La libertà dei servi

dal blog di Luca Boschi ... 11 ANNI DI GOOGLE E L'ITALIA VISTA DALLA PRINCETON UNIVERSITY

La libertà dei servi di Maurizio Viroli

L’Italia è un paese con libere istituzioni ma gli Italiani sono servi.
Ha libere istituzioni perché le regole democratiche e le libertà civili sono, con poche eccezioni, rispettate.
Gli italiani non sono liberi perché mancano, in generale, delle fondamentali qualità proprie di liberi cittadini: il rispetto delle leggi e della Costituzione, la volontà e la capacità di assolvere i doveri civici.
Il vero segno distintivo del potere è oggi mostrare disprezzo per le responsabilità e per le norme. L’Italia appare, a chi la guarda dall’esterno, una grande corte, con un nuovo tipo di principe al centro.

Nei secoli gli italiani hanno creato forme di governo e modi di agire politico che non avevano precedenti. Gli esempi più chiari sono le libere repubbliche della prima età moderna e il fascismo.

Le prime furono esempi di libertà, con tutti i loro limiti; il secondo un esempio di dominio totalitario, ma le une e l’altro furono creazioni originali.
L’Italia dei nostri tempi è un’altra creazione politica originale.
Nella storia ci sono stati e ci sono molti casi di cattivo governo, nel senso di governanti che fanno il proprio interesse anziché curare il bene comune e violano i fondamentali diritti di libertà dei cittadini.

Ci sono stati e ci sono anche casi di istituzioni oppressive e di popoli liberi, ovvero popoli oppressi da governi corrotti che hanno invece conservato lo spirito libero.
L’esempio che non si era ancora visto è quello di un popolo non libero con libere istituzioni: un paese democratico dove i cittadini sono diventati, con eccezioni, s’intende, una moltitudine di cortigiani anche se i governanti non hanno fatto nulla per violare le regole democratiche e i diritti civili.
Come si può capire tutto questo?

Per quanto possa sembrare strano, visto che il creatore del nuovo sistema politico italiano si proclama alfiere della libertà, il problema italiano è un problema di libertà, l’Italia non è un paese libero.

Per capire quest’affermazione bisogna intendere bene che cosa vuol dire libertà politica. La concezione prevalente, quella propugnata e diffusa dai governanti, afferma che noi siamo liberi nella misura che non siamo oppressi, ovvero fin quando nessuno ci impedisce di fare quello che vogliamo e possiamo fare, e nessuno ci impedisce di esercitare i nostri fondamentali diritti. La mancanza di libertà, sempre nella concezione oggi dominante, è la conseguenza di azioni, di quello che fa o non fa chi governa e in generale chi ha potere.

A proposito di questa concezione della libertà è bene sapere che il primo pensatore politico che l’ha teorizzata era Thomas Hobbes, un sostenitore della monarchia assoluta che non accettava neppure la distinzione fra monarchia e tirannide. Ed è bene soprattutto sapere che il capitolo della sua opera Leviatano in cui la spiega si intitola La libertà dei sudditi.
Non dovrebbe fare riflettere il fatto che l’idea di libertà che oggi domina in Italia è la libertà dei sudditi, non quella dei cittadini?

Qual è invece la libertà dei cittadini?

La risposta è facile visto che gli scrittori politici repubblicani che amavano la libertà hanno nei secoli ripetuto sempre il medesimo concetto: essere liberi non vuol dire avere un buon padrone; essere liberi vuol dire non avere un padrone.

Vuol dire non essere dominati da nessun uomo o da nessun gruppo di uomini, cioè vuol dire non essere sottoposti ad alcun potere arbitrario o enorme che può fare quello che vuole: violare le leggi o fare leggi per i propri comodi. Anche se il potere arbitrario o enorme di un uomo si è affermato con mezzi democratici, la semplice esistenza di tale potere rende non liberi, ma servi.

Esiste in Italia un potere enorme che ha prodotto gli effetti tipici di un sistema di dominio?

Mentre sarebbe sbagliato sostenere che esiste in Italia un potere capace di controllare interamente lo Stato e la vita degli Italiani, si può invece affermare che esiste un potere enorme, di grandezza ed estensione sconosciute in qualsiasi altro stato liberale o democratico del passato o del nostro tempo, e che l’esistenza di tale potere ha già creato un popolo servo che si crede libero, un popolo che ha appunto la libertà dei servi.

Il capo del governo detiene un patrimonio personale che nessun altro leader di paesi democratici ha mai neppure sognato di possedere; controlla direttamente o indirettamente un impero mediatico, fatto anche questo che non ha precedenti storici; ha ai suoi ordini un partito, che egli stesso ha creato come ramificazione delle sue imprese, composto di uomini e donne che dipendono da lui per il loro status, i loro privilegi e la loro ricchezza (o parte della loro ricchezza).

La semplice presenza di un simile potere distrugge la libertà dei cittadini.
Li trasforma in persone con la mentalità servile e in cortigiani: cieca devozione agli uomini potenti, disponibilità alla menzogna, ossessione per le apparenze esteriori, simulazione, atteggiamenti buffoneschi, mancanza di rettitudine e di coraggio, acquiescenza, docilità, attitudine all’inganno e arroganza, quest’ultima particolarmente visibile nella classe politica ma anche nella vita ordinaria.

A questi caratteri propri di una società dominata da un potere enorme si aggiunge un altro tipico segno della società di corte, ovvero la presenza a palazzo delle cortigiane per soddisfare le brame del principe e perfino per servire in politici maneggi.

Il potere del denaro di comprare "amici", il potere dei media di persuadere, e perfino il discusso carisma del capo del governo non spiegano tuttavia la nascita del sistema di potere.
Bisogna tenere presente la secolare propensità degli italiani ad essere servi felici e cortigiani.

Già i Medici, nel XVI secolo, sapevano che gli italiani erano lieti di vivere alle dipendenze di un principe. Arlecchino, la tipica maschera nazionale, è servo, ma è felice, e riesce, con l’astuzia, a fare più o meno quel che vuole. Per questa ragione i nostri migliori pensatori politici hanno sempre sottolineato che il problema della libertà in Italia è sempre stato un problema in primo luogo morale.

Carlo Rosselli, in Socialismo liberale scriveva che problema italiano è ancora oggi [1928] il medesimo, vale a dire un problema di libertà, ma problema di libertà “nel suo significato integrale”, cioè “di autonomia spirituale, di emancipazione della coscienza”.

