oh che bel castello!!!

Ho deciso!!! Voglio fare una bella escursione alla scoperta di alcuni castelli e città murate ... per cui digito due o tre parole chiave e dal web mi arrivano tanti suggerimenti utili per decidere di andare a conoscere Terra del Sole ....

TERRE DI SOLE, TERME E COLLINE
«Davvero pochi chilometri per questo suggerimento di viaggio nella bassa Val Montone tra due delle più belle e conosciute piccole cittadine di Romagna: Castrocaro con il fascino del suo borgo medioevale, l’imponenza della sua fortezza, la calma delle sue acque termali e Terra del Sole, piccola perla di architettura, città progettata da Cosimo de’ Medici definita la “Città ideale” ancora oggi ben conservata e racchiusa entro cinta murarie possenti.

(...) Da Castrocaro si percorrono appena 2 km in direzione Forlì per raggiungere uno dei gioielli architettonici della Romagna.
Terra del Sole, la città medicea, è un piccolo centro abitato la cui costruzione risale alla seconda metà del 1500 e conserva perfettamente intatte le cinta murarie ed il castello. Terra del Sole progettata su richiesta di Cosimo de’ Medici, venne definita “la città perfetta”.

Il perimetro interno delle mura misura poco più di 2 km. Ci si può limitare ad una passeggiata per le vie del centro, porgendo attenzione alle torri (ndt ???) e alle porte ben conservate (ndt ???) dei bastioni, a Piazza delle Armi, all’edificio del Municipio e alla Chiesa di Santa Reparata.
La cittadella è storicamente divisa in due borghi, quello Romano e quello Fiorentino, che ogni anno alla fine di agosto, danno vita al Palio di Santa Reparata.»


Dal
sito delle Terme scopro che:
«Un ufficiale riconoscimento dell’importanza monumentale ed urbanistica di Terra del Sole è il Decreto Ministeriale del 26 Agosto 1965 (Gazzetta Ufficiale n. 235), che dichiara questo centro storico di "notevole interesse pubblico", tutelandolo con un vincolo ambientale.»

Da un'altro sito ...
«Occasioni per passeggiate a piedi, in bicicletta e a cavallo I dintorni di Castrocaro sono tutti da scoprire e per apprezzare appieno la loro bellezza, viste le distanze non proibitive, non c'è miglior mezzo di trasporto che i propri piedi o, in alternativa, una bicicletta E così ci si potrà immergere in luoghi dall'indiscutibile fascino come il parco fluviale, i laghetti della "Bolga" da dove sgorgano e vengono raccolte le acque termali, la rupe dei Cozzi di grande interesse geologico e al centro di un parco naturale. » e poi ... «si pensi solo al fascino della pressochè intatta Cittadella di terra del Sole che ha segnato a lungo il confine tra la Romagna-Toscana e la Romagna cosiddetta Papalina.»

Altri suggerimenti .... per questa escursione di scoperta .... Di valle in valle - Terra Acqua e Fuoco
«... Riguadagnato il fondovalle ci dirigiamo verso Terra del Sole e parcheggiata l'auto ci accingiamo a scoprire questa caratteristica cittadella
rinascimentale.
Antica città fortezza fondata nel 1564 con funzioni di controllo e di dogana al confine fra i territori dominati dallo stato Pontificio e la Romagna Toscana, conserva ancora oggi la sua antica fisionomia.
Circondata da alte ed ancora quasi intatte mura bastionate all'interno delle quali si sviluppa un insediamento simmetrico composto da quattro isolati.
Diversi i punti di interesse: dalle ben conservate mura bastionate, alle porte di accesso (Fiorentina e Romana) con i castelli che le sovrastano, rispettivamente Castello del Capitano delle Artigilierie e Castello del Governatore.
Percorrendo l'antica via che unisce le due porte non sfuggirà al visitatore più attento la ricerca di simmetria che caratterizza lo spirito architettonico rinascimentale.
Ai lati dei borghi Romano (destinato alle guarnigioni) e Fiorentino (abitazioni civili) una lunga serie di palazzi e case a schiera la cui altezza coincide con la larghezza della strada.
Centro della cittadella la grande piazza d'armi sulla quale si affacciano l'inconfondibile palazzo Pretorio, un tempo anche sede delle carceri medicee, e la chiesa di Santa Reparata.
Cittadella piccola, ma da visitare con la dovuta calma e, se si ha la fortuna di trovare aperto il portone del Palazzo Pretorio, da non perdere la visita al pittoresco cortiletto interno.
Eliopoli - La città del Sole - simboleggia "la città ideale" del rinascimento Italiano, ossia un microcosmo che riflette la perfezione dell'universo il cui simbolo è appunto il sole.
Un lungo e diritto viale alberato ci consente di raggiungere la vicina Castrocaro Terme. »

