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luneri di smembar 2008 |


Cari smembri, sono instizzito Anzi peggio! sono arrabbiato!
Perché tutti i giorno che passano Si allarga, ed anche molto,
Quel burrone che si è scavato Tra Palazzo e Società
Gli Smembar, sono una compagnia di spiantati, nullafacenti, nullatenenti, qui da i bus intal ganasc (quelli dai buchi nei ginocchi), devoti al San Giovese, dal viso scavato dalla miseria e dalla povertà, in cui per certi versi bene si identificavano i poveri mezzadri e abitanti di villa a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Nel 1911 Carlo Piancastelli, nel suo saggio di bibliografia romagnola, "pronostici e almanacchi" a proposito del Luneri di Smembar scrive ... è il più antico e diffuso di tutti, così ne è anche il più importante, giacchè con esso possediamo non più solo dei frammenti di psicologia popolare, ma un completo documento quale indice dei sentimenti pubblici più vivaci e caratteristici della piccola borghesia e degli operai ...
Il Luneri di Smembar nacque la notte di S. Silvestro del 1844 durante una riunione di artisti che erano riuniti nell’Osteria di Marianàza a Faenza per festeggiare l’anno nuovo, in modo modesto, come era costume a quei tempi.
Al termine della serata, mancavano i quattrini per pagare l’oste, allora uno della combriccola (l’artista e scenografo Romolo Liverani) si fece portare un foglio di carta e su di esso disegnò un uomo dal vestito a brandelli a cavalcioni di un magro ronzino seguito da altri personaggi anch’essi malmessi: era il generale degli Smembri che si dirigeva verso la Locanda della Miseria.
Poi il Liverani, assieme ai suoi amici, scrisse sul foglio un «Discorso generale» nel quale faceva profezie e pronostici sulle stagioni e sugli avvenimenti politici. Finito il lavoro, gli artisti consegnarono il foglio all’oste esclamando: «Prendi, sarà la tua fortuna». Ed è stata davvero un’impresa fortunata la pubblicazione di questo Lunario; iniziatosi nel 1845 col nome di Lunario Faentino e proseguito poi dal 1847 col nome attuale di Lunêri di Smémbar ora il popolarissimo Lunario stampa oltre 100.000 di copie distribuite in tutta la Romagna. Ogni romagnolo lo affigge in casa o nella bottega dove lavora.
Purtroppo i primi numeri sono ormai rarissimi, e i collezionisti che ambiscono di averli, pagano cifre da capogiro quelle annate ormai introvabili.
Dal 1989 il lunario, sempre nella sua veste grafica tradizionale, è passato dal bianco e nero al colore.
Cosa significa la parola «Smémbar»?
Chiediamolo ai nostri vocabolari e alla Redazione de Lunêri:
- Vocabolario Romagnolo-Italiano del Morri - 1841
Smémbar = voce inesistente.
(Questo vuol dire che la parola Smémbar fu creata appositamente per il lunario la notte del 1844)
Nell’edizione del 1863, dello stesso Morri, troviamo:
Smémbar = Gretto, Tritone, Galuppo, Sbricio, Gnudo bruco. Essar dla cumpagnèja di Smémbar, essere entrato nel numero degli imbrogliati. Fêr un quël a la Smémbar, far checchessia a miseria.
- Vocabolario Romagnolo-Italiano del Mattioli - 1879
Smémbar = vedi Sbràndël.
Sbràndël = Cencioso, vestito di abiti logori e laceri.
- Vocabolario Romagnolo-Italiano di Ercolani - 1971
Smémbar = Povero diavolo. Per via del «Lunêri di Smémbar», «smémbar» è diventato sinonimo di ubriacone, poiché i personaggi di quel lunario sono poveri diavoli sempre alle prese con fiaschi e damigiane di vino.
- Redazione de Lunêri di Smémbar
Per noi «smémbar» vuol dire che i fondatori del lunario, anziché essere un gruppo di «membri», si definirono «smembri» viste le precarie condizioni nelle quali si trovavano.