E aggiungeva che è ”triste cosa a dirsi, ma non per questo meno vera, che in Italia l’educazione dell’uomo, la formazione della cellula morale base – l’individuo -, è ancora in gran parte da fare.
Difetta nei più, per miseria, indifferenza, secolare rinuncia, il senso geloso e profondo dell’autonomia e della responsabilità. Un servaggio di secoli fa sí che l’italiano medio oscilli oggi ancora tra l’abito servile e la rivolta anarchica. Il concetto della vita come lotta e missione, la nozione della libertà come dovere morale, la consapevolezza dei limiti propri ed altrui, difettano”.

E invece l’Italia è forse il solo paese democratico in cui chiunque abbia l’ardire di parlare di integrità e di rettitudine viene bollato come un moralista e ridicolizzato, forse proprio perché solo i moralisti hanno capito davvero la natura del dominio che crea servi contenti.

Piazza bella piazza ... alla ricerca di un centro di gravità permanete

Castrocaro e Terra del Sole sono due località dello stesso Comune che da qualche decennio sono costantemente alla ricerca di "un centro di gravità permanente".
Ovvero mancano di una Piazza che sia degna di tale ruolo!
La Piazza o Agorà è uno dei luoghi più importanti all'interno del percorso urbano di una comunità è il luogo di incontro e scambio socio-culturale dei cittadini, centro di scambi economici e di rapporti sociali!
Il luogo per eccellenza deputato ad ospitare tutte le manifestazioni della vita cittadina, dalle feste civili a quelle religiose, ai mercati ma anche teatro all'aperto, spazio per lo svago.
La piazza è l'invenzione urbanistica della democrazia, il luogo della socialità e del dialogo tra diverse generazioni e popolazioni, sede delle assemblee cittadine e dei dibattiti politici.
Negli ultimi decenni in questo Comune le piazze sono divenute parcheggi e i parcheggi piazze!

Partiamo da Terra del Sole che vanta una piazza di impronta rinascimentale!

Uno spazio urbano pianificato.
Una "piazza d'armi" posta al centro della città-fortezza.
Un "centro di gravità permanente" su cui si affacciano gli edifici del potere e in cui si svolge per secoli tutta la vita cittadina.
Luogo emblematico e luogo fisico!
Spazio reale di centralità e di equilibrio urbanistico e sociale!
Oggi diventato il luogo di sosta temporanea per le automobili di avventori temporanei dei pochi pubblici esercizi che vi si affacciano o che vi gravitano nelle sue vicinanze!

Si dice che questo sia il prezzo da pagare alla modernità e ai cittadini, residenti o ospiti, non resta che prenderne atto e accontentarsi!

D'altronde ormai la socialità si svolge nel chiuso delle proprie abitazioni seduti e in silenzio davanti a un televisore o nel migliore dei casi sulla piazza virtuale del web.

















(continua)

NARCOTEST ANCHE X BERLUSCONI ? MAGARI !

NARCOTEST: VIALE, ANCHE BERLUSCONI DEVE SOTTOPORSI

13/11/2009 - 13.13 (IRIS) - ROMA, 13 NOV - "Mi stupisce che l'Onorevole Silvio Berlusconi non abbia ancora seguito l'esempio di alcuni parlamentari della sua maggioranza che hanno proposto e prontamente eseguito il test sulle droghe" Silvi Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, al congresso dei Radicali, sollecita il Presidente del Consiglio a sottoporsi al narcotest. "Nei mesi scorsi si è molto parlato delle relazioni sessuali estemporanee del nostro Presidente, con polemiche su prostituzione e altro, ma si è un po' glissato sulla presunta presenza di cocaina alle sue feste" aggiunge Viale. "A differenza del caso di Marrazzo, quando si parlo di cocaina nelle feste di Berlusconi nessuno propose il test per i parlamentari, ma mi sorprende che Berlusconi non abbia ritenuto di doverlo fare o almeno di commentarlo. Non vorrei che Gasparri, Alemanno & Co. avessero erroneamente pensato che la chioma di Berlusconi non fosse idonea al test, dimenticandosi della prorompente virilità del nostro Presidente a cui dovrebbe corrispondere una foresta pilifera adeguata" conclude.

In effetti leggendo questi articoli qualche dubbio che il legame "Berlusconi-Tarantini- escort-cocaina" possa esserci ...

L’estate di Tarantini :
«Droga e affari nella mia villa»

I verbali: in Sardegna con cocaina nella cassaforte


Tarantini: ecco il mio sistema
Escort e droga, tutto in 5 interrogatori


Tarantini: il premier e quelle 30 ragazze Diciotto serate e 1000 euro a chi restava


Ecco i verbali di Tarantini
"Mille euro a chi restava la notte"


Tarantini: così fornivo escort a Berlusconi
Rimborsi spese o 1000 euro a prestazione


Escort e cocaina: arrestato l’imprenditore Tarantini


Inchiesta Tarantini I pm accelerano su escort e droga


Tarantini: Ho procurato 30 ragazze per Berlusconi






Il problema è che in Italia, sfortunatamente, è pieno di italiani.

Il problema è che «... In Italia, sfortunatamente, è pieno di italiani.
Il cittadino italiano si è evoluto in questi anni.
Lo ha fatto nel senso letterale del termine, ovvero si è “adattato” all’habitat che lo circondava.
Ha capito che per sopravvivere deve adattarsi ad un sistema fatto di raccomandazioni e scambio di favori, di nepotismo, mazzette e ricatti.
Che per salire qualche gradino della scala sociale deve affinare l’italianissima arte della prevaricazione, della furberia, dell’egoismo.
Che deve imparare a curare minuziosamente i propri particolarissimi interessi, dimenticando la comunità.
Che per avanzare in carriera deve ingraziarsi il proprio superiore ridendo ad ogni sua battuta (quando basta).
Ha capito che non conta chi sei, ma chi conosci.