Nel Piano Strutturale Comunale infine leggo che .... «Per quanto riguarda il parco fluviale, il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole identifica il suo ampliamento come uno dei progetti importanti per la qualificazione del proprio territorio .... il parco, mantenendo la propria funzione (...) può costituire una risorsa di eccezionale valore per l'integrazione dell'offerta ambientale (ricreativa, escursionistica, naturalistica) a sua volta in grado di qualificare il sistema urbano; ciò significa facilitare l'accesso - in forme ecologicamente compatibili - dalla città, e integrare in un'offerta più ampia il panorama di elementi di qualificazione naturalistica e turistica. Tale percorso o zona a parco è stato previsto in continuità con il Parco Urbano del Comune di Forlì che, già in avanzato stato di realizzazione, si congiungerà con quello di Castrocaro Terme per integrare l’offerta turistica.»

Per cui deduco e desumo che questo possa essere l'oggetto della mia escursione ... così decido di raggiungere in auto un bel campo a ridosso del fiume Montene proprio dietro le mura della cittadella rinascimentale ....

Italiani poco web molta TV pochissima infomazione stampa e ancor meno lettura di libri!!!!

In Europa quasi 40 milioni di nuovi utenti di Internet



Più del 50% della popolazione dell'Unione europea è utente regolare di internet!


Poca Rete, molta tv. E zero giornali - Gli italiani e Internet, un rapporto ancora difficile.

Come al solito noi italiani siamo in fondo alla classifica, dietro noi solo greci, bulgari e rumeni!

Questi i dati che si trovano nel rapporto della Banca Mondiale (Relazione della Commissione sui progressi compiuti nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni - TIC)



Per l'Italia, poi, le cose peggiorano ulteriormente quando si guarda alla disponibilità di un personal computer: solo il 36,7% degli italiani possiede un pc.


Per quanto riguarda i media tradizionali, dal rapporto della Banca Mondiale emerge che gli italiani amano la tv e non leggono i giornali. La tiratura media di quotidiani, nel periodo 2000-2006, è stata di 138 copie ogni mille persone. Un dato che pone l'Italia all'ultimo posto in Europa per diffusione di quotidiani d'informazione.


Discorso opposto per la televisione: in Italia c'è praticamente un apparecchio in ogni casa (96%).


Venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non hanno letto neanche un libro nell'ultimo anno ... per noia e mancanza di tempo libero i motivi principali.


Nel 2000 l’Istat registrava un calo dei lettori quotidiani di giornali, che da 47% del 1996 è passato al 41% e quantificava l’insieme dei lettori di più di 12 libri l’anno attorno al 12,1% del totale (38,3%) dei lettori di libri (Cfr. AIE, Le cifre dell’editoria in Italia, Rapporto 2002, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali, Divisione editoria, a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori, coordinatori G. Peresson e L. Novati, marzo 2002, tabella 2).


Poi ci meravigliamo che non siamo più un popoli di santi, navigatori e poeti ma siamo diventati un popolo di creduloni teledipendenti ... che votano Berlusconi perché ha le televisioni (attraverso il suo impero - Mediaset, egli controlla la maggior parte della televisione privata italiana. Ora che è tornato al governo, egli indirettamente gestirà e controllerà anche la televisione di Stato, così che ora può contare su di un'influenza di circa il 90% della TV italiana) e poi credono che lo Stato sia cristiano perché laico è una "brutta parola" (La laicità delle istituzioni è principio irrinunciabile della nostra come di ogni moderna democrazia parlamentare ed è proprio nel nome di tale principio che il Parlamento deve saper riconoscere il ruolo fondamentale che nell'arco dei secoli la religione cristiana ha avuto e ha tuttora nella formazione e nella difesa della identità culturale della nostra patria (Applausi), della nazione italiana).

Radici forti e rami secchi è lo strano albero del Pd

MAPPE (4 maggio 2008) La Repubblica

Radici forti e rami secchi
è lo strano albero del Pd

di ILVIO DIAMANTI


(...) Il Pd, in altri termini, ci sembra ancora un progetto incompiuto. (....) Una "novità" attraente, ma "vecchia" dal punto di vista del gruppo dirigente. Nazionale e ancor più locale. Dove i giovani, le donne, i lavoratori, gli imprenditori, insomma, i "nuovi", quando si affacciano alla politica trovano porte strette. La strategia di marketing, utilizzata da Veltroni per forzare questo limite attraverso candidature simboliche (...) alla fine, si è scontrata con una realtà "radicalmente" (= alla radice) diversa. Dove prevalgono i "vecchi", non solo e non tanto per età. Ma per mentalità e carriera.

D'altronde, i leader del Pd - grandi e piccoli, centrali e locali - sembrano impermeabili a ogni mutamento di sigla, a ogni cambio d'epoca, a ogni sconfitta. (....) Insensibili al crollo dei muri, delle ideologie e dei partiti. (...) In Italia, salvo Prodi (l'unico, peraltro, ad aver vinto una elezione e mezza contro il Cavaliere), nessuno si dimette; nessuno paga le sconfitte subite in città e regioni importanti.

