  • La riforma della legge 142/1990 integrata dalla Legge 3 agosto 1999, n. 265, approvata in via definitiva dal Senato il 22 luglio 1999 (A.S. 1388, A.C. 4493), ha toccato pure il comma 3 dell'articolo 6, ed ora il comma 3 dell'art. 3 (partecipazione popolare) della Legge 3 agosto 1999 n. 265, recita: «Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere altresì determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini Possono essere altresì previsti » 
  • In sostanza, è stato soppresso l'aggettivo «consultivi» e quindi, implicitamente, si sono ammessi anche i referendum deliberativi, abrogativi o costitutivi. 
La mia opinione e motivazione sulla introduzione di metodi e strumenti di partecipazione e di democrazia diretta si fonda sulla seguente riflessione:
  • Gli amministratori pubblici  (Sindaco, assessori e consiglieri comunali) sono i delegati della volontà popolare per gestire, nell'interesse collettivo, beni e risorse dell'intera comunità locale.
  • Le risorse economiche che l'Ente locale gestisce sono dei cittadini, pertanto i loro delegati pubblici sono tenuti ad amministrarle secondo le reali esigenze della collettività.
  • La stessa regola è applicabile anche alle risorse naturali, ambientali, storiche, culturali e sociali, pertanto i delegati pubblici sono tenuti ad attuare ogni azione tesa a tutelare l'interesse della collettività stessa.
  • Nella pratica amministrativa tutto questo si traduce in scelte che dovranno essere assunte dai cittadini nella consapevolezza delle disponibilità e degli obiettivi comuni.
  • Attraverso consultazioni pubbliche (urban conference), sui grandi temi di interesse collettivo (in particolare bilancio ed urbanistica) e per la gestione di beni e risorse pubbliche, si forniscono ai cittadini informazioni complete e comprensibili così che gli stessi possano discutere su come indirizzare e orientare le scelte amministrative del Comune ...  ai delegati pubblici il compito di assumere decisioni (delibere consiliari) che, attraverso queste procedure sarebbero condivise da tutta la comunità locale, così da evitare conflittualità sociali, politiche ed economiche a seguito di scelte impopolari o parziali.
  • In questo modo l'Ente pubblico e di conseguenza i delegati politici di tutta la Comunità locale evita bocciature referendarie o elettorali future.
Altri Comuni hanno percorso questa strada con grande soddisfazione per la cittadinanza.

Tornando alla cronologia dei fatti è successo che lunedi mattina (5 marzo) il carlino di Forlì pubblica un'articolo mettendo in evidenza le foto dei candidati e, sorpresa .... mi ritrovo rappresentato con un'immagine assolutamente "originale" scaricata dall'album personale del mio account facebook.
http://mazzapegolo.blogspot.com/2012/03/primarie-di-coalizione-del-centro.html
Il confronto con gli altri candidati è ovviamente impietoso. La foto mi è stata scattata lo scorso settembre in occasione della Marcia per la Pace Perugia Assisi. Era una giornata particolarmente calda e afosa e dopo già oltre 10 km di marcia ero decisamente accaldato, stanco e sudato.
Ho interpretato quella scelta fotografica da parte del carlino come una evidente provocazione rappresentandomi con un'immagine denigrante della mia persona.
Ho protestato con la capocronista del carlino. Ci siamo scambiati un paio di email che non sono ovviamente servite a chiarire i miei dubbi.

D'altronde non posso pensare di essere un "personaggio pubblico", così come forse lo intende la capocronista, altolocato, reverenziato, stimato al punto da dover essere preventivamente interpellato. Era già successo da parte del Corriere Romagna! Tant'è!

In tutti i modi, leggendo quell'articolo, ho avuto l'impressione che il tentativo, oltre a quello di screditarmi, fosse anche quello di far passare le primarie del centrosinistra come una battaglia fra "primattori".
Ho ritenuto doveroso mandare una replica spiegando ancora una volta il mio punto di vista.

Torrenzieri: "Le primarie non sono uno scontro tra primattori"

La mia ingenuità è tale da credere veramente in quello che penso e speravo che anche gli altri candidati si esprimessero in quel senso. Ma ovviamente ... silenzio stampa. Silenzio che continuerà anche nei giorni successivi. Forse perché stavano "affilando le armi" per lo scontro finale "all'arma bianca" con me.