In qualche caso questa metamorfosi, questa mutazione, è avvenuta inconsciamente, altre volte scientemente.
Ogni italiano ha in se il gene modificato.
Ognuno di noi ce l’ha.
E se ci facciamo un attento esame di coscienza, onesto, ce ne renderemo conto.
Alcuni cercano di soffocarlo autosomministrandosi cultura e informazione critica in dosi massicce, recitando mantra a base di senso civico, onestà intellettuale, etica e moralità.
Ma non è facile, solo pochi riescono a debellarlo.
In genere si emigra.
L’aria di Paesi più civili pare che aiuti a neutralizzare l’azione devastante del gene mutante.
Davanti a questa mutazione così profonda come si può sperare che una persona qualunque, un non politico per intenderci, che parla di merito, di laicità, di bioetica, di energie rinnovabili e risparmio energetico, di flessibilità protetta, di formazione continua, di diritti di donne, omosessuali, immigrati, di rispetto delle libertà individuali, di democrazia partecipativa, di centralità dei circoli e della base nella vita di un partito, di informatizzazione per un più diretto e rapido coinvolgimento di tesserati e non, possa avere qualche speranza di vittoria.
Come si può pensare che abbia anche una sola possibilità se si considera che quando parla di questi temi non lo fa in modo fumoso, generico, di principio, ma lo fa in modo puntuale, dettagliato, preparato, con risposte asciutte, chiare, nette.
Con proposte concrete pure. .. »

Ah scusate ... il testo non è farina del mio sacco (è di un certo Massimo Marini) e si riferisce a Ignazio Marino candidato alla segreteria del PD ... (Ecco perché Marino non diventerà segretario del PD)

IL PONTE SULLO STRETTO

Oggi, sabato 5 settembre 2009, dopo la "sperimentazione" d'agosto dell'isola pedonale castrocarese, il presidente della Pro loco termale ha distribuito un "numero unico" de "il Campanone", riesumazione del campanilistico antiseniano di inizio Novecento, nel quale lo stesso presidente firma un'articolata proposta urbanistica finalizzata a creare permanentemente un'isola pedonale nell'area compresa fra l'ingresso delle terme e la Chiesa parrocchiale, per la quale prevede la realizzazione di una nuova viabilità con tanto di costruzione di un terzo ponte di attraversamento sul fiume Montone. (clicca sulla mappa per vedere in dettaglio grafico la proposta e i punti critici)
Quando si dice che la fantasia non ha limiti e che le idee non hanno il copyright e, come le bugie, hanno le gambe corte o il naso lungo!
Fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni novanta del Novecento, il Comune di Castrocaro e Terra del Sole, sperimentò, negativamente, la prima amministrazione di centro-sinistra con una infausta coalizione PCI-DC (miseramente commissariata dopo appena due anni).
Nel programma elettorale della DC erano presenti due proposte progettuali assolutamente ridondanti e impraticabili sia in termini tecnici che economici: una viabilità di attraversamento del centro storico castrocarese tramite una galleria sotto la fortezza e la costruzione di un terzo ponte carrabile accessibile dal Viale Marconi difronte al Cimitero con sbocco sulla circonvallazione.
Due proposte inattuabili, si è detto, sia per motivi tecnici che economici ma anche decisamente politici!
Tralasciando le motivazioni tecniche contrarie al tunnel (comprensibili e ovvie) ricordiamo solo quelle relative alla costruzione di un terzo ponte sul fiume Montone.
La soluzione prospettata (ripresa in tutto e per tutto nella attuale ri-proposta) si prefiggeva di liberare l'area a ridosso del plesso termale dal passaggio di auto e mezzi pesanti, in particolare camion e trattori per il trasporto sia dei prodotti agricoli che di quelli artigianali.
La soluzione infatti non teneva conto che a monte di Castrocaro si svolge un'intensa attività agricola (seconda voce nell'economia locale) che necessita di raggiungere sia la pesa pubblica sia il Consorzio agrario posti in prossimità della Porta Fiorentina di Terra del Sole.
Così come non considerava le tante attività artigianali (piccole e grandi) insediate proprio dentro al tessuto urbano dei due centri principali.
Fra l'altro, per sopperire all'attraversamento dei centri abitati ai mezzi in transito, il territorio comunale da oltre 30 anni è dotato di una circonvallazione scorrevole e agevole posta sul lato destro del fiume Montone.
Negli anni recenti il Comune si è anche dotato di un piano della viabilità che è stato redatto sulla base di un'indagine accurata sul reale traffico automobilistico e che non ha prodotto soluzioni particolarmente significative se non quello di riconfermare un progetto "sulla carta" già dalla fine degli anni Novanta, ovvero di una nuova viabilità da realizzarsi "a monte" di Terra del Sole.
Infine, il Piano Strutturale Comunale di recente approvazione, in merito alla viabilità cap. (3.1 Il sistema delle infrastrutture della Relazione - clicca sulla mappa) riconferma rispetto al Piano Regolatore vigente, un intervento strategico che riguarda la realizzazione di un asse viario che, passando a monte della fortezza di Terra del Sole, bypassi questo centro storico oltre, parzialmente, all’abitato di Castrocaro Terme rendendo possibile ipotizzare un utilizzo della viabilità attuale di attraversamento dei due centri di Castrocaro Terme e di Terra del Sole per un traffico molto limitato ed a servizio delle strutture ricettive e pubbliche per lo più pedonalmente.
Questo consentirà anche di poter progettare interventi di arredo urbano che possano qualificare il centro abitato ed interessare ed attirare, per una permanenza più prolungata, turisti provenienti anche dai Comuni vicini per dare maggior peso al comparto turistico che deve di più essere valorizzato non dimenticando che Castrocaro Terme e Terra del Sole presentano due centri storici contigui, uno rinascimentale ed uno medievale, quale aggregazione forse unica nella nostra Regione.
Sono stati previsti, nel P.S.C., due interventi viari di collegamento con la S.S. n.67: il primo verso Forlì ed in vicinanza del centro storico di Terra del Sole e in adiacenza dell’attuale via Ladino, al fine di rendere più facilmente raggiungibile pedonalmente tale centro a chi utilizzerà spazi di parcheggio ipotizzabili in vicinanza della S.S. n.67; il secondo nella zona della Sorgara, nella parte sud – ovest del territorio urbanizzato verso Dovadola, per collegare direttamente alla S.S. n.67 la viabilità a servizio di zone agricole per evitare l’attraversamento delle strette vie della zona da parte di mezzi agricoli più lenti ed ingombranti rispetto ad altri mezzi di locomozione. Per tali interventi la priorità attribuita dall’Amministrazione Comunale è media mentre lo stanziamento è da reperire ed il progetto è da redigere. (...)
Lo stesso Piano Triennale prevede altri interventi importanti sulla viabilità con creazione di una zona pedonale a Terra del Sole con opere di arredo urbano nella piazza d’Armi, la realizzazione di un asse viario di collegamento a via Matteotti, per decongestionare via Conti con istituzione del senso unico d’ingresso in via Conti dalla S.S. n.67 e conseguente riordino delle relative intersezioni.
Nell'articolo di Elio Caruso (il presidente della pro loco castrocarese) dell'attuale numero unico de "il Campanone" si legge che la proposta progettuale di isola pedonale e conseguente nuova viabilità è condivisa anche dalla maggioranza comunale!
Le considerazioni che Caruso avanza a giustificazione della proposta, non potendo avvalersi di nessun elemento tecnico ed economico, sono pertanto da considerarsi meramente politiche e come tali dovranno essere motivo di discussione e confronto tanto più che sono appunto condivise anche dall'attuale amministrazione comunale!
Non si capisce fra l'altro da quali presupposti nasca una tale provocazione visto che la sperimentazione attuata nel mese di agosto dell'isola pedonale del sabato sera non sembra abbia minimamente incrementato l'attrattiva turistica della cittadina termale che non riesce a emergere rispetto al recente passato!