Non solo: gli sconfitti vengono premiati con nuovi incarichi di prestigio. Mentre tutto il gruppo dirigente - ex comunista ed ex-democristiano - ha affollato le liste del Pd, occupando posti di assoluta sicurezza. In centro e in periferia.

Il Pd: è rimasto a metà del guado. Incerto. Fra partito di iscritti e partito elettorale. Fra personalizzazione nazionale e oligarchia locale. Agita le primarie come una bandiera. Ma non le usa per selezionare i candidati alle elezioni politiche; spesso neppure alle amministrative. Mentre, a livello nazionale, fino ad oggi sono servite a confermare leader pre-destinati. Vorrebbe rappresentare il Nord restando Lega Centro. I piedi in Emilia e in Toscana. La testa a Roma.



E' uno strano albero, questo Pd. Le radici salde. Fin troppo. Non riescono a propagarsi. Il fusto fragile. I rami rinsecchiti. Le foglie crescono. Tante.

Ma cadono presto.

Gigìn ad Masòn

(...) Per una banale questione di turbata pace coniugale, nell'autunno dell'anno 1886, fu espulso dal circolo il socio Andrea Mengozzi detto "Muzghina", agricoltore dimorante nel podere Cà Bianca di San Lazzaro, accusato di intrattenere una relazione illecita con la cognata, moglie - sposta solo con rito religioso - di un altro socio del circolo, assente dal paese per servizio militare. (...)
... cosicché per liquidare la diatriba Luigi Mengozzi sparò tre colpi di revolver contro il "Muzghina", ferendolo al torace (...)
La vicenda dell'insurrezione di Monte Sassone è già nota poiché l'illustre poeta Aldo Spallicci ne ha tracciato più volte, pubblicando anche integralmente le memorie di Sante Montanari, uno dei diretti protagonisti del tentativo insurrezionale, e di Antonio sassi, un devoto amico del Mengozzi , altro protagonista del medesimo tentativo.
Riguardo alla spedizione di Monte Sassone si vedano le memorie del Montanari e del sassi pubblicate in: Spallicci, Luigi Mengozzi, pp 5-10 e 11-18. Il manoscritto delle memorie del sassi, conservate presso l'Archivio Storico Comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole, cartella Spallicci, contiene alcune varianti rispetto al testo a stampa (...)
La sera dello stesso giorno, domenica 17 agosto, i rivoluzionari repubblicani si radunarono di nuovo presso "il Campo" ... la maggior parte proveniva da Lugo, altri da Cotignola e da Solarolo; da Forlì .... I Castrocaresi erano undici: Luigi Mengozzi detto "Gigìn ad Masòn", Girolamo Caroli detto "Zamarén", Fiorino Gurioli detto "la Vcina", Quinto Lotti detto "Baganìn", Guglielmo Monti detto "Battucela", Giuseppe Ragazzini detto "Bartlét", Filippo Savelli detto "Pipòla", Silvio Saviotti detto "Pitìn", Nicola Vallicelli detto "Putnazz", Giovanni Versari detto "Maigardon", Antonio Vespignani detto "Babacìn" (...) Il Mengozzi distribuì a ciascuno un fucile con le munizioni, una daga e un tascapane. Poi la banda armata, capeggiata da Sante Montanari e dallo stesso Luigi Mengozzi, in piena notte, si mise in marcia ..... e quindi prese ad inerpicarsi sulle pendici di Monte Sassone, sulla cui vetta i rivoluzionari posero l'accampamento issando la bandiera rossa, simbolo della Repubblica .... La presenza di una quarantina d'insorti, che avevano spiegato la rossa bandiera repubblicana, accampati per due giorni in armi su una vetta dell'appennino romagnolo non poteva certo passare inosservata; infatti diversi giornali moderati, dalla "Tribuna" alla "Gazzetta dell'Emilia", al "Resto del Carlino", al "Rugantino", periodico satirico romano, avevano denunciato il tentativo insurezzionale. La notizia dei moti di Castrocaro rimbalzò persino all'estero. .... il tentativo rivoluzionario sollevò all'epoca ed in seguito, illazioni ironiche, non per il completo fallimento dell'impresa, ma perché gli insorti erano stati costretti a sospendere l'iniziativa senza aver avuto occasione di battersi, anzi ignorati completamente dalle autorità; un simile epilogo aveva creato l'impressione che il tentativo non fosse stato preso sul serio né dai rivoluzionari né dal governo. La realtà era ben diversa: soltanto una serie di cause concomitanti (...) evitarono che uno scontro armato trasformasse quel nucleo di animosi repubblicani in altrettante vittime della monarchia. (...)
La notte del martedi 24 maggio 1892, il delegato compiuto il consueto giro per il paese assieme a due gendarmi rientrò nella propria abitazione e, come era solito fare, si affacciò al balconcino dalla parte degli Steccati, accendendocisi un sigaro. dal vicolo o cavina antistante un ignoto assassino sparò un colpo di fucile colpendo il pieno petto il delegato, che si accasciò al suolo gridando: "Aiuto, carabinieri! Aiuto mi hanno ammazzato" (...)Di fronte alla prospettiva di un processo interminabile e di una lunga detenzione, i carcerari e i loro familiari cominciarono a muovere critiche e rimproveri al Mengozzi, ritenendolo responsabile, come ispiratore del movimento rivoluzionario locale, degli eventi che avevano condotto a quel processo politico. Sovrapponendosi alle recenti amare delusioni anche il rimprovero tacito o palese dei compagni, forse ritenendosi effettivamente responsabile per essi, il Mengozzi, ... prese la triste decisione ed il 13 giugno 1893, non ancora trentenne, si suicidò impiccandosi all'inferiata della cella e lasciando una lettera con la quale si assumeva la completa responsabilità del delitto scagionando chiunque altro (...)