Poi la Lega nord fa il colpaccio.
Francesca Metri “no”. La Lega Nord contraria ad un secondo mandato
Dopo che Francesca Metri, sindaco comunale "uscente", aveva dichiarato la sua disponibilità a ricandidarsi per il centro-destra, la Lega se ne esce con un secco divieto nei suoi confronti.

La capocronista del carlino torna sull'argomento di Francesca con un suo commento dal titolo:
Le domande dei cittadini
Mi è venuto spontaneo commentare ... «Il caso sollevato da questa mamma anonima è drammaticamente sintomatico di come i partiti si siano impossessati della politica e di come questa sia diventata pratica distante dai cittadini.  Il caso di Francesca Metri (a cui va sinceramente la mia solidarietà) è il sintomo, ma anche purtroppo la causa, della disaffezione verso la gestione della cosa pubblica. Il giudizio sulla sua gestione amministrativa, in condizioni di democrazia vera, dovrebbe essere lasciato ai cittadini e non alle segreterie dei partiti.»

A tutt'oggi credo di essere stato l'unico da averlo fatto! Chissà poi perché gli "esponenti politici" del centro-sinistra continuano a mantenere questo silenzio stampa e questo profilo così basso? Possibile che siano solo interessati al loro tornaconto elettorale? La persona non vale di più di ogni altro interesse materiale? Capisco che se il centro-destra dimostra debolezza se ne avvantaggia l'avversario del centro-sinistra ... ma questo è solo cinismo e neanche tanto strategia politica!

La pensiamo diversamente! Tanto diversamente che quando compare un'altro commento della capocronista del carlino dal titolo L'arte del civismo evito di mandare un mio commento ulteriore ma almeno "clicco" sul "mi piace" di un post di un lettore (che si firma Fede). «Io licenzierei i politici. I cittadini sono stanchi di rappresentanti della politica fuori dalla realtà! Non c'è bisogno di tirar fuori sempre e solo gli interessi personali, la cosa grave e' che prima di tutto non c'è da parte loro l'interesse pubblico, la vera missione della politica. Oggi si cercano i "civici" perché hanno senso pratico, sono orientati alla risoluzione dei problemi con la massima velocità! E soprattutto non hanno condizionamenti..... ma questo per i partiti e' troppo! Castrocaro e' l'esempio che l'interesse pubblico e' secondario rispetto a quello della politica. Una gran tristezza»

E' curioso, mi dico, i commenti della capocronista del carlino mi piacciono anche! Cavolo!!! Scrive delle cose assolutamente condivisibili e facilmente comprensibili dalla gente comune! Chissà perché ha dimostrato tanto livore nei miei confronti?

Per tornare invece ai fatti e al loro sviluppo si arriva a venerdi (9 marzo). Siccome non ho ancora ricevuto la bozza del programma del centro sinistra la richiedo per e-mail di prima mattina. Finalmente me la invia William. Me la stampo, me la leggo. Ma trovo ben poco di nuovo da sottolineare o evidenziare. Anzi la sensazione è che sia una sorta di copia-incolla del lenzuolo di 5 anni fa emendato qui e la! Mi dico che sicuramente è colpa della mia incapacità di cogliere le sfumature o della mia diffidenza a rapportarmi con un testo prolisso (ben 8 pagine in formato A4), molto politichese, vago e poco concreto.

Venerdi sera alle 21,00 con il mio malloppo di 130 sottoscrizioni mi reco, per la seconda volta nella sede elettorale del centro sinistra.
Devo ammettere a me stesso che mi ripresentavo consapevole di dover sostenere una battaglia piuttosto vivace visto che il primo incontro con loro - il mercoledi sera in effetti era andata un po "così cosi" - si era risolto con molte, troppe domande e distinguo nei confronti dei cosiddetti cinque punti politici che avevo scritto e divulgato.