ALDROVANDI, MERCURIALI, BIANZINO, ALES, ... E POI ANCORA ... ???

ALDROVANDI, MERCURIALI, BIANZINO, ALES, OLTRE AD ALTRI, TANTI, TROPPI, COMUNQUE VITTIME DI UN SISTEMA CHE HA ABBANDONATO IL SENSO CIVICO PER RISOLVERE TUTTO CON LA REPRESSIONE

la vicenda??? qualcosa di simile a quella di Alberto Mercuriali ... i pesci piccoli fanno grandi gli squali
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1243/

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03852

Ministero destinatario:

* MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/07/2009

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03852
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 29 luglio 2009, seduta n.211

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, la notte del 27 luglio 2009, nella casa circondariale di Rovereto (Trento), si è tolto la vita, impiccandosi con le lenzuola, Stefano Frapporti, un artigiano trentino di 50 anni, persona arrestata il giorno prima e ubicata nel reparto osservazione del predetto istituto di pena;

Stefano Frapporti, individuo privo di una mano persa durante un brutto incidente sul lavoro, è stato fermato dai carabinieri mentre andava in bicicletta; sottoposto a perquisizione gli è stato trovato in tasca circa un etto di hashish, quantitativo destinato, secondo quanto riferito sul momento dallo stesso indagato, al consumo personale;

il grave problema dei suicidi all'interno delle strutture penitenziarie deve essere tenuto in alta considerazione da parte del Ministero della giustizia, atteso che la vita, la salute e, più in generale, il benessere fisico e psichico delle persone che si trovano in stato di privazione della libertà personale sono elementi che meritano una specifica attenzione ed un costante impegno giusto quanto disposto dallo stesso ordinamento penitenziario;

ed invero la situazione attuale è particolarmente allarmante posto che nel corso di tutto il 2008 si sono registrati 42 suicidi, mentre nei primi sette mesi del 2009 già si sono tolte la vita 39 persone; sicché si teme che entro il dicembre 2009 possa essere raggiunto il picco del 2001 con 69 casi e, quindi, un tasso di suicidio del 124 per 100 mila detenuti (quello relativo alla popolazione italiana è di 8 per 100 mila);

presenze dei detenuti all'interno degli istituti di pena italiani hanno quasi toccato quota 64mila: il 52,2 per cento dei detenuti si trova dietro le sbarre in custodia cautelare, mentre, tra i condannati, circa 9mila persone devono scontare pene inferiori ad un anno; a ciò occorre aggiungere che metà dei carcerati è affetto da epatite, il 30 per cento e tossicodipendente; il 10 per cento malato di mente e il 5 per cento ha l'Hiv; inoltre, il ritmo di crescita della popolazione penitenziaria in tempi recenti si incrementa di 1000 detenuti ogni mese;

una politica di fermezza verso il crimine non esclude certo la realizzazione di un sistema carcerario che, dovendo essere costituzionalmente finalizzato al recupero ed al reinserimento del detenuto, deve poter offrire una condizione minimale di vivibilità, soprattutto nei confronti di quei gruppi vulnerabili al rischio suicidario (malati mentali, tossicodipendenti, cittadini extracomunitari, e, in genere, persone provenienti dall'area del disagio sociale);

il direttore generale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dottor Sebastiano Ardita, ha indirizzato, in data 18 dicembre 2008, una circolare a tutti i provveditori regionali dell'amministrazione penitenziaria avente ad oggetto «prevenzione dei suicidi e tutela della vita e della salute delle persone detenute e/o internate», sollecitando tutti gli operatori ad un maggiore impegno teso a scongiurare situazioni di criticità;

il sostanziale fallimento della organizzazione del lavoro per la popolazione detenuta, che genera insopportabili e lunghi periodi di ozio, è quasi certamente una concausa importante nella esplosione di atti anticonservativi -:

se sul suicidio avvenuto nella casa circondariale di Rovereto siano stati effettuato gli opportuni accertamenti e quali ne siano eventualmente gli esiti;

se il Governo non intenda farsi promotore di una completa rivisitazione della legge n. 49 del 2009, detta Fini-Giovanardi, legge che sta avendo un impatto pesantemente negativo sulla situazione penitenziaria e che sta portando rapidamente al riprodursi di quel fenomeno di sovraffollamento che, in modo emergenziale, si è tentato di affrontare in epoca recente;

considerato l'alto tasso di suicidi in carcere, che dipende dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno, se il Governo non ritenga di prendere in considerazione eventuali iniziative finalizzate alla promozione di un provvedimento di clemenza;

se il Governo non ritenga che l'avvio di una seria e generalizzata politica di organizzazione del lavoro per la popolazione detenuta sia elemento di rilevante importanza per contenere il triste fenomeno dei suicidi all'interno degli istituti di pena;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei suicidi in carcere.
(4-03852)


poi questa lettera della CGIL !!!