[Brani tratti da "i repubblicani a Castrocaro - dall'unità d'Italia all'avvento del Fascismo (1861-1926)" di Antonio Zaccaria Cooperativa "Mario Tamburini" Castrocaro Terme 1995]

dallo scrigno al cassonetto!!!!

Rinomata località di villeggiatura, Castrocaro Terme e Terra del Sole ha ottenuto la Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra assegnato nel 2005 dal Touring Club Italiano.

Centro termale di origini etrusche, famoso già al tempo dei Romani per le sue preziose acque, conobbe il suo maggior sviluppo in epoca medievale.

Le acque salsobromo-jodolitiose e sulfuree, i fanghi naturali salsobromojodici, il centro di medicina estetica, il centro benessere e l’area fitness fanno di Castrocaro una rinomata e apprezzata cittadina termale.

Del suo passato storico, conserva significativi ricordi: oltre alla celebre Fortezza, sono mirabili il romanico Battistero di San Giovanni, la Torre Campanaria, il settecentesco Palazzo Piancastelli, la Chiesa dei Santi Nicolò e Francesco, che custodisce una preziosa opera del Palmezzano. All’interno dell’incantevole Parco delle Terme è possibile ammirare il Padiglione delle Feste vero gioiello di Art-decò, progettato da Diego Corsani con la consulenza artistica di Tito Chini

Il parco delle Terme, con i suoi numerosi viali e sentieri, fornisce i più svariati percorsi per il jogging ed un attrezzato percorso vita. Per gli amanti del trekking, della bici e della mountaine-bike il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole ha scelto alcuni percorsi particolarmente suggestivi adatti sia agli escursionisti esperti sia a quanti vogliano gustare delle bellezze della natura senza faticare troppo.

[ingresso alla città fortezza rinascimentale di Terra del Sole]

informazioni utili per conoscere gli interventi di qualificazione turistica effettuati negli ultimi tempi:

SISTEMAZIONE E ARREDO DELLA PIAZZA E DEI BORGHI IN TERRA DEL SOLE.

RIQUALIFICAZIONE DI VIALE MARCONI IN CORRISPONDENZA DEL CIMITERO E ZONE LIMITROFE.

COMPLETAMENTO E RIQUALIFICAZIONE DI VIALE MARCONI E AREE COMPLEMENTARI

Bisogna però essere fiduciosi, il futuro turistico per il Nostro Comune è comunque radioso:

«Il 2008 a Castrocaro Terme e Terra del Sole inizia all’insegna della crescita turistica. L’ufficio Turistico ha diffuso i dati su arrivi e partenze nei mesi di Gennaio e Febbraio e le cifre sono promettenti. Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2007, è stato registrato un aumento di arrivi del 18% e di presenze del 37%. Nel primo mese dell’anno la crescita delle presenze ha sfiorato addirittura un +70%. Bene gli alberghi, ma anche le altre strutture.»

Ok ... percentuali ma in numeri assoluti cosa significa?

Dalla stessa fonte giornalistica apprendiamo che:
«
L’Assessore al Turismo Mauro Cacciaguerra: “ Un bell’inizio, è la crescita più importante segnata nei primi due mesi dell’anno dal 2004 ad oggi, con 9.300 presenze totali - 2.530 in più rispetto allo stesso periodo del 2007 (...)»

Tradotto in cifre ...
nei primi due mesi del 2008 gli arrivi sono stati 2.257 (+ 356 rispetto al 200) che diviso per 60 giorni sono circa 38 persone al giorno che sono venute a fare le cure o hanno pernottato in concomitanza con fiere ed eventi in zona ... e pensare che è la prima volta che le Terme sono aperte anche d'inverno!!!


