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FORLÌ: CAPRIOLO TRAVOLTO E FERITO, L’AUTOMOBILISTA SCAPPA 14/10/2014

FORLÌ: CAPRIOLO TRAVOLTO E FERITO, L’AUTOMOBILISTA SCAPPA

14/10/2014 - da mysocialpet.it

Un’auto ha investito un capriolo sulla via del Partigiano a Forlì: l’animale è rimasto ferito sanguinante in mezzo alla strada.
 
Secondo quanto riporta Romagna Noi, l’altra sera attorno alle 19.30 in tanti hanno visto questa scena proprio a poca distanza dall’autovelox sul rettilineo che precede il bosco della Siba.
 
Il capriolo inoltre era diventato un ostacolo pericoloso per le auto, che non rompevano fila anche per il rientro dalla sagra di Portico.
 
Claudio Torrenzieri di Castrocaro si è fermato per segnalare il pericolo, munito anche di una torcia perché iniziava a fare buio.
Nel frattempo ha chiamato il 112.
 
“Ho notato - racconta Torrenzieri - un’auto ferma sulla destra con le frecce accese, ho rallentato e ho visto che c’era un capriolo ferito e tutt’intorno una distesa di vetri rotti oltre a vistose macchie di sangue. Ho telefonato agli ‘Amici degli animali’ per soccorrere il capriolo. Poi ho chiamato il 112, qualificandomi come Guardie Ecologiche Volontarie”.
 
Intanto solo un altro automobilista si è fermato, gli altri hanno tirato diritto.
“In due - dice Torrenzieri - siamo riusciti a spostare il capriolo sul bordo strada e adagiarlo nell’erba".
 
Non era morto, ansimava vistosamente e non si muoveva, forse aveva subito dei danni seri alle gambe e forse anche al torace.
Aveva il muso molto insanguinato. Si è fatto spostare senza opporre resistenza.
 
"Siamo così riusciti a liberare la strada. Il traffico era molto elevato per il rientro serale dalla sagra dei prodotti del sottobosco di Portico.
Poi finalmente è sopraggiunta una pattuglia dei carabinieri e una volta fornite le mie generalità e concordato il testo del verbale, loro sono rimasti ad attendere gli ‘Amici degli animali’ per il trasporto nel centro di recupero ed io sono ripartito verso casa”.
 
Ora i carabinieri stanno cercando l’automobilista che sicuramente deve avere avuto dei danni, ma che certamente non doveva andare via: soccorrere un animale ferito è d'obbligo per legge.
 
L'automobilista potrebbe rischiare persino di essere denunciato per maltrattamento di animali, per aver lasciato l'animale agonizzante in quelle condizioni.
 
Foto e Fonte: Romagna Noi

C'È UN'ARIA


























Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste filmate ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.
E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro, o se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero che chiamano giornali.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria.

E ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti "sembrerebbe", si vocifera, si dice
con titoli d'effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria.

Lasciateci aprire le finestre
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare
l'insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.
In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un'idea fra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche e i tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria

E c'è un gusto morboso nel mestiere di informare
uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come films gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria

Lasciateci almeno l'ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente
chi ama troppo l'informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione
Gli inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani e inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire
di bambini denutriti, così ben fotografati
messi in posa per morire.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria

Sarà una coincidenza o forse opportunismo
intervenire se conviene forse è una regola
del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone!
lo sapevate da sempre ma siete stati belli zitti

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria

Lasciateci col gusto dell'assenza
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.
Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi, direi che è come un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere per una lavastoviglie.

C'è un'aria, un'aria, ma un aria

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo o anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.


C'è un'aria, un'aria, ma un'aria

c'è un'aria, un'aria, ma un'aria

c'è un'aria, un'aria, ma un'aria

che manca, che manca, che manca l'aria

Giorgio Gaber, da “Io come persona” 1993/94

IL VERO STEFANO PELLONI DETTO IL PASSATORE

Qui a destra l'immagine del Passatore, brigante romagnolo della metà dell'800, adottato nel 1962 dal Consorzio "Ente Tutela Vini Romagnoli" come marchio che contraddistingue i vini di Romagna meglio conosciuti come i "Vini del Passatore" e da allora iconografia "ufficiale" del pensiero e del carattere dei romagnoli.

Sotto invece il vero ritratto, dell'epoca, di Stefano Pelloni disegnato a penna dal prof. Stefano Gordini di Russi e conservato al Museo del Risorgimento di Faenza.

Una bella differenza! non vi pare?

Un bandito messo fuorilegge per le sue scorribande criminali che viene ritratto come un classico damerino di fine ottocento, sbarbato e ben vestito con capello a tesa sulle ventitré, sciarpa, fazzoletto al collo, corpetto e giaccone di lana grezza, pantaloni a gamba stretta e scarpe a punta di vernice che imbraccia una doppietta.

Le sue azioni criminali e quelle della sua banda, sbandierate ai quattro venti dagli sgherri che lo rincorrono per tutta la Romagna, lo rendono popolare fra la gente più umile, più povera e sottomessa al regime papale e, dopo i fatti di Forlimpopoli (1850) la sua fama si diffonde ben oltre i confini locali grazie alla pubblicazione di una zirudella che diventa traccia e motivo per i tanti cantastorie che ne diffonderanno le gesta nelle fiere e nelle piazze del Paese.

Dopo solo un decennio dalla sua uccisione (1851) l'editore Salani di Firenze pubblica per la prima volta un racconto storico che avrà ampia fortuna e tante riedizioni.

Pascoli consegna alla memoria popolare le gesta di Stefano Pelloni, re della strada e della foresta, attribuendogli addirittura l'appellativo di "Passator cortese".

Purtroppo però l'immagine folkloritstica prevalente ha assunto caratteri fisionomici tipici di un brigante meridionale così come ce lo rappresentarono fra la fine dell'800 e i primi del '900 la letteratura popolare di genere.

Non è forse giunto il momento di rendere giustizia, almeno iconografica, al nostro mito per eccellenza?

STORIA DELL'ANTROPOLOGIA CULTURALE


E' doveroso anche dedicare un'angolo alla Cultura con la Ci maiuscola.
Apriamo questo spazio con un articolo sulla STORIA DELL'ANTROPOLOGIA CULTURALE scritto da quella fervida mente che è stata la D.ssa CECILIA GATTO TROCCHI, scomparsa improvvisamente e prematuramente il 12 luglio del 2005 ... BUONA LETTURA

N.B. PER LEGGERE L'ARTICOLO BISOGNA CLICCARE SUL TITOLO CHE TI MANDA DIRETTAMENTE SUL SITO http://www.homolaicus.com/ DOVE E' PUBBLICATO
P.S. IL PRESENTE BLOG "GENIUS LOCI" NON HA NIENTE IN COMUNE CON IL SITO DI CUI SOPRA