FUNZIONE PUBBLICA CGIL Trentino 38100 TRENTO VIA MUREDEI 8
CONDOMINIO ZETA TEL. 0461-303942 FAX 0461-303941 fp@cgil.tn.it



Spett. Redazione di Rovereto
Quotidiano Trentino


In merito alla tragica vicenda di Stefano Frapporti, suicidatosi in carcere a Rovereto, s’intende ribadire il corretto operato del personale della Casa Circondariale.
Un evento di questa portata lascia sempre ed inevitabilmente strascichi ma è bene sottolineare che questo episodio non sembra avere i contorni del giallo.
Il personale in servizio la sera della tragedia ha operato in base alle procedure previste dalle vigenti norme di legge e dai regolamenti.
Al povero Frapporti era stato chiesto se volesse avvalersi della possibilità di avvisare la famiglia tramite l’Istituto ma lo stesso avrebbe rifiutato.
Sopperendo ad una carenza dell’Amministrazione, che non offre un adeguato supporto psicologico, il personale di Polizia Penitenziaria si assume il compito di rassicurare, con i mezzi che ha, le persone che arrivano dalla libertà; questo anche nel caso in discussione.
Non vi è stato nessun segnale che potesse far immaginare, al personale presente in istituto, le intenzioni che di lì a poco avrebbero trovato tragica concretezza.
Per questo una rapida inchiesta -che è atto dovuto- sull’individuazione di eventuali responsabilità, anche a tutela dello stesso personale di Polizia Penitenziaria, è il minimo che si possa auspicare.
Chi decide di farla finita con la vita in genere non lo sbandiera ed è di conseguenza difficilissimo prevenire, soprattutto in assenza di specialisti della materia (alla CC di Rovereto, ad esempio, lo psicologo ha un contratto di poche ore alla settimana). Inoltre, i metodi scelti sono sconsolatamente efficaci e spesso risulta improduttivo qualsiasi tempestivo intervento.
Se una persona alla disperazione decide di tagliarsi le vene e mettersi sotto le coperte, sarà impossibile accorgersene. Legarsi al collo un pezzo di lenzuolo o una t_shirt strappata e legare l’altro capo ad una sbarra oppure un termosifone e lasciarsi cadere è un metodo orrendamente efficace ed il gesto si consuma in pochi secondi.
Se responsabilità si vogliono trovare si ricerchino nell’inadeguatezza delle strutture detentive, nella carenza di spazi, nel sovraffollamento assurdo, nella ormai cronica carenza di personale di ogni profilo professionale ma soprattutto della Polizia Penitenziaria, nei drastici tagli alle risorse economiche oppure nella malata e dilagante cultura che vuole necessariamente delinquente a vita chi entra in carcere anche per un solo miserabile giorno.

Trento 29 luglio 2009


p. Fp_Cgil del Trentino
Giampaolo Mastrogiuseppe

Il punto sul Piano CASE, a Cese appartamenti quasi pronti

Il punto sul Piano CASE, a Cese appartamenti quasi pronti
E' una corsa contro il tempo quella dei cantieri del piano CASE, se si vorrà mantenere la promessa fatta da Governo e Protezione civile di consegnare entro l'anno a patire da metà settembre, una casa ad almeno a 12mila sfollati. Facciamo dunque il punto della situazione.

I lavori devono ancora iniziare nei siti di Coppito, Arischia, Roio, Gignano, Paganica2, Assergi.

Lavori avviati e piastre antisismiche in alcuni casi già collocate, a Sant'Antonio, Collebrincioni, Camarda, Paganica sud, Tempera.

Lavori in stato avanzato invece Bazzano e Sant'Elia, e soprattutto a Cese di Preturo, che è attualmente è il fiore all'occhiello del piano CASE. Qui i lavori, affidati alla azienda altoatesina Wolf Haus, Orceana Cstruzioni e ed ETS Engineering, sono cominciati l'11 luglio, e già i primi 100 appartamenti sono quasi pronti e a settembre saranno i primi ad essere consegnate a chiavi in mani. Nella vicina Sassa ieri gli operai della Wolf Haus, hanno cominciato i lavori per altri 200 appartamenti, e nella prima giornata sono state posate le pareti per le prime 25 abitazioni. Oltre alla tempistica questi cantieri hanno un altro indubbio pregio rispetto ad altri: gli appartamenti in legno che crescono a vista d'occhio sono di ''classe energetica A'' e realizzati infatti secondo avanzati canoni di bio-edilizia. Consentono cioè un risparmio di energia fino al 90%, e grazie la speciale parete isolante multistrato Megawand, con un'ora di riscaldamento a 22°, la temperatura si mantiene immutata per nove ore.

Nel servizio intervista al direttore della Wolf Haus, Kurt Schoepfer.


29/07/2009 13:53

A Cese di Preturo gli avveniristici appartamenti della Wolf Haus

A Cese di Preturo gli avveniristici appartamenti della Wolf Haus



Abbiamo visitato il cantiere di Cese di Preturo, dov'è a lavoro l'azienda alto-atesina Wolfhouse per la realizzazione delle case antisismiche che ospiteranno i terremotati.

Interviste a:

Kurt Schoepfer - Direttore Case Wolf Haus
Pierluigi Zola - Orceana Costruzioni
Luca Begnis - ETS Engeneering
Nella nuova squadra di Balzani c'è anche un docente inglese

Autentiche sorprese sono quelle che emergono dalla composizione della nuova giunta comunale che accompagnerà il sindaco di Forlì Roberto Balzani per il suo mandato.

Forlì, ecco la giunta Balzani

E' pronta la nuova giunta di Forlì, capitanata da Roberto Balzani. Ecco l'esecutivo: Giancarlo Biserna, vice sindaco (Lavori pubblici), Alberto Bellini (Ambiente), Emanuela Briccolani (Bilancio), Davide Drei (Welfare), John Patrick Leech (Cultura), Maria Maltoni (attività produttive), Paolo Rava (Urbanistica), Valentina Ravaioli (Politiche giovanili e sport), Gabriella Tronconi (Istruzione), Katia Zattoni (Decentramento e partecipazione).

Nessun rapporto col passato. Nessun componente della precedente giunta comunale è stato confermato. E nessuno dei consiglieri eletti è stato designato assessore. I nomi sono dieci (due in meno della giunta Masini), cinque uomini e cinque donne. Dei nuovi assessori cinque sono iscritti a partiti, gli altri cinque no. I professori universitari sono tre, col sindaco diventano quattro. "Molti di voi immaginavano che questo non potesse accadere, ma è avvenuto col consenso delle forze politiche e del Pd: si è portato a compimento un laboratorio politico", spiega Balzani.


Fra tanti volti nuovi l'unica stonatura è la nomina di Biserna che incassa la mancia della spartizione!