Definizione:
- Per arrivo si intende una persona che arriva in una struttura ricettiva collettiva o un alloggio turistico privato (check /in/out).
- Per pernottamento (o presenza) si intende ogni notte che un cliente trascorre effettivamente (dorme o soggiorna) oppure viene registrato presso una struttura collettiva o in un alloggio turistico privato; la presenza fisica del viaggiatore non è indispensabile.
Quindi ... gli arrivi sono i turisti registrati nelle strutture ricettive al momento dell’arrivo, mentre le presenze sono date dal numero di pernottamenti.

«(...) E’ la dimostrazione che Castrocaro e Terra del Sole possono riaffermarsi nel settore turistico, purché si lavori con impegno, competenza e creatività. Questi numeri rappresentano il primo segnale di un nuovo percorso di crescita e credo serviranno a risvegliare l’orgoglio e l’entusiasmo dei concittadini che hanno a cuore lo sviluppo del paese, a cominciare dagli operatori del settore. Castrocaro e turismo possono tornare ad essere una formula vincente grazie all’impegno sinergico di tutti e la valorizzazione del nostro patrimonio territoriale.”»

l'Italia che vorrei!!!


Con la morte di Federico II e la successiva eclissi del potere imperiale si concludono due secoli di lotte fra Impero, Papato e Comuni italiani. Non si esauriscono tuttavia i conflitti per il potere all'interno dei centri urbani, dove la crescita demografica ed economica intensificatasi fra XII e XIII secolo ha portato alla ribalta sociale e politica il "popolo" delle professioni, che con le proprie organizzazioni (le Corporazioni di mestiere, le società armate) si contrappone alle vecchie aristocrazie dominanti. Lo scontro fra gli schieramenti, che continuano ad utilizzare le etichette di guelfi e ghibellini lasciate in eredità dalla tradizione imperiale, è aspro e - malgrado le iniziali affermazioni del "Comune di popolo" - non sempre risolutivo. Il perdurare di un clima di instabilità spiega come in molti casi, soprattutto nell'Italia padana, il consenso si coaguli intorno ad un potente, magari di antica nobiltà, il quale punta a legittimare la sua "signoria" con titoli concessi dall'imperatore. Si apre così la strada al dominio di famiglie come gli Scaligeri a Verona, gli Estensi a Ferrara, i Della Torre e poi i Visconti a Milano, i Da Carrara a Padova, i Malatesta a Rimini, i Montefeltro a Urbino. Sviluppi diversi si hanno nel Mezzogiorno, dove la sconfitta di Manfredi nel 1266 e quella di Corradino nel 1268 portano sul trono meridionale il francese Carlo d'Angiò, che gode dell'appoggio del Papa e del sostegno finanziario dei banchieri fiorentini. Forte dei suoi possessi in Provenza, Piemonte e Italia meridionale, alleato delle forze guelfe, l'Angioino sembra destinato a costruire una grande potenza mediterranea; ma nel 1282 la rivolta del Vespro caccia i francesi dalla Sicilia e li costringe ad una lunga guerra con la dinastia iberica degli Aragonesi, risolta solo nel 1302 con il passaggio dell'isola ("Regno di Trinacria") sotto Federico III d'Aragona. All'inizio del XIV secolo la situazione italiana è comunque tutt'altro che stabilizzata. Anche dove un equilibrio interno è stato raggiunto, l'ambizione personale dei Signori e gli interessi economici dei regimi comunali convergono nel desiderio di costituire dominii più vasti e sicuri. Il Trecento e la prima metà del Quattrocento sono così caratterizzati da guerre incessanti con le quali le maggiori città-Stato tentano di sottomettere i centri minori finendo poi per misurarsi fra loro quando le direttrici del loro espansionismo entrano in collisione. Nel 1454, anno in cui la pace di Lodi pone fine a questa tormentata fase politico-militare inaugurando un quarantennio di pace e di stabilità, la carta d'Italia risulta decisamente semplificata. L'intero regno meridionale, comprese le isole, è ora inserito nell'“impero” mediterraneo di Alfonso d'Aragona; i vasti territori del Patrimonio di San Pietro, che tagliano longitudinalmente la Penisola, sono tornati sotto la sovranità del Papa; Firenze, dove l'apparenza delle istituzioni repubblicane contrasta con il principato di fatto di Cosimo de' Medici, ha assoggettato gran parte della Toscana; la repubblica di Venezia, da secoli proiettata sul mare, ha costituito un solido dominio di terraferma; gli stati di Milano e dei Savoia, formalmente eretti in ducati per decreto imperiale, si dividono il resto dell'Italia settentrionale. Sopravvivono le repubbliche di Genova, Siena e Lucca, i possedimenti degli Estensi e dei Gonzaga. Sebbene a lungo turbata da scontri fra fazioni per il controllo del governo urbano e da conflitti fra città per l'egemonia su scala regionale, nonché duramente toccata dalle epidemie del Trecento con le loro ripercussioni economiche e sociali, l'Italia degli ultimi due secoli del Medioevo mantiene, grazie al predominio dei suoi uomini d'affari nel commercio internazionale, una prosperità di fondo, cui si associa una straordinaria crescita civile e culturale. Città maggiori e minori trasformano la propria struttura edilizia ricoprendosi di ampie piazze, di edifici pubblici, di palazzi signorili. Imprese come l'edificazione della cattedrale di Firenze, la ristrutturazione e l'abbellimento del Palazzo Pubblico di Siena, la costruzione del Duomo di Milano, celebrano la maestria di schiere di anonimi artigiani e il genio di artisti come Giotto (1267?-1337), Arnolfo di Cambio (1245 ca.-1302 ca.), Ambrogio Lorenzetti (1285-1348?), Filippo Brunelleschi (1377-1446). Dalla metà del Trecento cresce in Italia, più di altri paesi libera dai poteri politici troppo legati al mondo medievale, una nuova generazione di intellettuali che, sulle orme di Francesco Petrarca (1304-1374) e Giovanni Boccaccio (1313-1375), dà vita al fenomeno tradizionalmente indicato come "umanesimo": un "progressivo e quasi contagioso entusiasmo per l'Antichità" che, attraverso il recupero delle lingue, dell'arte e della filosofia classiche, rinnova le basi del sapere preparando la grande stagione del Rinascimento.