Ammetto anche che i cosiddetti cinque punti erano (sono) stati scritti con un linguaggio sintetico.
Lo spazio che mi ero concesso era un mezzo A4. Non potevo fare un romanzo come sto facendo ora!
Dovevo essere diretto così che la gente capisse che andavo al sodo senza troppi "mezzi termini". Son dell'idea che le cose sintetizzate siano più comprensibili e tali da poter essere sviscerate nel confronto dialettico, ampliate e poi condivise. La sintesi serve a fare "sottotitolo", a fare traccia di lavoro.
Ma mi ero sbagliato! Ho scoperto mio malgrado che se anche scrivi poco ... gli altri poi leggono ancora meno e si soffermano ben prima della fine della punteggiatura e pretendono di discutere (o meglio contestarti) solo le parti che fanno loro comodo (o scomodo).

E dire che alla mattina avevo rimandato una email a tutti i personaggi politici del tavolo della coalizione in cui "svisceravo", spiegando con riferimenti ed esempi anche normativi, le cose su cui ritenevo si potesse far leva per movimentare la scena politica locale.

E venerdi sera è andata esattamente come volevano loro che andasse.
Io non sono potuto entrare nel merito della loro bozza di programma perché per due ore non si è fatto altro che farmi l'esame e correggermi il compito.
In sostanza ogni punto è stato menomato di tutti quegli aggettivi o termini che facessero riferimento alla democrazia diretta, alle forme e ai metodi della partecipazione, alla bioedilizia da "premiare", al vantaggio economico per la comunità locale nella trattativa con il gestore delle terme ... così che l'esito finale risultava una banalizzazione di concetti privi di sostanza.

Mi sono sentito dire che sulla questione delle terme si deve "volare alto"! Si deve sorvolare? Evidentemente! Mi è stato spiegato che c'è una sorta di accordo con il gruppo di centro-destra che stabilisce di evitare di entrare nell'argomento durante la campagna elettorale! Per evitare speculazioni politiche.
Così che, nel caso il problema venisse fuori, si "volerà alto" facendo dichiarazioni di intenti sulla tenuta dell'occupazione, sulla tutela delle cure classiche, sulla esigenza di collaborare per ottenere un'indotto utile per il turismo ... per poi decidere quando si sarà in maggioranza! Mah! Io stento a capire!

Sulla questione della possibilità di consentire ai cittadini di approvare o bocciare (tramite referendum) qualsiasi delibera consigliare su temi importanti (e perché no anche su temi per così dire meno importanti?) significherebbe che gli amministratori pubblici si ridurrebbero a fare i servi esecutori!
Ho fatto notare che non a caso si chiamano "amministratori" (di beni e risorse - anche e soprattutto economiche - collettive) "pubblici" (quindi non privati- un Comune non è un'impresa che spende del suo, che investe e rischia di suo - abbiamo dimenticato fondi pubblici destinati all'ambiente e utilizzati per il festival? - abbiamo dimenticato i titoli di borsa trash?).

Lo ammetto faccio un'enorme fatica a capirli! Anche sul punto in cui propongo di investire in Cultura! Lo dico con più chiarezza! Non spettacoli di intrattenimento, festival musicali o pseudo tali, feste di piazza o simili! Intendo Cultura per favorire e incentivare azioni e interventi formativi per la nostra scuola pubblica (da noi si tratta poi di nido, materna, elementari e medie ... non tanto altro ... ma almeno queste!). Intendo far uscire dal margine sociale una biblioteca pubblica che sappia promuovere e stimolare la lettura e il confronto. Intendo rendere più popolare gli incontri con gli autori! Intendo un maggior attivismo museale! Intendo cose che rendano i nostri giovani concittadini più coscienti e responsabili del valore dei nostri beni storici e di conseguenza culturali! Valorizzare i beni architettonici non significa solo recuperare brani di mura della fortezza di Terra del Sole ma avere il coraggio di elaborare e realizzare un progetto di fruizione delle stesse. Non è sufficiente restaurare, e basta, il Palazzo Pretorio ma progettarne un'uso confacente! La stessa questione investe il tema del vivere bene nei centri storici e non nel consideralo solo un'appendice urbana con gravi deficienze! Ci vuole del tempo? Bene e quando incominciamo a fermare l'emorragia culturale?

Mi sono anche sentito dire che gli elettori (ma non sono tutti i giorni i nostri concittadini?), attraverso la democrazia rappresentativa danno un mandato gestionale agli "eletti" (senza aureola o corona) i quali gestiscono poi la macchina comunale. Ma la costituzione non dice che i politici smettono di essere "rappresentanti" di qualcuno (i partiti) e diventano i delegati di tutti i cittadini?