PROMOZIONE E TURISMO TORNANO IN AUGE I DEBITI PUBBLICI DI SOCIETA' INUTILI GESTITE DA PROFESSIONISTI DELLA POLITICA DEL TUTTO INCAPACI

Di Promozione e Turismo, la società forlivese legata a filo doppio con l'aeroporto Ridolfi gestito dalla Seaf ne avevamo già parlato, in termini generici e indiretti, in un altri post di questo blog:

Nella casta degli intoccabili anche l'ex sindaco di Castrocaro

da parcheggiato a parcheggiatore

NEL CENTRO SINISTRA SE LA CANTANO E SE LA SUONANO

per completezza di informazione inseriamo anche alcuni link tratti dalla stampa sul web:

Forlì, l'aeroporto perde il suo 'braccio commerciale': addio a Promozione Turismo

Forlì, aeroporto. E' ufficiale: "Promozione e turismo" in liquidazione

di seguito i link di ciò che si trova sul sito del Comune di Forlì (evidentemente non aggiornato, forse perché ormai Promozione e Turismo è un cancro da evitare):
con allegati:

Bilancio 2007

Relazione Collegio sindacale - Bilancio 2007


Inoltre, troviamo, sempre nel sito del Comune di Forlì la seguente:
  • Deliberazione n. 25 COMUNE DI FORLI’ CONSIGLIO COMUNALE Seduta del 23 Febbraio 2009
a pagina 10, si legge:

"PROMOZIONE E TURISMO Soc. Cons. p.A.
Sede Legale: Forlì, Via Fontanelle, n. 60
Data costituzione: 05/04/2004
Inizio partecipazione 28/05/2004
Capitale sociale € 695.474,00
Patrimonio netto € 364.039,00
Quota di partecipazione 51,24%
E’ in corso la liquidazione della Società

Oggetto sociale:
La Società ha per oggetto lo sviluppo e la promozione dei territori della Romagna e di quelli attigui, anche tramite iniziative tese allo sviluppo del sistema aeroportuale Forlivese.
Per perseguire tale scopo la società potrà, a titolo esemplificativo ma non limitativo, svolgere:
- lo sviluppo, la gestione e la promozione commerciale e di marketing del sistema aeroportuale forlivese; - la cura di relazioni commerciali e di rapporti con operatori turistici nazionali ed esteri anche attraverso l’integrazione con albergatori, società di trasporto persone, pubbliche amministrazioni, enti di promozione turistica ed associazioni di categoria; - la gestione, l’integrazione e lo sviluppo di sinergie e relazioni con compagnie aeree nazionali ed estere, nonché l’espletamento di connessi servizi di agenzia e promozione atti a favorire l’insediamento, il potenziamento e l’incremento del trasporto e di collegamenti aerei ivi compresi i servizi accessori legati all’intermodalità, come trasporti collettivi ed individuali e gestione aree di sosta funzionali al servizio; - la cura e la gestione di prenotazioni, vendite e distribuzione dei prodotti turistici (agenzia viaggi) per conto di network nazionali ed esteri, nonché lo sviluppo e la titolarità di diretti rapporti con operatori economici professionali del settore turistico e di trasporto passeggeri; - lo sviluppo e la gestione di attività orientate alla vendita per conto proprio o per conto terzi di spazi pubblicitari, servizi promozionali, merchandising ed altre forme di vendita di beni o servizi collegabili all’oggetto sociale.

Presupposti per mantenimento della partecipazione: Nell’Assemblea straordinaria del 17 dicembre è stata determinata la cessazione dell’attività della società, ritenendosi esaurito lo scopo societario, in quanto le funzioni di promozione turistica sono state riassunte dalla Società di gestione dell’Aeroporto. Il Consiglio Comunale, con delibera n. 109 del 9/12/2008, ha disposto la partecipazione all’assemblea straordinaria del 17/12/2008, con indicazione di approvare la messa in liquidazione della società.

Motivazioni di carattere normativo: Sviluppo del territorio e, in particolare, lo sviluppo, la gestione e la promozione commerciale e di marketing del sistema aeroportuale forlivese.

Motivazioni della costituzione/partecipazione di carattere strategico: In data 4 marzo 2004 si è costituita la società “PROMOZIONE E TURISMO S.r.l “, a cui il Comune di Forlì ha aderito in data 28/5/2004, in adempimento della deliberazione consiliare n. 36 del 5/4/2004. Si era ritenuto che, attraverso l’avvenuta costituzione del nuovo soggetto giuridico ed il concreto avvio della sua operatività, che affianca ed integra le funzioni tradizionalmente svolte dalla Società S.E.A.F. - S.p.A., si potesse ulteriormente rafforzare il processo di sviluppo della struttura aeroportuale forlivese."

poi si trova anche questo link aggiornato:
con allegati:
(vale la pena aprire qui una parentesi sulle Società e consorzi partecipati dal Comune di Forlì - così tanto per dare un'occhiata)

Torniamo sull'argomento perché è notizia di oggi (pubblicata pare solo dal Corriere di Romagna) del lodo arbitrale del 30 giugno u.s. fra la Jetx islandese e la società Promozione e Turismo che si è conclusa con esito negativo per la società forlivese (C'è da pagare un altro milione di euro - da il Resto del Carlino online del 16 ottobre 2008 - Forlì, aeroporto: nuova tegola da 1,1 milioni di euro - dal sito Romagnaoggi.it del 16 ottobre 2008).

La vicenda ha chiaramente innescato malumori politici che avranno ripercussioni sulla gestione futura delle società partecipate dal Comune di Forlì (vedi in proposito alcuni esempi significativi: Aeroporto di Forlì - Errori gravi eppure loro sono sempre gli stessi!

Torneremo sull'argomento

anche perché stiamo cercando di trovare altra documentazione tipo:

2008 318 26/08/2008 PROMOZIONE E TURISMO SOC. CONS. P.A. - ASSEMBLEA DEL 10 SETTEMBRE 2008 PER COMUNICAZIONI IN MERITO ARBITRATO JETX - PARTECIPAZIONE 02/09/2008
17/09/2008
26/08/2008


Per ora riportiamo per intero la delibera del Comune di Forlì relativa alla cessazione dell'attività:

COMUNE DI FORLI’
VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE IN SESSIONE ORDINARIA DI PRIMA CONVOCAZIONE DEL GIORNO 09 DICEMBRE 2008
(vedi anche l'atto di deliberazione n. 189)
SEDUTA PUBBLICA ALLE ORE 15,35

OGGETTO N. 170
PROMOZIONE E TURISMO SOC. CONS. P.A. - ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 17 DICEMBRE 2008 PER CESSAZIONE ATTIVITA'.
Entrano i Conss. Nervegna e Zambianchi: Presenti n. 23.
Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 1^
Commissione consiliare, farei fare una breve illustrazione al vice Sindaco.