Bibliografia

R. Manselli, Il sistema degli stati italiani dal 1250 al 1454, in Storia d'Italia, diretta da G. Galasso, vol. IV, Comuni e Signorie: istituzioni, società e lotte per l'egemonia, Torino, Utet, 1981, pp. 177-263

G. Cherubini, Le città italiane dell'età di Dante, Pisa, Pacini, 1991

A.A.V.V., Le Italie del tardo Medioevo, a cura di S. Gensini, Pisa, Pacini, 1990

Le droghe alle urne

Le droghe alle urne

Franco Corleone, su Fuoriluogo di marzo, dice bene quando afferma che il tema delle droghe è praticamente assente da una delle meno entusiasmanti campagne elettorali del dopoguerra. Vediamo cosa dicono, o vorrebbero dire, i programmi dei partiti che si presentano alle politiche del 13 e 14 aprile.

Partito delle Libertà: non poteva non confermare la legge Fini-Giovanardi, e continuare nell’opera di nasconderne gli effetti. “Attuazione della legge contro le droghe e potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione e di recupero dalle tossicodipendenze” si legge nella sezione salute. Se non conoscessimo i contenuti di quella legge potremmo anche essere contenti, salvo poi verificare che alla sezione sicurezza si propone di costruire nuove carceri. Chi ci andrà mai dentro?
Altre due note che ci sfiorano: [contro]riforma della legge “Basaglia” e inasprimento delle pene per i reati contro le forze dell’ordine. Auguri.

Lega Nord: innanzitutto va notato come in home page la lega tenga a precisare di aver “stoppato Berlusconi: mai il voto agli immigrati“. Le famose coailizioni coese. La lettura del programma è poi “agevolata” da un file pdf per ogni punto programmatico. Per fortuna che i saggi leghisti son pur sempre leghisti, e quindi ce la caviamo con poco. Sulle droghe non troviamo nessun esplicito riferimento (aiutateci se potete), anche se dichiarazioni tipo “test antidroga per tutti” fanno capire l’andazzo. Nota sugli stranieri, pezzo forte del programma leghista: ci rubano (oltre a donne e lavoro) anche i posti in cella, per cui via al reimpatrio

Partito Democratico: è il caso di scuola. Nel programma nessun accenno alle droghe, forse c’era anche, ma evidentemente la mediazione fra Bonino e Binetti ha portato all’usanza tutta italiana di rimuovere il problema. Nel “fantastico mondo di Walter” evidentemente non esistono milioni di consumatori che vengono trattati come criminali.

Italia dei Valori: idem come sopra. Anche se i punti sono 11, uno in meno del PD, e solo cinquecento parole per spiegarli. Che il programma dell’Unione fosse ridondante non c’erano dubbi, ma a qualcuno non è venuto il dubbio che per candidarsi al governo della quinta potenza mondiale servirebbe qualcosa di più di 500 “belle” parole? Fra queste, notiamo infine, anche l’incandidabilità delle persone con sentenza passata in giudicato. Nessun interesse se la pena l’hanno già scontata, o magari sono stati riabilitati o semplicemente hanno dimostrato di essere stati rieducati, come un articolo della nostra Costituzione vorrebbe…

Sinistra Arcobaleno: forse la posizione più chiara, per ora. Al di là delle recenti dichiarazioni di Bertinotti su legalizzazione e stanze del consumo, il progamma recita “La Sinistra L’Arcobaleno propone di abrogare la Fini-Giovanardi sulle droghe, superando in una prospettiva non proibizionista la normativa vigente“.