Infine ho chiesto quale fosse il criterio di proporzionalità per la formazione della lista dei candidati alle elezioni comunali.
Ho portato come esempio il caso in cui alle elezioni primarie, per assurdo fossi arrivato secondo, magari con un solo voto di preferenza in meno rispetto al "candidato vincente".
Mi è stato risposto che il vincitore alle primarie ha la facoltà di nominare due candidati di lista a sua discrezione perché gli altri otto sono riservati e ripartiti fra i quattro partiti della coalizione.
Allora ho rifatto la stessa domanda. La risposta è stata: niente e nessuno, né per il candidato perdente né altri perché i posti in lista sono già attribuiti ai partiti!

E dire che questa mattina sul carlino ho letto che io non avrei accettato le regole di una sorta di codice deontologico! Ma chi l'ha visto questo codice? E poi che deontologia è mai questa?

Ho preso atto dell'equa distinzione che intercorre nel centro sinistra fra idee e consenso e dell'iniqua spartizione fra iscritti ai partiti e cittadini indipendenti!
Mi sono dichiarato estraneo ad una logica del genere! Me ne sono andato senza neanche farmi sbattere la porta in faccia o buttare fuori a calci in culo! In questo sono stati democratici!
Andandomene, un po stizzito ho detto "che vinca il migliore" e loro hanno scritto "pervinca il maglione".

PRIMARIE DI COALIZIONE DEL CENTRO SINISTRA - CANDIDATI APERTI AL CONFRONTO


Al fine di evitare fraintendimenti nell’opinione pubblica da informazioni di stampa parziali o riassuntive è necessario chiarire che le primarie della coalizione di centro sinistra non sono uno scontro fra “primattori” a caccia di prestigio personale ma l’occasione civile e democratica per un confronto pubblico costruttivo, alla luce del sole, aperto a tutti i cittadini nell’interesse e per l’interesse collettivo.

I candidati alle elezioni primarie stanno mettendo in gioco la loro "passione politica", l'amore per la propria comunità locale e le competenze ed esperienze, poche o molte che siano, per contribuire a delineare una serie di temi su interessi e problematiche comuni che saranno completati dalle istanze e dalle esigenze reali dei cittadini.

La partecipazione di più candidati di coalizione e il metodo delle primarie pubbliche sono garanzia di pluralismo politico, libertà di espressione, moltiplicità di idee e varietà di visioni che diversamente sarebbe sacrificate da interessi e indirizzi scelti e selezionati al chiuso delle segreterie dei partiti.

Il complesso delle proposte dei vari candidati sono il terreno fertile su cui costruire un progetto politico articolato e puntuale più rispondente alle reali esigenze della comunità locale.

Orientamenti politici diversi ma convergenti sull’obiettivo comune di far valere le istanze progressiste del centro sinistra sono una ricchezza dialettica utile a tutti i cittadini del nostro Comune.

L’indipendenza da posizioni preconcette è ulteriore segno di apertura al nuovo modo di intendere e fare politica attiva e partecipata dal basso.

Questi sono i presupposti sui quali Torrenzieri Claudio ha fondato la sua motivazione a partecipare alle primarie di coalizione del centro sinistra per il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole convinto che la sua presenza possa stimolare un’elettorato che negli ultimi tempi si è defilato dalla politica locale per disattenzione o disaffezione verso forme politiche dettate dall’alto da formazioni partitiche sempre più distanti dalla gente comune.

Porsi l’obiettivo di spingere i partiti della coalizione a guardare oltre il proprio steccato è lo scopo che Torrenzieri vuole perseguire sollecitando un cambiamento politico che è atteso da tempo e che deve oggi invece essere favorito.

Torrenzieri si augura inoltre che il tempo che intercorrerà per la data prevista per lo svolgimento delle elezioni primarie (25 marzo) della coalizione di centro sinistra non sia l’escamotage per i partiti a far quadrato sui propri candidati di bandiera chiudendosi in se stessi così da perdere il senso generale del confronto e della costruzione di un progetto di politica veramente partecipata e attiva.

SEGUE IN PERVINCA IL MAGLIONE