Entra il Cons. Aprigliano: Presenti n. 24.
Vice Sindaco CASTRUCCI: Come ho avuto modo di illustrare nella
Commissione consiliare, anche con il supporto del Presidente Fussi presente
alla riunione, il 17 dicembre prossimo è stata convocata l’assemblea dei soci
di Promozione Turismo per deliberare la cessazione dell’attività di
Promozione Turismo, società che è stata costituita nella primavera 2004,
con l’obiettivo di promuovere i voli low cost sull’aeroporto di Forlì e quindi
conseguentemente di promuovere il territorio, una società di cui il Comune
di Forlì detiene oltre il 50% del capitale e che, con un cambiamento rispetto
al momento della costituzione, è rimasta sempre in orbita pubblica, nel
senso che oltre al Comune di Forlì gli altri soci erano la Camera di
Commercio di Forlì-Cesena, la Provincia di Forlì-Cesena, il Comune di
Cesenatico, alcuni enti della Provincia di Ravenna come il Comune di
Ravenna, la Camera di Commercio di Ravenna e il Comune di Cervia, e una
parte privata che è rimasta minoritaria, rappresentata peraltro dalle
associazioni di categoria. A questi si aggiungevano poi, con quote del 10%,
gli altri soci che potremmo definire parapubblici, quali E-Bus e Seaf.
I motivi della cessazione dell’attività sono sostanzialmente due, il
primo motivo è che non è riuscito il tentativo, da parte degli organi societari,
di un coinvolgimento degli operatori privati. Come dicevo la parte privata,
rappresentata dal mondo associativo, è rimasta sempre minoritaria e il
tentativo fatto dal primo Consiglio, presieduto da Raffaele Schiavo, e
dall’attuale Consiglio di amministrazione presieduto da Maurizio Fussi, non
è riuscito nel coinvolgimento, malgrado ripeto più tentativi fatti sia sul
territorio ravennate che sul territorio forlivese e cesenate, di coinvolgere
operatori privati, coinvolgimento che dovrebbe essere anche l’occasione per
un cambio di passo della società, società su cui peraltro hanno pesato anche
due eventi negativi, che in qualche modo hanno condizionato la vita della
società, soprattutto per quanto riguarda la gestione finanziaria e mi riferisco
al primo rapporto accordo concluso con la società islandese ?GTX?, che ha
avuto vita breve, pochi mesi di vita, dando luogo peraltro a un arbitrato che
si è concluso negativamente, almeno in questa prima fase, per la società
Promozione Turismo, con una sentenza favorevole alla società GTX, lodo
peraltro che è stato impugnato dall’assemblea dei soci e quindi la partita è
ancora tutta aperta.
L’altro evento negativo che ha inciso e condizionato come ricordavo
negativamente l’attività della società sono stati i voli conclusi in base a un
accordo con la società Win Jet, i voli per la Germania che non hanno sortito
l’effetto sperato, eventi questi che complessivamente hanno complicato dal
punto di vista finanziario l’attività della società e che hanno portato nel
2006 anche a una riconversione della società con il suo passaggio alla forma
di società consortile a responsabilità limitata, anche per in qualche modo
contingentare sostanzialmente quelli che erano i mezzi a disposizione, ma al
contempo questo fatto sapete tutti qual è il funzionamento delle società
consortili, poi è chiaro che d’altra parte il rovescio della medaglia è stata la
disponibilità di mezzi limitati per promuovere la società.
Ve la faccio breve, perché siamo arrivati alla decisione, presa
dall’assemblea dei soci del 06 ottobre scorso e condivisa chiaramente da
tutti i soci, di mettere in liquidazione la società per le ragioni che ricordavo.
Va peraltro sottolineato che, nonostante la mission o comunque gli obiettivi
non siano stati raggiunti, questo credo vada da sé, nel momento in cui si
decide di chiudere una società sicuramente qualcosa – lo dicevo in
Commissione ai membri del Consiglio presenti – è chiaro che qualcosa non
è andato rispetto a quelle che erano le previsioni. È stato però costruito un
sistema di relazioni, di collaborazioni, in particolare tra i comuni
dell’entroterra e i comuni della costa, che credo possa essere un patrimonio
importante da valorizzare, soprattutto anche nella fase di ripensamento di
tutto quello che è il sistema di promozione che ruota intorno all’aeroporto,
che credo potrà passare direttamente da Seaf, con un coinvolgimento diretto
degli operatori privati, quindi tentativo che credo non vada in qualche modo
lasciato cadere, non vada disperso.
So che, com’è stato richiesto dalla Presidente della Commissione
consiliare Burnacci, è stato distribuita ai membri del Consiglio Comunale
anche una tabella, che riporta l’impegno finanziario del Comune di Forlì
nell’ultimo triennio e quelli che sono i risultati di bilancio della società,
sempre nell’ultimo triennio, questo a compendio chiaramente delle
informazioni date in Commissione e delle informazioni che ho testé
riportato. Sono poi a disposizione degli eventuali chiarimenti che dovessero
essere richiesti dai Consiglieri.
Cons. RONCHI: Voterò questa deliberazione come ho già detto in
Commissione, perché ritengo che sia corretto il ragionamento che si fa
dietro a un ripensamento della promozione e allo sviluppo del nostro
aeroporto. Tra l’altro come Gruppo consiliare l’avevamo chiesto già in altre
occasioni, quando si andavano a ripianare i debiti di questa società, quindi
non possiamo che vedere favorevolmente questa decisione.
Non condividiamo le parole che sono nel testo della deliberazione, che
sostanzialmente attribuiscono alla società solo successi, perché se fosse così
non sarebbe necessario chiudere, si dovrebbe cercare al limite nuove forme
di finanziamento per la società. Crediamo piuttosto che l’operazione per
diversi motivi sia stata fallimentare, quindi riteniamo che la chiusura sia
corretta e sia corretto che queste mansioni e queste attività tornino in capo a
Seaf, che si dovrà occupare chiaramente anche degli accordi commerciali
con le altre città europee.
Escono gli Ass. Marchi, Galassi e Buffadini.
Cons. BURNACCI: Sarò categorica, non ripeterò le cose che
abbiamo già detto in Commissione. Su questa questione abbiamo sempre
avuto una posizione rettilinea, abbiamo detto che la società… c’è quasi un
clima pre elettorale, un po’ nervoso, anche se le elezioni sono tanto lontane!
Sarà che ci è presa un po’ di frenesia fuori luogo un po’ a tutti.
Detto questo, noi eravamo contrari a che questa società si formasse,
l’abbiamo detto prima che si formasse, abbiamo osservato l’attività di
questa società per un lungo periodo, abbiamo tutte le volte in cui si è votato
su questa questione abbiamo detto che era ora di chiudere l’attività, votiamo
a favore naturalmente della chiusura dell’attività, anche se non vediamo di
buon occhio che nella premessa della deliberazione si sia scritto che
l’attività di Promozione Turismo è risultata efficace etc. etc., chiudiamo un
occhio anche su questo purché questa attività si chiuda e riconosciamo al
Presidente attuale l’onestà intellettuale di avere tratto le conseguenze di una
situazione che non poteva durare.
Escono i Cons. Ragazzini, Avellone, Nervegna, Sbaragli ed entrano i
Conss. Farneti, Castagnoli, Manucci e il Sindaco: Presenti n. 24.
Per la votazione dell'immediata esecutività dell'atto esce il Cons.
Matteucci: Presenti n. 23.