Partito Socialista: al di là delle dichiarazioni di alcuni suoi candidati, nulla dice nel programma di che fine far fare alla Fini-Giovanardi.

La Destra: per reperire il programma della Destra della signora Santanchè ci tocca passare per il blog di Storace. Ci tocca. Alla fine il risultato è questo: “Tolleranza zero contro lo spaccio di stupefacenti – innalzamento della pena fino all’ergastolo per i grandi spacciatori” salvo sottolineare qualche riga sotto il ruolo del terzo settore nel recupero di emarginati e tossici.

Sinistra Critica: posizione decisa quella della formazione di Turigliatto. Il programma recita, testuale: “Siamo antiproibizionisti e rifiutiamo la criminalizzazione del consumo di droghe. Per questo ci battiamo per la liberalizzazione di quelle leggere e la legalizzazione delle altre.

Lista per il bene Comune: la lista del signor Rossi nulla dice sulle droghe. Però almeno c’è un riferimento al carcere: “potenziamento delle attività e dei servizi di riabilitazione, per favorire il reinserimento di chi ha scontato la propria pena”.

Nell'urna anche le droghe

Nell'urna anche le droghe
di Guido Blumir
da il manifesto 12 Aprile 2008

Cremona, 4 aprile 2008. Ragazza di vent'anni in overdose lanciata da auto in corsa. Trovata morta. Roma, Capodanno 2008, Tiburtino. Uomo di 42 anni trovato morto accanto a un cassonetto dell'immondizia con una siringa. In due anni, più di mille morti. Se soccorse in tempo, quasi tutte le vittime di overdose possono essere salvate (100.000 salvati negli ultimi vent'anni). A causa delle leggi punizioniste, i consumatori e i loro amici vivono in stato di paura. Dunque, usano sostanze da soli e di nascosto. E muoiono da soli. Se usano in compagnia e c'è un overdose, spesso i compagni terrorizzati fuggono o abbandonano la vittima senza soccorso.
In questi due anni, con la nuova legge antidroga Fini-Giovanardi, più di 100.000 persone sono finite nei guai a causa di modeste quantità di cannabis. Centinaia di arresti, migliaia di denuncie penali e processi, decine di migliaia di fermi, schedature, segnalazioni alle Prefetture, sanzioni di polizia. Un ragazzo, Alberto Mercuriali, fermato e indagato a Forlì, si è suicidato (vedi il blog di «Gli amici di Alberto»). A Perugia un signore (Aldo Bianzino) è stato trovato morto in carcere: era stato rinchiuso per coltivazione di marijuana per uso personale. Vittime del forsennato giustizialismo antidroga.
L'astensione di massa può essere significativa quando arriva a grandi numeri. Allora può essere un segnale forte ai partiti e provocare dei cambiamenti, contare. In queste elezioni, però, l'astensione ha già perso. Le formazioni fuori da Pd e Pdl, sia quelle medie come la Sinistra arcobaleno e l'Udc di Casini, sia quelle piccole e piccolissime, catalizzeranno il voto di delusi e scontenti. E per Pd e Pdl soprattutto negli ultimi tempi molti indecisi si sono orientati a votare, anche se perplessi. E' probabile che i votanti saranno meno dell'84 per cento raggiunto nel 2006, ma non in modo clamoroso.
Chi non vota, o vota scheda bianca, favorisce chi vince. Chi vince, può provocare guai. Decidere i destini di milioni di persone. Chi non votò nel 2001 favorì la marcia di Fini (vincitore delle elezioni con Berlusconi) verso l'approvazione della sua legge antidroga.
Nel centrodestra, Fini ha dichiarato che non cambierà la legge, ma anzi la farà applicare di più. Giovanardi ha lasciato l'Udc di Casini ed è entrato nel Pdl di Berlusconi. Giovanardi è l'autore dello sprint finale che obbligò tutti i parlamentari di centrodestra, anche i più contrari, come Chiara Moroni, Del Pennino, Biondi, Jannuzzi etc., a votare sì con il marchingegno della fiducia. A queste elezioni, i liberali storici corrono da soli. Il candidato del Partito Liberale Stefano De Luca ha ricordato che nel '94 i liberali in parlamento erano 40, da Biondi a Martino. Ora sono al lumicino. Nel Pdl, Martino e i radicali Della Vedova e Capezzone (però non candidato). Un governo con Fini e Giovanardi potrà anche peggiorare ulteriormente la legge e le cose. E bloccare la cannabis terapeutica (utile a milioni di malati di cancro, sclerosi multipla, Alzheimer, etc.). Nel Partito Democratico Veltroni, a Porta a Porta (9 aprile), sollecitato da Marcello Sorgi, ha dichiarato: «Non sono dell'idea di criminalizzare e di sbattere in galera il ragazzo che fuma lo spinello, non ho mai pensato che fosse questa la soluzione» e ha indicato invece la strada di annientare il traffico di eroina e cocaina e le mafie ('ndrangheta calabrese, camorra, mafia siciliana). Nella Sinistra Arcobaleno, Bertinotti si è impegnato personalmente, con diverse dichiarazioni e interviste, del resto condivise da tutto quello schieramento, a cominciare dal ministro uscente Ferrero.
I 5 milioni di consumatori italian, non sono certo tutti di sinistra. Se prendono in considerazione un «voto di difesa» devono conoscere le posizioni dei partiti. Il loro voto è importante, può contare. Dopo le elezioni possono organizzarsi meglio e pressare direttamente ministri e parlamentari, anche facendosi forti di aver votato, e dimostrando che il loro voto è stato decisivo. Togliere una legge penale contro una minoranza non costa nemmeno un euro: anzi, fa risparmiare centinaia di milioni allo Stato.
E poi: milioni di elettori sensibili verso le discriminazioni e le tematiche dei diritti civili, possono vedere nella questione droga (nel senso della penalizzazione dei consumatori), una grande questione etica e politica. Su cui lottare, anche se non si è consumatori. A pensarci bene, la situazione di questi 5 milioni di users nell'Italia di oggi non è così diversa da quella dei gay in Inghilterra negli anni 50, in cui vigeva ancora la legge penale antiomosessuali che aveva messo in prigione Oscar Wilde agli inizi del secolo: nel '59, il grande matematico Turing, genio dell'informatica, inquisito e sbattuto sui giornali per una storia d'amore gay, si suicidò.