scatta o scappa alle terme

"Scatta alle Terme" concorso fotografico indetto dal Grand Hotel Terme di Castrocaro

I dati ufficiali che la Provincia di Forlì-Cesena dichiara per Castrocaro fanno emergere una tendenza positiva nei flussi turistici per il periodo gennaio-giugno 2009:
+ 14,35 % di arrivi e + 5,91 di presenze

La cosa è interessante perché anche il trend 2008 sul 2009 era stato di crescita (contenuta ma costante) positiva.

Questo dovrebbe dimostrare che la crisi economica in Italia non esiste perché se aumentano i turisti-termali a Castrocaro significa proprio che ci stiamo fasciando la testa per niente!

La cosa curiosa è che di turisti negli alberghi fino a poche settimane fa non se ne sono visti!

Gli alberghi sono stati praticamente chiusi e solo recentemente alcuni hanno aperto la porta e si è visto qualche sporadico forestiero in giro per il paese!

Il concorso fotografico lanciato dal Grand Hotel è l'ultima novità creativa in ordine di tempo nella cittadina termale e il successo dell'inziativa potrebbe confermare il trend turistico positivo in corso.

La penultima novità era stata quella di rendere gratuito l'ingresso al parco termale!

La nota stampa recitava che «novità dell'apertura gratuita del Parco (di proprietà privata), dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 20, la domenica dalle 9,30 alle 20.»

Si direbbe che la novità maggiore sia questa fra parentesi dato che il patrimonio immobiliare delle terme di Castrocaro è di proprietà pubblica (51%) e quindi non privata!


Ma si sa ... ciò che è del popolo è del Principe!

IL GIORNO IN CUI LA NOTTE SCESE DUE VOLTE - 9 LUGLIO 2009



"il giorno in cui la notte scese due volte" potrebbe essere il titolo di un serial televisivo statunitense, ultimamente tanto di moda, con una trama del tipo "un'eclisse totale di sole, imprevista e inaspettata, come un fulmine a ciel sereno, sorprese a metà giornata la consueta esistenza di un piccola e periferica comunità locale di provincia.

Come in un presagio infausto si verificò una battuta d'arresto nello scorrere quotidiano degli eventi che fece precipitare nello sconcerto la mente e il cuore di quanti dovettero appuntare nel loro calendario, per non dimenticare, il giorno in cui la notte scese due volte.

Non una rivoluzione astronomica ma una rivoluzione culturale modificò la scansione dei ritmi sociali della piccola comunità locale.

Accadde il primo giorno, proprio quello dedicato alla luna, della seconda settimana del settimo mese del settimo anno dall'inizio del ventunesimo secolo ..."

Oppure la tematica di una trasmissione televisiva d'investigazione giornalistico-poliziesco del tipo "blu notte" o "telefono giallo" di quelle che si occupano "degli altri, diversi ma uguali" di quelli che "spariscono improvvisamente" e che destano tanto interesse da parte di spettatori alla ricerca del "sensazionale". Potrebbe anche essere uno speciale di "chi l'ha visto", la nota trasmissione televisiva osservatorio delle trasformazioni antropologiche del nostro Paese.

Potrebbe infatti essere una puntata dedicata al mistero, psicologico e sociologico, dell'identità di un noto personaggio pubblico, o forse più opportunamente di quella di un famoso autore di testi letterari drammatici del genere "horror psicologico", molto popolare nell'ambiente dei lettori del fantasy.

Si certamente "il giorno in cui la notte scese due volte" si presta come titolo per narrare l'improvvisa scomparsa di Ian e Clive Bailey, autori de "il regno dell'ombra", il famoso horror letterario che indaga l'impenetrabile alla luce della ragione e della scienza, dove i morti uccidono i vivi e mostri orribili emergono dalle viscere della terra. Così, come in un rovesciamento di ruoli, gli autori potrebbero essere stati vittime essi stessi, di mostruosi eventi simili a quelli immaginati nelle loro serie letterarie.

Oppure il titolo di un telefilm del genere giallo, noir, legal thriller, del tipo "Criminal Minds" tratto da un noto romanzo italiano dell'ultima generazione.

Purtroppo, "il giorno in cui la notte scese due volte" non è niente di tutto questo perché invece è ... il racconto di una storia di vita vera, reale, drammaticamente reale con una trama possibile "tra l'indagine giornalistica e il racconto narrativo ... dove il protagonista principale non compare direttamente nella vicenda che è invece narrata da vari testimoni come fossero delle "voci fuori campo".

Una istantanea del protagonista è l'unico indizio che traspare fra un'alba e un tramonto, come nella visione del celebre "impero della luce" di Magritte.

Il volto composto è ripreso nel momento in cui il protagonista affronta con intensità, così come si deduce dalla sua espressione, nel momento della sua massima aspirazione personale e professionale, durante la discussione della sua tesi di laurea in agronomia.

L'ultima istantanea prima di quel giorno in cui la notte scese due volte!