facciamo l'appello ... presenti e assenti ... dei nostri dipendenti







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I più assenti
Nominativo Lista Assenze %
1° berlusconi silvio forza italia 4623 98,5
2° verdini denis forza italia 4402 93,8
3° pezzella antonio an 4339 92,5
4° giordano francesco prc 4232 90,2
5° cicchitto fabrizio forza italia 4218 89,9
6° fassino piero ulivo 4178 89,0
7° bondi sandro forza italia 4106 87,5
8° boselli enrico rosa nel pugno 4058 86,5
9° siliquini maria grazia an 3874 82,5
10° de luca vincenzo ulivo 3731 79,5
11° chiaromonte franca ulivo 3183 67,8
12° capezzone daniele rosa nel pugno 3171 67,6
13° sircana silvio emilio ulivo 3013 64,2
14° conti riccardo udc 3009 64,1
15° drago giuseppe udc 2987 63,5
16° merlo ricardo antonio ass.ital.sud america 2959 63,0
17° castiello giuseppina an 2864 61,0
18° angeli giuseppe per italia nel mondo 2751 58,6
19° pottino marco lega nord 2710 57,8

fare l’ indiano ... per non pagare il dazio

fare l’ indiano ... per non pagare il dazio

Locuzione: fingere di non capire, di non interessarsi a qualcosa, evidentemente perché la finzione torna comoda.

«Far l'indiano, fingere di non ne sapere, o affettare fuor di proposito maraviglia; com'uomo estraneo che vien di lontano. Più com. che Fare il nesci e lo gnorri; questi dicono affettata ignoranza, il primo segnatam. di fatto, il secondo anche d'idea o d'artifizi d'avvedimento; e denotano ancora meno sincerità». (dal dizionario del Tommaseo)


La scoperta delle Americhe la si deve, guarda caso, ad un italiano e per giunta cattolico, per conto del
"cattolicissimo" reame di Spagna.

La colonizzazione permise di conquistare, armi da fuoco in mano,
le terra del "Nuovo Mondo" ricche di metalli preziosi e di risorse naturali inestimabili e a "civilizzare" col ferro e col fuoco gli indigeni del centro e del sud America.

I colonizza
tori inglesi, di religione "protestante", non diversamente dai loro predecessori cattolici, si spinsero al nord del nuovo continente con gli stessi propositi di conquista e per estirpare i popoli amerindi in quanto ritenuti predestinati alla dannazione eterna.

Quindi, la colonizzazione spagnola nasce e si sviluppa come impresa di occupazione militare su commissione e per conto della Corona.
La colonizzazione inglese del Nord America ebbe invece il carattere di impresa civile, finanziata con capitali privati da compagnie mercantili a cui lo stato concedeva delle patenti, cioè delle licenze che ne disciplinavano l'attività e, nel contempo, rappresentavano delle autorizzazioni a realizzare gli scopi societari.

In entrambi i casi si trattò di conquista ... militare e commerciale ... poco importa ... cosa ben diversa dell'immigrazione del XX° e albori del XXI° secolo, caratterizzata da profughi, disperati, in fuga persecuzione di Paesi totalitari e da sottosviluppo terzomondista.

Peccato che il volantino non sia poi così originale visto che ci avevano già pensato i "ticinesi" più nordisti dei leghisti ma anch'essi "cinesi"!!!